LOST BEACH
Il titolo iniziale di quest’opera era “Lost Beach” e riguardava solo la parte alta del braccio, perché inizialmente l’opera doveva fermarsi li.
Ma come spesso succede, il ragazzo mi chiese successivamente di estendere l’opera fino al polso. Ora con l’aggiunta dello scorpione, del fiore sul gomito, del serpente e delle rose del deserto non saprei che titolo dargli.
Per pigrizia lo lascerò così 😀

Ma facciamo qualche passo indietro.
Questo ragazzo, con l’hobby del canto e in procinto di lanciare il suo primo CD auto-prodotto, mi chiese di realizzare per lui una mezza manica che includesse una serie di tatuaggi che facessero riferimento a relativi brani del disco.

Mi elencò un’infinità di soggetti e di stili tra cui ricordo: una bussola in stile traditional, la luna, un galeone arenato sulla spiaggia sempre in stile traditional, una scritta riferita a Jimi Hendrix “if six was nine”, una tigre realistica, una classica rosa dei venti e numerosissimi altri.
Al di la del fatto che il traditional non è decisamente nelle mie corde, il progetto era un minestrone stilistico, comunque impossibile da realizzare decentemente in mezza manica, sicuramente orribile da vedere e a cui non volevo prendere parte.

Lost Beach draft 1Dopo il mio primo diniego, mi disse che quel che cercava di fare era darmi tutte le informazioni possibili sulle sue idee e che io avrei dovuto filtrarle per creare qualcosa con il mio stile. Vista la confusione iniziale fissammo una giornata per la discussione e l’elaborazione del progetto; giornata che cominciò con la spiegazione del mio metodo di lavoro, la mia filosofia e al perché evito e/o sconsiglio alcuni stili etc.
Chiariti i fondamentali, mi inondò nuovamente di informazioni da cui trarne un’opera che potesse funzionare.
In quel marasma di soggetti cominciai a tracciare dei collegamenti per ridurre il numero di elementi e creare un’immagine attraente che raccontasse una storia.

La mia prima idea fu quella di una tigre che balza nell’acqua di un mare illuminato da una luna al cui interno ci stava una bussola, sullo sfondo un galeone arenato, sott’acqua una medusa, i cui tentacoli, secondo sua richiesta, si sarebbero attorcigliati attorno al gomito. La bozza, molto schematica, gli piacque subito molto, almeno fino a quando realizzò che la tigre sarebbe stata coperta da un’eventuale maglietta.
La cosa non gli andava bene, per lui era fondamentale che il muso della tigre fosse ben visibile anche con indosso una t-shirt. La cosa mi fece sorridere, capisco il desiderio di apparire ma compromettere un buon progetto solo per soddisfare la propria vanità mi sembrava quantomeno eccessivo.
L’unico modo per salvare il progetto così com’era sarebbe stato quello di ingrandirlo e scendere con l’opera fino all’avambraccio, ma di questo non ne voleva sapere. Perciò cominciai a rielaborare il progetto.

Vista la sua difficoltà a visualizzare con delle bozze, decisi di avvalermi di immagini di repertorio che montai al computer per risparmiare tempo e dargli un’idea più concreta.
Riuscii a imbastire qualcosa di abbastanza attraente, la tigre non stava più in acqua ma sulla spiaggia, per riempire l’area attorno al muso recuperammo l’idea dei fiori e della vegetazione che inizialmente erano stati messi da parte. Il galeone arenato se ne stava ancora sullo sfondo e la bussola/luna fu spostata sulla parte frontale della spalla come da sua richiesta. Luna/bussola che venne modificata per accontentare un’altra sua richiesta. Voleva assolutamente inserire la scritta di Jimi Hendrix “if six was nine”, ma non era contestualizzata, non aveva alcun senso con tutto il resto e sarebbe stata comunque troppo piccola per farne qualcosa di decente perciò gli proposi di trasformare la E di est in una I (if), con questo semplice stratagemma le iniziali della bussola potevano rappresentare la scritta tanto desiderata (E=If S=Six W=was N=nine). Era d’accordo sull’idea ma volle comunque i due numeri: 6 al posto di Sud e 9 al posto della N di Nord. Non condividevo ma accettai, la loro dimensione e collocazione non erano poi tanto rilevanti e, dopotutto, chi ha mai letto davvero le scritte tatuate?
Ormai nessuno ha più voglia di leggere, figuriamoci leggere dei caratteri in un tatuaggio 😛

Mancava un soggetto per lui fondamentale, la medusa sott’acqua.
Non c’era modo di inserirla in questo nuovo contesto a meno di sfruttare l’interno del braccio, cosa che a mio avviso sarebbe stata comunque una forzatura ma considerando che per lui era irrinunciabile gli proposi una transizione tra foglie e alghe, in poche parole le foglie intorno alla tigre, verso l’interno del braccio, si sarebbero tramutate in alghe per ricreare un ambiente marino e la medusa sarebbe stata posizionata appunto all’interno del braccio. La mia formazione di illustratore mi spinge a creare immagini che risultino credibili ma in questo caso l’unico modo per inserire la medusa era una sorta di dissolvenza incrociata (la transizione tra due immagini che non appartengono alla stessa scena).

Questa sembrava la fine del progetto ma…
in una delle ultime sedute il cliente mi disse che sentiva la mancanza di un qualcosa che si “attorcigliasse” attorno al gomito, era un’idea che aveva fin dall’inizio e a cui non voleva rinunciare. Propose un fiore ma dopo qualche prova era chiaro a entrambi che non funzionava con il resto della composizione, quindi mettemmo l’idea in stan-by nella speranza di trovare qualcosa di adatto.
Durante una delle mie ricerche su internet vidi un fiore che aveva un andamento a spirale, quindi suggerii di realizzare un fiore simile fondendolo in modo surreale con la vegetazione e il mare intorno alla medusa. L’idea non era male ma la forma che disegnava sul braccio era decisamente brutta, a meno di estendere il tatuaggio un altro pò. Ci pensò un po’ su e fu d’accordo, quindi inserimmo un po’ di vegetazione in più e uno scorpione all’interno del braccio, altro elemento che voleva nel progetto iniziale, arrivando a circa un terzo dell’avambraccio.

Anche a questo giro il progetto sembrava terminato ma al termine di questa estensione decise di estendere il lavoro fino al polso aggiungendo delle rose del deserto e un serpente corallo o meglio, una reinterpretazione più aggressiva dello stesso.

Se avessimo eseguito il progetto per l’intero braccio, invece di farlo a pezzi, la composizione sarebbe stata probabilmente molto diversa e quasi sicuramente più organica.
Ma nonostante l’occhio professionale mi faccia notare alcune discrepanze, devo ammettere che il risultato finale esercita un certo fascino anche su di me e mi piace molto.

Dopo 13 sedute distribuite in due anni il progetto era finito, ma non il suo desiderio di tatuarsi ulteriormente. La prossima opera che realizzerò per questo ragazzo sarà un biomeccanico che non vedo l’ora di cominciare 😀

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
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