Jerry Magni

LIFE CYCLE

Durante la mia collaborazione con la rivista Idea Tattoo (dal 1996 al 2003) disegnai numerosi temi celtici, ma non ricordo di averne mai tatuati, sicuramente non tanto elaborari da essere ricordati.
Di questo sicuramente me ne ricorderò :)


TENERI RUGGITI

L'ultima volta che ho dipinto uno dei mie Katz è stato all'incirca un anno fa ma è passato sicuramente molto più tempo dall'ultimo realizzato su pelle. Tornare a disegnarne uno è stato un gran piacere.
Ora non resta che renderlo "vivo" :)

 


Jungle Queen Tattoo Design

La Regina della Jungla

Jungle Queen Tattoo DesignDopo circa due anni di studi e sperimentazioni sui miei biomeccanici e sull’utilizzo dei modelli 3D, che hanno dato vita anche a due tutorial per tattoosmart.com, sentivo il bisogno di tornare a disegnare qualcosa di “anatomico” e la richiesta di questo cliente è arrivata al momento giusto.

Una intera schiena da disegnare, quale miglior progetto per tornare a disegnare senza dover scendere a compromessi con le dimensioni?

Anche se nella parte alta un vecchio tatuaggio dovrà essere coperto e quasi sicuramente una parte di esso rimosso con il laser.

Inizialmente il progetto doveva includere i profili di un leone e di una tigre che si fronteggiano (all’altezza delle scapole), al di sotto una cascata con un laghetto da cui doveva uscire un leone che si dirigeva verso una ninfa sdraiata sul bordo di questo laghetto.

Un tatuaggio dedicato a una separazione e alla serenità ritrovata. Il leone e la tigre rappresentavano il cliente e la persona da cui si sta separando, la cascata e il laghetto le esperienze e i malumori che se ne vanno e quindi da questo laghetto lo stesso leone, di nuovo rappresentazione del cliente, che ne esce rinvigorito per dirigersi verso la sua nuova compagna.

Il progetto di per se era interessante ma a mio parere l’impostazione non veicolava il messaggio nel modo migliore, perciò suggerii una rivisitazione della composizione senza snaturarla.

Eliminare tigre e leone che, vista la dimensione, oltre a "schiacciare" la parte sottostante del disegno avrebbero focalizzato l’attenzione sul passato, distogliendola dalla parte sottostante del disegno (il futuro) in cui, tra l’altro, la presenza di un secondo leone avrebbe reso ridondante lo stesso concetto.

Quindi proposi di cambiare il disegno da un divenire a un qualcosa di compiuto, il leone non si sarebbe diretto verso la ninfa ma sarebbe stato già tra le sue braccia, questa immagine avrebbe occupato la maggior parte della schiena, la cascata sarebbe rimasta sullo sfondo e, per non eliminare completamente il passato, in cima alla cascata avremmo potuto mettere una tigre che se ne sta andando oppure un edificio in rovina, quale simbolo di qualcosa che anche se non più agibile lascia un segno, eventualmente un ponticello rotto sopra la cascata avrebbe potuto rappresentare l’impossibilità di tornare indietro o di ricongiungersi.

Il cliente era indeciso su queste due opzioni ma dopo avergli mostrato qualche bozza decise per la tigre che se ne va.

Una volta decisa l’impostazione per questo tatuaggio a tutta schiena non restava che cominciare a disegnare.

I primi due giorni li dedicai alle bozze di composizione e agli schizzi preliminari. Una volta soddisfatto stampai lo schizzo nella dimensione reale e cominciai ad abbozzare le ombre. L’ultimo giorno fu dedicato alla finalizzazione del disegno.

Qui sotto puoi vedere il processo di lavorazione di 4 giorni condensato in 12 minuti e nel finale una vista d’insieme e dei dettagli del lavoro ultimato.

Infine un breve video del disegno applicato sul modello 3D dopo aver apportato alcune modifiche al muso del leone che non mi convinceva del tutto.

Ora non resta che trasferirlo su pelle :)

https://www.youtube.com/watch?v=KYDwlO4vo5k

https://www.youtube.com/watch?v=8BJoGFE0FD4


Tattoo Design del 3º Millennio

Ad ogni condivisione di uno dei miei progetti biomeccanici ricevo sempre lo stesso tipo di domande, come l'hai fatto? Che software hai usato? È un'app? e così via. Per questo motivo ho deciso di realizzare un tutorial in cui mostro tutto il processo di creazione dei miei biomeccanici, dallo schizzo preliminare, alla lavorazione in Photoshop, fino all'applicazione sul braccio 3D e alla realizzazione del video.
Il tutorial è diviso in 5 video per un totale di circa 2:15 ore e lo puoi acquistare su tattoosmart.com ovviamente anche in italiano ;)

Nel tutorial è incluso un set dei pennelli che uso con Photoshop.

https://youtu.be/sKIWobXkhQI


BUSSOLE

La bussola è uno dei soggetti più comuni insieme all'orologio.
Qualcuno ha bisogno di ricordare che il tempo passa e altri che devono prendere una direzione.
Qui sotto un paio di bussole realizzate quest'anno. Essendo entrambe nella stessa identica parte del corpo l'impostazione non poteva che essere simile, sfruttando la parte alta dell'avambraccio per inserire la bussola e il resto del braccio per gli elementi di corredo. Per qualcuno una zona geografica ben precisa, per altri un luogo immaginario.


