L’idea iniziale del cliente era di fare una manica surreale horror, ispirata ai mostri di Dylan Dog, in particolare a quelli presenti nell’albo Golconda. Chi mi conosce sa che la richiesta di soggetti fumettistici o che comunque si ispirano ai fumetti, per me è come invitarmi a una festa. Dopo aver fissato l’appuntamento cominciai subito a fare qualche schizzo e a immaginare come impostare la composizione che avevo intenzione di realizzare a mano libera.
Ma dal colloquio iniziale alla data dell’appuntamento il cliente aveva cambiato completamente idea, aveva costruito una serie di significati e fatto una ricerca approfondita di elementi ed immagini da inserire. L’idea di lavorare con immagini di riferimento abbastanza predefinite non mi entusiasmava certo quanto disegnare qualcosa di fumettistico ma quello che mi entusiasmava meno ancora fu la sua richiesta di eseguire il tatuaggio in stile Trash Polka. Apprezzo molto il lavoro e lo stile di Volko e Simone ma non è il mio e oltre a preferire di gran lunga il colore al bianco e nero, imitare lo stile di altri lo trovo abbastanza limitante. Ma il cliente era irremovibile, perciò decisi di accettare la cosa come una sfida. Dopo un paio d’ore di lavoro di ricerca e composizione, trovammo l’impostazione ideale per quasi tutto il braccio, ad esclusione dell’interno dell’avambraccio che avremmo visto successivamente.

Non mancò anche la discussione dei significati di questo tatuaggio. Nella visione del cliente l’intera opera rappresenta l’inesorabilità del destino, il fatto che la vita (la donna clown) si prende quasi gioco di noi e decide quello che saremo (il manichino su cui cola il colore dandogli vita – la parte viva è presa da un ritratto del cliente). La moneta, che riflettendosi nello specchio mostra di avere due lati identici, rappresenta l’impossibilità di scegliere veramente. Le macchie di colore nero e rosso sono casuali, probabilmente perché nella sua mente facevano tanto Trash Polka 😛
Personalmente non condivido per niente la sua visione, ma è sua e tanto basta.

Con tutti gli elementi pronti, o quasi, cominciai a tracciare le linee e a fare i primi riempimenti in nero.

ILLUSION & CHAOS 5Nella seconda seduta, proseguii nel riempimento dei neri e contavo di poter finire il viso della donna clown ma un evento inaspettato costrinse il cliente ad abbandonare la seduta. Quindi proseguii il lavoro nella breve seduta successiva.
Solitamente preferisco spendere più tempo su progetti di queste dimensioni ma ovviamente bisogna scendere a compromessi con le priorità e i tempi dei clienti. Comunque, anche in tempi ristretti, riuscii a finire il volto della donna clown e buona parte della boccetta di vetro.

A causa di qualche problema economico la quarta seduta fu rinviata di circa 4 mesi.
Anche questa seduta per motivi ovvi fu relativamente breve.
Mi concentrai sul ritocco di alcuni riempimenti e sulle parti in rosso. La parte alta dell’opera era finalmente finita.

Durante il nostro quinto incontro, prima di cominciare a lavorare sulla testa del manichino fu il caso di chiarire come riempire la zona del gomito e l’interno dell’avambraccio. L’idea del cliente di fare una x in negativo sul gomito, come se qualcuno avesse messo due pezzi di nastro adesivo e poi ci avesse dipinto sopra era semplice ma efficace. Per le due monete all’interno dell’avambraccio preferì invece rifletterci ancora in attesa della seduta successiva. Seduta alla quale si presentò con un’immagine presa da Google: una moneta d’oro con la testa di Iside.ILLUSION & CHAOS 6 Dopo qualche breve tentativo al computer per cercare di rendere la moneta e il relativo riflesso abbastanza credibili e realistici decisi che era meglio ricreare la situazione con una moneta vera e fare qualche scatto. Presi un piccolo specchio una lampada e cercai di mettere in equilibrio verticale 1 euro, ma senza fortuna, ci riprovai con 2 euro, niente. Avrei voluto avere una moneta da 100 lire, quelle si che stavano in equilibrio.

Quindi presi alcune monete norvegesi che mi erano rimaste dalla mia ultima trasferta e, ta dah! 😀 La moneta da 5 corone stava in equilibrio perfettamente.

Quella moneta piacque tanto al cliente che mi chiese di tatuargli quella. Gli chiesi se fosse sicuro di volere una moneta norvegese tatuata, mi rispose che l’importante non era la moneta ma il significato. Quindi, dopo un paio d’ore di costruzione dell’immagine, tra fotografie, photoshop e “equilibrismi” vari, in circa 3:30 il tatuaggio era finalmente finito.
Restava solo un’ultima seduta per rendere più omogenea la macchia rossa sul retro dell’avambraccio, ma fu un’operazione per la quale richiese più tempo la preparazione della postazione di lavoro che l’esecuzione.

Ora che è finito devo dire che non mi dispiace per niente, per essere un lavoro che avevo iniziato quasi controvoglia e sinceramente non lo provo per niente Trash Polka. A meno che si voglia far passare per Trash Polka qualunque immagine in bianco e nero con qualche scritta e un po’ di rosso 😛

 

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