DOOMSDAY CLOCK Sketch 2Se la memoria non mi tradisce, quando questo ragazzo arrivò da me raccontandomi quel che voleva non ero molto attento, sentivo quel che mi diceva ma per qualche motivo, a mio avviso positivo, la mia mente vagava in mondi gotici e tenebrosi. Mentre parlava io già visualizzavo immagini che andavano a comporsi tra le sinapsi dei miei neuroni e che portarono infine a quest’opera che ha significati ben più positivi di quanto possa sembrare.

Un memento mori in cui i richiami alla morte sono talmente ridondanti che ne fanno quasi un monumento, una sorta di memento mori di massa a ricordare che: si, devi morire, ma non sarai l’unico, è un destino comune. Una riflessione macabra che include la spinta positiva a vivere appieno appieno ogni momento della vita, per te stesso, per le persone che ti stanno intorno e che più ami”.

L’orologio che prende il posto della luna segna 5 minuti a mezzanotte, esattamente l’ora in cui si trovava l’Orologio dell’Apocalisse quando cominciammo la progettazione di quest’opera; simbolo perfetto per rappresentare la folle indole autodistruttiva dell’essere umano.

L’albero, indiscusso protagonista dell’opera, insieme all’orologio e alle nuvole sullo sfondo simboleggia il ciclo della vita, la rinascita e in un certo senso l’immortalità della vita stessa. Inizialmente avevamo pensato di aggiungere qualche foglia verde sull’albero per rendere il concetto di rinascita più chiaro, ma fu subito evidente che avrebbe rovinato l’intera composizione e solo ora mi rendo conto, con un po’ di rammarico, che qualche farfalla, uno dei tanti simboli di resurrezione, sarebbe stata perfetta per veicolare quel messaggio.
Sono però certo che chi riesce a guardare oltre l’apparenza sia in grado di cogliere comunque il concetto, quasi urlato, di quest’opera.

Non so esattamente quante ore spesi nella creazione del disegno, ma sono certo siano state più di quelle necessarie alla realizzazione su pelle. Riprodurre è decisamente più semplice che creare.

Dopo tante ore sulla carta non vedevo l’ora di iniziare a lavorare sul braccio di questo ragazzo.
Nella prima seduta, come faccio spesso, mi dedicai alla parte per me più impegnativa: la tracciatura delle linee basilari in grigio, così da potermi successivamente impegnare completamente nella stesura delle sfumature.

Nella seduta successiva mi dedicai ai teschi. Spesso, soprattutto quando lavoro a progetti che mi intrigano in modo particolare, tendo ad un eccessivo ottimismo, contavo infatti di poter completare tutti i teschi nella prima seduta, ma mi resi conto che tutto l’entusiasmo del mondo non avrebbe ridotto quell’oceano di crani, né mi avrebbe reso più veloce se volevo fossero realizzati con la cura necessaria.

Servì un’altra seduta per completare quel mare di scatole craniche e cominciare parte dell’albero e del cimitero sullo sfondo. Quest’ultima parte, piazzata tra gomito e interno gomito fu abbastanza ostica e col senno di poi credo avrei dovuto lasciarla alla seduta successiva per poterci lavorare con maggior calma, completandola in un’unica seduta invece di dividerla in due, ma l’entusiasmo e la frenesia di vedere l’opera finita a volte è irresistibile, sia per l’artista che per il cliente.

La seduta successiva doveva essere particolarmente lunga. L’intento era quello di cominciare la mattina e portare a termine gran parte dell’opera ma impegni e priorità varie ci regalarono solo 3 ore. Troppo poche per completare quell’ulivo maestoso.
Quando si lavora su progetti che richiedono numerose sedute bisogna fare i conti con impegni lavorativi, eventi inaspettati e varie priorità che possono rallentare il progetto, lasciando artista e cliente con una leggera frustrazione.
Per fortuna c’è sempre tempo per recuperare e vista l’opera, non c’è detto più adatto de: “Solo alla morte non c’è rimedio” 😛

DOOMSDAY CLOCK 8

Anche la 5a seduta fu relativamente breve, mi dedicai all’orologio/luna e ad un ulteriore progresso dell’albero.

Ci eravamo proposti di fare una lunga 6a seduta che ci avrebbe permesso di completare il lavoro con un’eventuale ultima seduta per possibili ritocchi. Ma i vari impegni del mio cliente ci costrinsero a spostare nuovamente la data, obbligandomi a giostrarmi tra i vari appuntamenti per trovare qualche ora da dedicare a questo progetto cui tenevo molto, nella speranza di finirlo senza andare troppo oltre la data preventivata.

Dovemmo aspettare quasi due mesi per poter finalmente completare quest’opera in scala di grigi che posso definire senza timore una delle mie migliori.

Nonostante qualche posticipazione non posso che ringraziare questo ragazzo per aver stimolato la mia fantasia nella realizzazione di quest’opera e per la tenacia con cui ha sostenuto le sedute.
 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire, poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.