L'INFERNO ASPETTA

Agli inizi della mia carriera di fumettista (nei primi anni '90) illustravo le copertine di un fumetto horror, perciò quando qualcuno mi chiede, come in questo caso, qualcosa legato ai demoni o con tematiche horror è un po' come un ritorno alle origini :)
In questo caso il cliente voleva semplicemente qualcosa di demoniaco.
L'idea iniziale era quella di Lucifero seduto su un trono fatto di teschi e sotto di lui le anime dei dannati che si contocono, ma appena cominciai a lavorare al disegno mi resi conto che lo spazio a disposizione era troppo piccolo per un'idea simile. Un progetto di tale intensità era più adatto alla schiena.
Quindi mi concentrai su altre opzioni.

Realizzai quattro bozze molto sommarie per dare al cliente l'idea di ciò che avevo in mente e da queste lui scelse la sua preferita.
Quindi non restava che lavorare sul disegno e applicarlo su pelle.
Sarebbe stato bello sviluppare questo lavoro su una superficie più estesa ma ci sarà tempo anche per progetti più grandi ;)


K7ULU

Il nome di quest'opera dovrebbe essere alquanto esplicito, almeno per chi sa di cosa tratta il racconto di H. P. Lovecraft.
La richiesta era per qualcosa di horror, inconsueto, un ammasso di carni informi quasi satanico. Realizzare il disegno è stato più complesso di quanto immaginassi ma il risultato è proprio ciò che il cliente voleva, un insieme di carni vive, denti e occhi alieni.
La mia parte preferita sono le file di denti che non so come possano essere usati ma Ktulu di sicuro lo sa :D

Un progetto di questo tipo avrebbe dato sicuramente il meglio se sviluppato sull'intero braccio, il cliente ha intenzione di espanderlo e quindi dovrò inventarmi un modo per proseguire. Certo sarebbe stato meglio poter progettarlo tutto insieme invece che a pezzi ma tant'è, la creatività per proseguire non mi manca ;)


PIECE OF MIND

Teschio, carta da gioco con asso di picche, rose e orologio sono temi ricorrenti, il tempo che passa, la passione e un memento mori. In questo tatuaggio, mostrato solo parzialmente perchè ancora in lavorazione, andava inserita anche la passione per la musica heavy metal e in particolare per gruppi quali i Motörhead e gli Iron Maiden. Il riferimento ai Motorhead è semplice, la carta da gioco con l'asso di picche è un simbolo che tutti gli appassionati e non del gruppo riconoscono immediatamente. Per gli Iron Maiden il riferimento è un po' più sottile. Il cranio tagliato con la placca di metallo e le due viti sono un riferimento che probabilmente solo gli estimatori del gruppo riconoscono quale riferimento alla copertina dell'album Piece of Mind del 1983.
Questo braccio andrà riempito, quindi altre immagini arriveranno in futuro ;)


Biomech sleeve, manica biomeccanica, braccio biomeccanico, jerry magni

43R-01 Manica Biomeccanica

Biomech sleeve, manica biomeccanica, braccio biomeccanico, jerry magni

Questo biomeccanico era parte della collezione di disegni realizzati tra la metà del 2017 e l'inizio del 2018.

Essendo un disegno già pronto non c’era molto da discutere, una volta scelta la colorazione tra le tre che avevo messo a disposizione e prese le misure del braccio, necessarie per poter preparare lo stencil, rimaneva solo la pianificazione delle sedute per poter partire con questo tatuaggio biomeccanico.

Questo ragazzo arrivava dal Friuli-Venezia Giulia, quindi pensai che non fosse il caso di farlo viaggiare per 7 ore (tra andata e ritorno) solo per una misurazione.

Ho abbastanza esperienza per riuscire ad adeguare i miei lavori al corpo dei miei clienti con poche semplici misurazioni che possono effettuare da casa e inviarmi via email.

Chiaramente qualche modifica all’ultimo momento è sempre necessaria ma in genere niente di troppo impegnativo.

L’applicazione di uno stencil così grande richiede sempre e comunque del tempo e quindi, durante la prima seduta, ci limitammo alla tracciatura dei contorni.

Dalla seduta successiva partimmo in quarta, prima con il chiaro scuro e successivamente con la colorazione.

Questo ragazzo ha decisamente una buona resistenza e grazie a questo siamo riusciti ad abbattere un po’ i tempi di lavorazione.

