Questo ragazzo di origine boliviana arrivò da me con un’idea chiarissima, voleva coprire una serie di cicatrici che aveva sul braccio sinistro e i soggetti a cui aveva pensato erano: un teschio sul dorso della mano, una donna in preghiera, con un rosario tra le mani e la testa bassa con i capelli che le nascondessero completamente il viso sull’interno dell’avambraccio e il resto del braccio doveva essere occupato da tre demoni. Suggerii di lasciare che il viso della donna si potesse intravedere tra i capelli per evitare che quella zona risultasse poco leggibile e troppo scura. Fu d’accordo con me.
Non ricordo se gli chiesi quale significato avesse per lui, ma mi sembra che gli elementi parlino chiaro. Motivo per cui ho deciso di intitolarlo “Libera nos a malo” (Liberaci dal male in latino).
Originariamente avrebbe dovuto trovare posto anche il teschio di un triceratopo, idea che venne scartata quasi immediatamente perché nulla avrebbe avuto a che fare con il resto della composizione.
Stabiliti i soggetti mi diede poi completa libertà sulla realizzazione del disegno (adoro questo tipo di clienti 😀 ).

Dopo aver eseguito la prima bozza mi chiese se i demoni potessero avere una forma più classica, con tanto di busto gambe braccia etc.
Ma personalmente l’idea del classico demone antropomorfo la trovo vecchia e banale.
I demoni, visto che avevo piena libertà, preferisco immaginarli come parte di un insieme organico e informe. Nel mio disegno uno è la testa, uno la pancia e l’altro le braccia.

Per me l’inferno è qualcosa di spaventoso e molto meno scontato di un omino in calzamaglia rossa con pizzetto e corna. È uno stato della mente o, per chi ci crede, dell’anima e quell’insieme quasi nebuloso ne era la mia interpretazione. In particolare, essendo l’inferno una paura (più o meno indotta) legata al dopo morte mi piaceva l’idea che il tutto sembrasse scaturire dal teschio, simbolo della morte per eccellenza.

La sua risposta fu: “ok, allora totale libertà”.
🙂

La lavorazione, considerando le dimensioni dell’opera, credo sia stata in assoluto una delle più rapide tra quelle che ho eseguito finora.
Complice la pelle molto scura che non permette virtuosismi con i grigi e la sua resistenza. Durante le sedute non si è mai mosso, non ha emesso un solo lamento, non ha mai avuto bisogno di pause, è stato veramente una “tela umana” esemplare.
Nella prima seduta eseguii tutte le linee, nella seconda lavorai sul teschio e sull’interno dell’avambraccio, nella terza completai l’esterno del braccio e conclusi il tutto nella quarta.

Ormai non c’è più traccia di quelle cicatrici, anche se purtroppo la sua pelle molto scura non offre il contrasto necessario per esaltare al meglio il tatuaggio, cosa che ha reso particolarmente ostica anche la resa fotografica, sicuramente dei colori caldi avrebbero aiutato ad aumentare i contrasti ma se un cliente preferisce il nero al colore non posso e non è mia intenzione forzarlo verso una scelta che non sente sua. Considerando questi fattori è comunque un ottimo lavoro.
 

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