Questo professore universitario, al suo primo tatuaggio, aveva le idee molto chiare su quel che voleva. Mi inviò una presentazione in Power Point con una descrizione dettagliata e corredata da una serie di opere classiche della pittura e della scultura da cui avrei dovuto prendere spunto. Che dire, aveva decisamente fatto i compiti a casa e li aveva fatti bene :P
Per farla breve, voleva rappresentare 4 virtù: Fortezza, Temperanza, Giustizia e Prudenza.
Il lavoro doveva comprendere una donna con delle redini attorno alle spalle, una corazza, un elmo, una spada in una mano, una bilancia nell’altra e doveva tenere in mano un specchio…
Lo so, suona strano ma durante il primo incontro questa donna, ad un certo punto, aveva tre mani 😀
Scherzi a parte, dovevano esserci tutti questi elementi e nella sua ipotesi, doveva essere realizzata in circa 15/16 cm!
Lo bloccai immediatamente, realizzare una figura del genere in quelle dimensioni sperando che ne uscisse un buon lavoro era semplicemente impensabile!
Chi è al primo tatuaggio spesso e volentieri non ha la più pallida idea dei limiti di questa arte e pensa che non sia molto diverso dal fare una stampa (sarà l’associazione con la stampante ad aghi? 😛 ), inutile dire che NON è così.
Per fortuna avevo di fronte a me una persona intelligente, aperta ai miei consigli e pronta a maturare la sua scelta in modo adeguato.

Le immagini che mi aveva proposto erano a mio parere troppo classiche, direi addirittura antiche, perciò gli proposi di ispirarci alle opere di Alfons Mucha. Ero certo che dopo avergli mostrato qualche disegno del grande artista ceco sarebbe stato d’accordo con me e così fu.

Dopo questa scelta stilistica e le prime valutazioni su come rappresentare i suoi significati, rivisitai in modo funzionale e quasi completamente il suo progetto, senza però snaturare l’idea iniziale.
La donna, che per noi divenne la Musa Guerriera, tiene una bilancia e una spada, simboli di giustizia, lo specchio dietro di lei è simbolo di prudenza. La fortezza, che avrebbe dovuto essere rappresentata con un elmo venne abbandonata, in fondo la spada è un simbolo multivalente che include anche la forza. Visto che per lui era importante che la donna conservasse una certa sensualità e leggerezza, venne abbandonata anche la corazza. Infine, le redini che dovevano avvolgerle le spalle, simbolo della temperanza, vennero sostituite dalle azalee, a loro volta simbolo di temperanza, sia alla base del disegno che stilizzate nella cornice dello specchio e perfettamente funzionali all’idea di creare un’opera “Mucha style” 🙂

DIKELa mia prima bozza gli piacque immediatamente quindi non mi restava che finire il disegno in visione della prima seduta interamente dedicata alle linee. Fu più impegnativa del previsto ma ne valse la pena.
Chi conosce i lavori di Mucha sa quanto siano importanti le linee nelle sue opere e io volevo fare del mio meglio per emulare il grande maestro.

La seconda seduta fu dedicata ai fiori.
Nella terza seduta pensavo di non riuscire ad andare oltre al vestito, invece riuscii a completare sia il vestito che buona parte dello specchio, la bilancia e il fondo. Fondo che fin dall’inizio aveva dato problemi. Non riuscivo a immaginare cosa fare. L’illuminazione arrivò per caso guardando delle decorazioni celtiche sulla copertina di un libro. Decisi perciò di usare qualcosa del genere, molto semplificato, in grigio.
Infine mi dedicai alla pelle della donna e a qualche piccolo ritocco qua e la.
Il risultato finale, anche grazie al tipo di pelle e alla cura che dedicò durante la guarigione, è veramente notevole e come spesso succede, ha già in mente un nuovo progetto, ma di quello ne parleremo più avanti 🙂
 

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