Molto probabilmente saremmo riusciti a fare ancora meglio se, grazie alla sua eccellente resistenza, avessimo lavorato dalla mattina anziché solo il pomeriggio, ma dovendosi sorbire qualche ora di viaggio non era certo il caso di farlo svegliare alle 5 di mattina :D

La lavorazione proseguì serenamente a parte un piccolo problema, sfortunatamente il suo organismo rigettava il colore verde chiaro della marca che uso solitamente e che avevo acquistato proprio per questo lavoro. Appena mi comunicò la cosa buttai quell’inchiostro nella spazzatura, cosa che faccio sempre se verifico che qualcuno ha un problema con un colore. Meglio una boccetta nuova nella spazzatura che rischiare con altri clienti.

braccio biomeccanico, biomech, biomech sleeve, jerry magniSostituii prontamente quel colore con un altro ma si ripresentò lo stesso problema di rigetto. Quindi mi liberai pure di quest’altro inchiostro e per evitare problemi decisi di creare un mix con dei colori con cui non aveva manifestato alcun tipo di reazione e finalmente il problema fu risolto.

A parte questo piccolo problema, che sembra più allarmante di quanto sia stato in realtà, la lavorazione proseguì in modo spedito.

Solitamente chiedo ai clienti di tornare a tatuaggio guarito per verificare la necessità di eventuali ritocchi e per fare delle foto e dei video al tatuaggio completamente guarito. ma mentre suggerivo questa cosa mi fece capire che non aveva molta voglia di farsi tutto il tragitto solo per questo, ma se ne andò dicendomi che tornerà per proseguire l’opera…

Una gran bella notizia che spero venga confermata al più presto :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.



https://youtu.be/MJAP0YZtIvg


CU5 P15 tatuaggio biomeccanico - biomech tattoo sleeve

CU5-P15 - Manica Biomeccanica

CU5 P15 tatuaggio biomeccanico - biomech tattoo sleeveDalla fine del 2016 decisi di rielaborare in modo drastico lo stile dei miei biomeccanici, per farlo dovevo ovviamente mettermi al tavolo da disegno e investire ore interminabili nell’elaborazione di nuovi progetti.

Il risultato di quel lavoro, che si è protratto per oltre un anno e che continua tutt’oggi, sono una ventina di progetti biomeccanici, di cui 6 hanno già trovato un proprietario. Per rendere questi lavori visibili al pubblico e per dare idea del progetto finito applico questi disegni su un modello 3D, condividendo il lavoro appena finito su Facebook e sul mio sito.

Quando condivisi il quinto di quei progetti, questo ragazzo toscano mi contattò immediatamente, non voleva assolutamente farsi scappare questo biomeccanico, che tra l’altro ebbe parecchio successo sui social.

Essendo un progetto già pronto fu tutto molto semplice, non dovevamo discutere temi, idee, personalizzazioni, opinioni o quant’altro, dovevamo solo decidere le date e i tempi di realizzazione per partire.

Appunto, tutto molto semplice.

Alla prima seduta fu abbastanza chiaro che la sua resistenza rientrava nella media, perciò utilizzai un’ipnosi analgesica per guadagnare un po’ di tempo e terminare il lavoro. Dave Elman fu uno dei primi ad utilizzare questo tipo di ipnosi che se utilizzata nel modo giusto con persone ricettive può funzionare e dare risultati ottimi nella riduzione del dolore. Su questo ragazzo funzionò benissimo, ne rimase talmente affascinato che decise di documentarsi per utilizzarla in modo autonomo fin dalla seduta successiva.

Inutile descrivere tutte le sedute, risulterebbe noioso. Diciamo solo che abbiamo perso parecchio tempo a chiacchierare, ci siamo fatti anche delle gran belle risate, cosa che ovviamente ha reso il processo di lavorazione più piacevole anche se un poco più lento. Ma alla fine siamo risuciti a terminare il lavoro entro i tempi previsti inizialmente, il che è positivo per entrambi :)

Tra i desideri di questo cliente c’è un body suit biomeccanico. Sarebbe decisamente fantastico realizzare un body suit biomeccanico.

Non vedo l’ora :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.




Filip Leu e Jerry Magni

LA PIGRIZIA È UNA DROGA. Intervista a Filip Leu

 

Nel mondo dei Tatuaggi Filip Leu è un nome che parla da solo, se non sai chi è credo proprio tu debba tornare a fare i compiti a casa.

Filip è una figura storica del tatuaggio, un’icona. Nato e cresciuto nella cultura del tatuaggio, fu considerato già un maestro durante la sua adolescenza, negli anni ’80.

Ho avuto l’onore e la fortuna di incontrarlo alla Tattoo Expo Bologna 2018 per questa intervista che si è trasformata in una sorta di conversazione molto piacevole alla quale, qua e la, ha partecipato anche sua moglie Titine, live al telefono con noi.

Qui sotto trovi l'audio originale dell'intervista, purtroppo nei primi minuti l'audio è rovinato dal vento ma il resto dell'intervista ha una buona qualità.
Per chi non sa l'inglese segue la traduzione della trascrizione.



Solitamente durante l’adolescenza abbiamo una naturale tendenza a rifiutare tutto ciò che arriva dai nostri genitori, hai mai vissuto qualcosa del genere oppure…

Ti riferisci alla ribellione adolescenziale?

Si.

Era veramente difficile ribellarsi contro mio padre e mia madre, erano persone veramente fantastiche, sono ancora fantastici.

