Robert Smith

Robert SmithNella mia carriera di tatuatore credo di aver fatto non più di tre o quattro ritratti, quel che è certo è che l’ultimo l’ho eseguito circa 4 anni prima di questo.
In genere sono restio a questo tipo di tatuaggi, non mi piace l’idea di usare il corpo come un diario o una bacheca su cui appiccicare delle foto, per me il tatuaggio dovrebbe essere un’opera che decora il corpo avvolgendolo, seguendone le forme e a parte questa visione personale, è sempre difficile trovare la fotografia adatta, con i giusti contrasti e/o con una risoluzione abbastanza buona per vedere i dettagli del viso con la chiarezza necessaria per capirne le forme e quindi riprodurlo con dovizia di particolari.

Per quel che riguarda le rockstar trovare buone immagini è più semplice, solitamente i loro ritratti sono eseguiti da fotografi professionisti, ma nell’era digitale è sempre meno facile trovare immagini ad alta risoluzione.

Ma in questo caso l’impostazione è stata comunque abbastanza complessa, poche erano le foto che piacevano al cliente e quelle poche erano tagliate o di bassa qualità, inoltre, la posizione scelta (l’avambraccio) poneva dei limiti, realizzare un ritratto troppo piccolo era impensabile e realizzarlo in dimensioni decenti significava avere una massa nera (i capelli) che avrebbe “sbordato” in modo invasivo sull’esterno del braccio.
L’unica soluzione possibile era cambiare la posizione oppure concentrarci sul viso tralasciando i capelli. In fondo chi conosce Robert Smith lo riconoscerebbe al volo e chi non lo conosce non lo riconoscerebbe comunque.
Fummo d’accordo su questa soluzione. Personalmente avrei preferito caratterizzarlo meglio facendo la bocca rossa ma lui preferì lasciare tutto in bianco e nero.

La lavorazione è stata molto rapida, circa un paio d’ore. Ora non vedo l’ora di vederlo guarito sia per fare una foto migliore che per valutare eventuali ritocchi.