Questo ragazzo mi contattò nel 2014 con la richiesta di un biomeccanico in bianco e nero da eseguire sul braccio destro.

Era rimasto particolarmente impressionato dal mio lavoro su “La Bella e la Bestia”, quindi era chiaro, come poi mi specificò di persona, che era interessato a qualcosa di più organico che meccanico.
La bella e la bestia è uno di quei lavori che nonostante il passare del tempo e le fotografie non siano di ottima qualità, rimane tra miei preferiti (in fondo basta chiedermi dei biomeccanici o biorganici per rendermi felice 😀 ) ma pur sempre un po’ anomalo rispetto ai miei biomeccanici, se vogliamo un po’ old school, con molte parti meccaniche e tanti tubi, molto anni ’90; d’altronde io arrivo da quel periodo storico 😀

Ero comunque certo di poter soddisfare le sue aspettative e come sempre o quasi sempre faccio per i biomeccanici, disegnai il progetto direttamente su di lui. Un lavoro in bianco e nero che richiese relativamente poco tempo, grazie alla scorza di questo ragazzo che si sparò tre intere giornate di aghi, anche se a distanza di un mese l’una dall’altra.
Un bel lavoro che avrebbe potuto essere ancora migliore se avesse ascoltato i miei consigli.
Infatti gli suggerii di inserire del colore negli spazi più interni del disegno, per aumentare il senso di profondità e “illuminare” l’opera, ma lui si impuntò, voleva che gli spazi più profondi fossero neri.


Triste sentirsi dire qualche mese dopo: “Avevi ragione tu. Mi son pentito di non aver messo il colore”. Non c’è frase peggiore da dire a un tatuatore o almeno a uno che fa il suo lavoro con passione e dedizione.
Il tatuaggio non è qualcosa che si può correggere, o almeno non sempre, quindi avere ragione non cambia nulla visto che non si può intervenire per rimediare.
Anzi, aumenta il senso di frustrazione per un lavoro che sai avrebbe potuto essere migliore.

Fortunatamente ebbi modo di sentire questa frase perché tornò per un nuovo biomeccanico sul braccio sinistro: una serie di squarci con elementi meccanici all’interno. Squarci che dovevano imitare una sorta di ferita da artigli che “tagliasse” di traverso il braccio.
Per quanto mi piacesse l’idea trovavo che lo spazio messo a disposizione fosse troppo poco e facesse risultare la cosa povera e disordinata.
Ma a meno che io sia sicuro che il risultato finale possa essere qualcosa di cui mi vergognerei non tento di forzare eccessivamente i clienti sulle mie idee.
Cerco, forse sbagliando, di mediare tra quel che secondo me è la miglior realizzazione possibile delle loro idee/proposte.

Il risultato finale furono una serie di squarci che in realtà sembravano quasi due tatuaggi simili ma distinti, uno sul braccio e uno all’interno dell’avambraccio.
“Due” buone opere ma che non apparivano parte di un insieme come avrei voluto.

Dovetti aspettare altri due anni prima di rivederlo e sentirmi dire, per la seconda volta, la fatidica odiata frase: “Avevi ragione” -_-

Ma fortunatamente, a questo giro c’era spazio di manovra per correggere la cosa.
Quindi, oltre ad un nuovo progetto che passando sul petto avrebbe unito la manica in bianco e nero sul braccio destro al lavoro a colori sul braccio sinistro, in una sorta di unione tra organico in bianco e nero e meccanico a colori, aggiungemmo altri squarci al braccio sinistro rendendolo più corposo, dinamico e ordinato. Dandomi anche l’occasione di ritoccare e ravvivare i “vecchi” squarci che erano stati eseguiti in un paio di sedute senza l’opportunità di valutare eventuali necessari ritocchi a guarigione avvenuta.

Il risultato finale è decisamente di mio gradimento, peccato che il posizionamento non permetta alle fotografie e/o a un video di rendere giustizia all’insieme quanto la visione dal vivo.

Ora non mi resta che aspettare fiducioso il prossimo progetto visto che, a dir suo, lo scopo è ricoprirsi di biomeccanici.

Non vedo l’ora 🙂
 
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