La mia ribellione adolescenziale era tatuare e farmi tatuare, cominciai a tatuarmi a dieci, undici anni, a quattordici ne avevo già un po’ e mi piacevano perché sono cresciuto in una sorta di comunità hippie e con quel genere di persone tutto è fantastico, è difficile ribellarsi.

Non c’era niente per cui ribellarsi. 

Volevo tatuarmi ma mi dicevano: “No, sei troppo giovane, sei troppo giovane” Ma mi piaceva, tutto quel che volevo era tatuarmi.

Eri parte della ribellione, diciamo.

Oh, è una storia divertente, il mio primo tatuaggio lo feci per dichiarare la mia indipendenza, sai, una sorta di “vaffanculo” a tutti.
Poi nel giro di una settimana o due volevo un altro tatuaggio per appartenere alla tattoo family, quindi passai da un estremo all’altro e in meno di un mese ne avevo già un po’.

Tu realizzasti tuo primo tattoo a quattordici anni, giusto?

Cominciai professionalmente a quindici anni ma provai a tatuare sin da quando avevo dodici anni.

Un giovanissimo Filip Leu al lavoro

Eri già considerato un maestro del tatuaggio quando eri solo un diciottenne giusto?

Forse un po’ dopo.

Ma comunque molto giovane. Essendo considerato un maestro in così giovane età sembra che tu non abbia mai avuto le difficoltà che altri hanno dovuto affrontare per avere successo, sembra che il successo sia nella tua natura.

Ovviamente questo è quel sembra dall’esterno.

Mio padre inizio questa impresa familiare, fece successo e quindi io non dovevo preoccuparmi, sono caduto nel pentolone come Obelix.

Molte persone qui [riferendosi alla convention] hanno dovuto cercare il tatuaggio, hanno deciso.
“Cosa voglio fare? Farò tatuaggi” Io non dovetti cercare, il tatuaggio venne da me, quindi è una sorta di relazione, mio padre, Felix, iniziò questa attività, io dovevo solo tatuare e la ragione per cui ottenni così presto questi riconoscimenti fu perché cominciai a lavorare a tempo pieno a quindici anni.
Cominciai molto prima di altre persone, ho avuto un inizio anticipato.

Nessuno fa bei tatuaggi all’inizio, devi imparare, è un lungo sforzo, professionalmente parlando.
Mio padre era un insegnante della vecchia scuola, non mi avrebbe lasciato fare cazzate o sbagli, era sempre li  per verificare quel che facevo, spronandomi.

Fece un passo indietro molto presto e mi mise davanti per lasciarmi progredire. Fu facile per molti aspetti, tutto quel che dovevo fare era sedermi e lavorare.

Quindi non hai avuto qualche tipo di difficoltà, di lotta, qualcosa del tipo…

Oh, ogni giorno è una lotta, veramente, lo è.

Ho disegnato un libro per Luke [Aitkinson] con duemila zampe di drago, qualche volta mi siedo per disegnare una zampa di drago e ho difficoltà, è incredibile, perché sai, è una cosa strana, noi artisti siamo soggetti all’umore, i giorni buoni sono facili, nelle giornate brutte nulla funziona.

Esempi di zampe di Drago eseguite da Filip Leu
Esempi di zampe di drago disegnate da Filip Leu

Sembra che tu abbia una particolare attrazione per i draghi, sembra li ami veramente, non conosco la tua intera produzione ma so che hai realizzato moltissimi draghi.

Mi piace molto il soggetto, mi piacevano anche prima che mio padre cominciasse a tatuarli.
I draghi sono divertenti e qual che mi piace nel disegnarli è che non esistono, quindi ti puoi divertire.
Ho studiato molti tatuatori giapponesi Horiyoshi, Horitoshi, Horicho, mi piace guardare i loro lavori e imparare a disegnare come loro.

Conosco alcune persone come Luke o Mick hanno veramente dei libri fantastici e ho cominciato a collezionarli.
Stiamo andando alla sorgente da cui l’arte Giapponese è stata copiata, I vecchi dipinti.
Così ho cominciato a rubare da li.
Ichibay fa la stessa cosa, trova questi disegni e li diffonde per noi.

Quanti draghi hai disegnato? Migliaia?

Si, e faccio ancora fatica.

Davvero?

Si, è incredibile.

Perché sei un perfezionista?
Leonardo Da Vinci diceva che “Un’opera d’arte non è mai finita, solo abbandonata” Perché noi artisti siamo costantemente alla ricerca di qualcosa per migliorarla.

Sono completamente d’accordo. Una cosa che impari con il tempo è quando è il momento buono per abbandonare un'opera. Perché arrivi vicino alla fine e poi rovini tutto, quindi torni indietro e ci devi lavorare ancora un po’, arrivi vicino alla fine e impari in che momento devi fermarti. È come imparare quando devi fermarti con il bere.

Già (ridiamo)

Sai, quel momento durante la serata quando sai che dovresti smettere.

Collaborazione tra Filip Leu e Dots to Lines
Collaborazione tra Filip Leu e Dots to Lines

Serve esperienza. (interviene la mia ragazza)

Si serve esperienza. Ma l’esperienza rema conto a volte, disegni quella cosa in così tanti modi che cominci a cercare un modo nuovo e ti ritrovi bloccato in un angolo.

Ne stavo parlando ieri con Melvin Tay.
Partecipai a un seminario per illustratori e pittori e ci fu una lezione molto interessante.
Ci mostrarono venti o venticinque dipinti per spiegarci come noi artisti spesso ci perdiamo nel nostro perfezionismo.

Ci mostrarono tre fasi della lavorazione di questi quadri: lo schizzo, la fase intermedia e la fase finale. La cosa impressionante era che la differenza tra la fase intermedia e la fase finale era quasi irrilevante, riguardava solo il perfezionismo dell’artista.

L’idea e nello schizzo, quando hai lo schizzo quello è, giusto?

Si, aggiungi un poco ma poi…
La cosa incredibile è che la maggior parte del lavoro speso su quelle opere era quello tra la fase intermedia e la fine e i cambiamenti per un occhio esterno sono quasi irrilevanti, è solo l’artista che si perde nei suoi “Oh, forse se faccio l’occhio in questo modo o in quest’altro modo…”.

Ti ritrovi mai in questo stesso tipo di perfezionismo?
Oppure grazie alla tua esperienza sai già quando fermarti?

Ho due modi di lavorare, solitamente lavoro molto velocemente, solo per il piacere di fare qualcosa velocemente, perché tatuare è così lento che quando faccio qualcosa che esce dalla scena del tatuaggio mi piace divertirmi, ma ci sono alcuni quadri che porto fino alla fine, la mia fine, e amo la parte finale, è la parte divertente, è quando ci cammini intorno e metti d’accordo tutti i pezzi: “Sono contento di questa parte, sono contento di quest’altra…” E quando sei contento con tutte queste parti e tutto l’insieme funziona… Si, mi piace quel senso di… fare un quadro di circa, non so (mostra la dimensione con le mani)

50 70 cm?

bodysuit realizzato Filip LeuMeno, anche più piccolo, 40/30 cm all’incirca.
Posso lavorarci per una settimana, che per me è un tempo lunghissimo perché quel genere di cose mi richiede un paio d’ore.
Mi piace la libertà di andare velocemente ma mi piace spendere tempo sulla parte finale. 

Dipingo in modo diverso rispetto ai tatuaggi, tatuare è così rigido, hai il disegno, devi rispondere alle richieste, in realtà è una commissione.

Vedo mia moglie, lei fa lo schizzo, il pre schizzo, lavora sulle idee, io no, io semplicemente comincio e ci lavoro per un po’ poi comincio a vederci delle cose “Toh, guarda” È quel… sai… portarlo alla vita “Oh, guarda li, questo potrebbe essere…” quindi in realtà è come un gioco. cerco di non preoccuparmi riguardo a cosa significa o a cosa somiglia, per me quella non è la cosa veramente importante, cerco solo che ci sia armonia, ai miei occhi, che i colori siano giusti, che mi piacciano le forme e uso qualche trucco che riutilizzo costantemente, ogni artista ha i suoi.
Mi piacciono le prospettive e cose del genere da aggiungere. Sai, l’arte per me è buona per i miei tatuaggi, nel senso che posso imparare, sperimentare.

Non tatuo molto le mie opere d’arte sulla gente, ho solo circa sei o sette persone che indossano tatuaggi psichedelici che non hanno nulla a che fare con la mia produzione solita, perché sai, stavo pensando alla pizza, ho mangiato la pizza ieri – veramente buona – questo ragazzo cucina la stessa pizza ogni fottuto giorno e riesce sempre a farla così buona, questo è un traguardo sai?

Questo mi ricorda la storia di questo violinista, di cui non ricordo il nome, aveva oltre novanta anni e questo giornalista gli chiese: “Lei è uno dei più grandi violinisti del mondo, ha smesso di suonare in pubblico da più di dieci anni ma ancora si esercita due ore ogni giorno. Perché?” E lui replicò: “Perché sento che posso migliorare”.
Questa è l’arte, un amore per quel che fai e che non se ne va mai.

Apprendista a vita (dice Titine)

Qual’è stata la tua più grande sfida come artista?

Stiamo parlando di arte in generale o di tatuaggi?

Come artista penso che, anche se il tatuaggio può essere considerato come una commissione e probabilmente è più una sorta di illustrazione, penso che se fatto in un certo modo si possa considerare arte, perciò…

Bene, io faccio una distinzione tra tatuatori e tattoo artists, sono due differenti settori, giusto?

Si la penso così anch’io, i tatuatori fanno solo…

Fanno solo riproduzioni.
L’altro è dove sperimentiamo il nostro lavoro e così via.

La mia più grande sfida nel tatuaggio all’inizio era riuscire a superare l’ostacolo di far male alle persone.
Questo era il mio blocco più grande: causare dolore. Non è naturale, perciò fu una vera lotta imparare come riuscire a fare il mio lavoro e ignorare questa idea, di chiudere fuori il dolore così che potessi fare bene il mio lavoro. Quello fu abbastanza difficile.

È ancora difficile. 

È difficile, richiede energia, se la persona sta soffrendo molto richiede molta energia.

Filip Leu e Jerry Magni

Artisticamente il mio ostacolo più grande… 

La disciplina di lavorare regolarmente, perché è come ogni cosa, se sei un atleta devi fare esercizio, se sei un’artista devi lavorare e a volte non lavoro molto su carta o su tela, tatuo solamente ma nella mia mente penso che sto lavorando ma  per me dipingere regolarmente e difficile. Vorrei essere più disciplinato in quell’area perché sarebbe meglio per me; sarebbe più facile lavorare e se lo fai sempre almeno un po’, sai… Se sei fuori allenamento, non hai dipinto per qualche mese e vuoi creare un dipinto richiede un paio di giorni prima di sentirti coinvolto.

Si, anch’io a volte sono un po’ pigro e vedo molti artisti che a volte diventano pigri, c’era un fumettista italiano che sfortunatamente morì molto giovane, che diceva…

Liberatore?

No Liberatore è ancora vivo, era Andrea Pazienza.

Ho amato Ranxerox.

Anch’io

Colleziono fumetti sin da quando era un bambino, ho un sacco di fumetti, volevo fare il fumettista quand’ero piccolo.

Io l’ho fatto per un periodo.

Schiena tatuata da Filip Leu

Sai qual’è il mio problema?
Non sono mai riuscito a trovare una storia abbastanza buona, avrei avuto bisogno della storia di qualcun altro, perché ogni volta che provavo a disegnare le mie storie arrivavo a metà dello schizzo, non avevo fiducia nella storia e l’abbandonavo. Devi credere nella storia, giusto?

Molti fumettisti in realtà lavorano in squadra.

Hai chi fa i disegni, chi inchiostra, chi fa il lettering, chi fa il colore e poi c’è chi fa la storia.

Si ma quella è una cosa più americana, in Europa eravamo soliti ad avere lo sceneggiatore e il fumettista.

Solo due.

Titine: e il colorista.

E il colorista si.

La sua famiglia viene dai fumetti, avevano molti negozi di fumetti in Svizzera.

Dipende, perché a volte il fumettista era lo stesso che colorava le sue storie, altre volte il fumetto veniva realizzato in bianco e nero per l’uscita a puntate sulle riviste e il colorista arrivava solo alla fine per colorare l’intera storia che sarebbe stata raccolta nel volume per le librerie, senza contare i fumetti in bianco e nero.

E qual’è la tua sfida più grande ora?

Uscire dal letto tutte le mattine. (Ridiamo)

In realtà ho già cominciato qualcosa di nuovo, ho appena realizzato la mia prima scultura. Sai, una vera e propria scultura per un’esposizione a Ginevra. Anche Titine e suo fratello Matthieu hanno fatto un'opera a testa per la stessa esposizione. Mi è piaciuto molto, ho fatto questa specie di teschio un po’ Star Trek. Sai, ho sempre voluto lavorare a questa idea di costruire mostri per il cinema , sembra un lavoro divertente vero?
Tutti questi effetti speciali.

Quindi ognuno di noi ha realizzato un'opera e mi è veramente piaciuto. È stata una grande sfida ma ne voglio fare altre. Arte tridimensionale.

Grandioso.
Hai mai lavorato in digitale?

No, non uso nemmeno Photoshop, sono veramente della vecchia scuola.
Uso il tavolo luminoso e carta da lucido. Ho una fotocopiatrice che non è male sai, aiuta, veramente.
Fai saltar fuori qualcosa. Sto imparando a rubare qua e la.
Accellera il lavoro.

Ti piacerebbe sperimentare con strumenti digitali?

Sai, ho queste persone che vengono allo studio e mi mostrano queste Wacom o l’iPad e temo che se comincio a lavorare con questa tecnologia spenderei più tempo a imparare la tecnologia e meno tempo facendo arte.

Non è così difficile.

Filip Leu e Jerry Magni

Sono un vidiota, sono ossessionato, quando gioco con i videogiochi faccio solo quello, mi perdo.
Registro musica, non faccio grande musica ma mi piace usare il programma, è come un videogioco.
Così faccio questo breve pezzo e quando la canzone è fatta, richiede un giorno fare quella canzone, e quando è fatta, Avanti la prossima!
Non le finisco mai.

Capisco, è per lo stesso motivo per cui mi sono liberato di tutti i giochi, della Play Station… 

Oddio, lo devi fare.

Si perché ricordo la prima volta ci ho perso quasi due anni in quell’aggeggio, ero…

Il gioco dice che stai giocando da 90 ore e tu dici: “COSA?!!”
Sono le cinque del mattino e devi andare a letto!

(Ridiamo)

Il mondo dei tatuaggi è cambiato drasticamente negli ultimi 25 anni 

Nemmeno, già negli ultimi cinque!
Questa cosa sta accelerando.

Già, cosa pensi sia la parte migliore e quella peggiore, se ce n’è una peggiore?

La migliore direi che è la diffusione delle informazioni.
Fluisce tutto liberamente direi, tutti questi giovani studenti talentuosi che sono in grado di intraprendere questa professione perché non è più così paurosa, non è più così difficile.
Una volta era difficile entrare in questo mondo.
C’erano un sacco di buoni artisti che non erano abbastanza forti per fare gli apprendisti, perciò non diventarono tatuatori.

Ora non hanno nemmeno bisogno di fare gli apprendisti, imparano da internet, che è molto buono ma è anche pessimo perché c’è una mancanza di una qualche linea guida.
Impareranno con il tempo.

Il messaggio principale è: “Non dimenticare che stai lavorando su pelle viva! Con il tempo cambierà, non importa quanto piccolo è l’ago e quanto duramente ci lavori, non resterà, è viva”.

È veramente una regola fondamentale che è stata un po’ dimenticata.

Schiena tatuata da Filip Leu

C’è qualcosa di quest’arte che vedo ora, questi ritratti realistici, non posso nemmeno dipingerli su tela onestamente e non capisco nemmeno come possono farlo su pelle, è così difficile, ma ha vita breve, per la maggior parte credo, credo che se continueranno a lavorare lo capiranno.

Non credo che il realismo sia un male, penso che abbia bisogno di essere realizzato in dimensioni più grandi, non così piccolo. Se lo fai più grande invecchierà meglio, giusto?

Già

Poche regole, come questa.

Tutti questi spettacoli televisivi, convention e l’apertura del mondo dei tatuaggi ha reso tutto più facile di quanto sia mai stato.
Se sai usare instagram e lavori sulle tue pubbliche relazioni puoi viaggiare il mondo oggi e dovunque tu vada hai degli appuntamenti che ti aspettano, puoi saltare in giro per il pianeta, è grandioso.

Dall’altro lato non so, forse Pinterest sta distruggendo l’individualità del tatuaggio. Tutti si fanno lo stesso elefantino trovato online su Pinterest. Puoi averlo a Tokyo, puoi averlo a Buenos Aires, puoi averlo…

Titine: Ha ucciso l’immaginazione.

Si, tutti usano le stesse fonti per i disegni, la gente va al computer e pensa: “Oh, ho trovato tutto ciò che voglio” No! Ho una collezione di libri in cui c’è più materiale sui draghi di quella che puoi trovare in internet.

Su internet trovi solo il materiale che la gente ha il tempo di caricare o non lo fanno affatto. Perciò la gente usa lo stesso gruppo di disegni così a lungo che credo causi similitudini. A me piace l’individualità, quando puoi guardare un lavoro e dire: “Oh, quello è Tin Tin. Hey, quello e Luke”.

Pensi che questo stia succedendo anche perché, parlavi prima degli studenti d’arte che stanno entrando nel mondo del tatuaggio, che è più facile; perciò teoricamente hanno le basi per creare la loro arte, mentre prima i tatuatori non avevano alcuna formazione artistica.

No, per niente, per la maggior parte.

Copiavano e basta.

Si

Torace tatuato da Filip Leu

Quindi pensi che questo stia avvenendo anche con questa nuova…

No, c’è  parecchia creatività, ora c'è più gente che sa disegnare, ci sono un sacco di copie un sacco di immagini di riferimento, roba del genere, ma va bene, intendo dire che è meglio di com'era nel passato.
Se pensi a quel che c'era in giro negli anni ’80, un sacco dei disegni giapponesi che venivano fuori dalla Germania, dall'Europa, erano pessimi disegni.

In Italia fino agli anni ’90 ed anche ora. (rido)
In Italia tutto è cominciato molto tardi rispetto al resto dell’Europa. 

Lo so.
Qualcuno mi raccontò che negli anni ’40 dei tatuatori giapponesi andarono ad Amburgo, andarono sulle barche e tatuando a mano fecero dei bellissimi lavori, persone del luogo copiarono i disegni a mano e quei disegni furono copiati e copiati e copiati ma ogni copia era fatta da persone che non comprendevano il disegno e quindi quei disegni diventavano sempre peggiori.
Era cominciato da qualcosa di buono e finì con un drago che aveva tre gambe e una faccia stupida.
Semplicemente copiavano fino a quando…. Oggi sta andando un po’ meglio.

Perché ci sono persone che sono in grado di disegnare

E capiscono

Perciò prendono qualcosa di buono e forse ne fanno qualcosa di meglio. 

Prendono qualcosa che è brutto e ne fanno qualcosa di buono, hanno questa capacità.
Per quel che riguarda il disegno non ho lamentele, sono molto felice che l’arte stia diventando sempre più forte, penso sia grandioso.

Bodysuit tatuato da Filip Leu

E il peggio?

La parte peggiore forse è un mix in entrambe le direzioni, non so, guardo qualche spettacolo televisivo ogni tanto, mi fanno arrabbiare.

Eh si.

Ma va bene, mi piace master chef con Ramsay, che è un terribile spettacolo di cucina, non riguarda nemmeno tanto la cucina, si tratta di urlare contro le persone. No?

Si (rido) conta solo l’esperienza dello spettacolo.

Quindi dovrei tenere la bocca chiusa e semplicemente accettare che questi spettacoli siano buoni per gli affari, non saprei che altro dire.
Ma forse danno una falsa immagine di chi siamo, ma poi, hey è un mondo di plastica, giusto?

Probabile

È solo spettacolo, cioè, è divertente e Il peggio, non so, non è poi così male.

Non c’è niente di peggio.

Niente di davvero brutto, sai, è solo evoluzione, le cose stanno cambiando e sta ancora crescendo, questo è quello che mi sorprende.
Mi aspettavo che avrebbe rallentato ad un certo punto, ma non rallenta.

La scorsa settimana stavo parlando del fatto che nell’ultimi millennio e mezzo circa, da quando i monoteismi  hanno prevalso – e a quanto pare ovunque sia arrivato il monoteismo hanno vietato i tatuaggi – nel mondo occidentale i tatuaggi non erano vietati totalmente ma venivano usati come marchio d’infamia, perciò significa che precedentemente avevamo una cultura del tatuaggio, abbiamo sempre avuto una cultura del tatuaggio, l’hanno semplicemente vietato per qualche ragione e ora stiamo riscoprendo questa specie di…

Probabilmente la politica era contro i tatuaggi, la usano come scusa…

Beh, io ho la mia teoria ma…

Perché i tatuaggi erano popolari anche nel diciottesimo secolo quando Paul Cook li riportò in Inghilterra.
Sai, gli aristocratici [si tatuavano], era in, poi era out, poi era in, poi di nuovo out.
Ora le persone hanno veramente un po’ più di controllo di alcune situazioni, ma sono pro-tattoo, perché ne sono coperti.
Quindi, libero di andarsene, cioè, hey può succedere di tutto domani, ma proibirlo, non credo che succederà.
Deve accadere qualcosa di veramente brutto prima che possano fermare tutto questo.

Si, questo è quel che intendevo dire, ora stiamo vivendo questa sorta di rinascimento del tatuaggio perciò credo sia normale che le persone lo vogliano. Ci siamo liberati di tutto quel proibizionismo e…

Chi lo sa, se tutto il mondo fosse tatuato immagino che io non vorrei esserlo

Si, probabile (Ridiamo)

Se fosse obbligatorio non credo che lo farei con piacere, direi “No”.

Sono un dinosauro, sai tatuaggi facciali, tatuaggi sulle mani, sul collo.
Quando cominciai era qualcosa che vedevi solo sulle persone che ne erano piene. Avevano il corpo completo, non c’era uno spazio libero, perciò si tatuavano le mani, il collo e la faccia.
Ora questa nuova generazione comincia con il collo e le mani.
Per me questo è un po’ scioccante, sono un dinosauro sai, io la penso alla vecchia maniera.

Bodysuit tatuato da Filip Leu

Ora è l’opposto, cominci dall’esterno per arrivare all’interno.

Già e la cosa è una svolta di 180 gradi, quando questa gente invecchierà, [l’inchiostro] è inserito, non se ne andrà via, è difficile laserare via tutto. Il tatuaggio non è un taglio di capelli, non è un vestito è qualcosa di permanente, lasciamo stare perché lo fanno, ora dovranno vivere tutta la loro vita tatuati.

Pensi che questo arrivi dagli spettacoli televisivi di cui parlavamo?

Un po’, forse gli da la scusa o la sensazione che non è, sai…
Hey, quante persone conosco che sono state le prime persone a tatuarsi nella loro famiglia, ad esempio, la madre non è tatuata, il padre neanche e i fratelli nemmeno, quindi lo fanno e devono difendere la cosa di fronte alla famiglia. Prima era difficile, ora possono dire: “Mamma guarda la TV, è ok guarda queste persone famose tatuate e a tutti gli attori tatuati, Sylvester Stallone ha le braccia tatuate…” E sai, le cose stanno diventando più democratiche, più aperte, non è solo un gruppo, anche se prima tutti erano tatuati ma non lo mostravano, lo nascondevano.

Da quando ho cominciato abbiamo lavorato su avvocati, dottori, sai, tutta una serie di persone che non mostrerebbero mai i loro tatuaggi alla gente normale e questi gruppi sono sempre esistiti.

È una cosa anche psicologica probabilmente, ora la gente comincia da fuori per arrivare all’interno mentre prima la gente era più…

Sotto copertura, era più segreto, il segreto è finito, mettiamola così.

Si, ma stavo pensando all’idea che forse prima le persone erano più coscienti del proprio essere, non erano costantemente bombardate dal mondo esterno…

Parli del mondo prima di internet?

Anche

Era un mondo diverso 

Quindi è anche una metafora che riguarda le persone, erano “piene” dentro, perciò non avevano il bisogno di mostrare alcunché, ora è l’opposto.

Si, è molto probabile, ma non importa qual’è la ragione, quando una persona arriva, si siede e tu gli inserisci l’ago nel braccio, hanno tutti la stessa esperienza, vero?

Filip Leu e Jerry Magni

Già (ridiamo)

Non importa, quello è il momento della verità, quindi ci riescono e poi devono viverci per il resto dei loro giorni.
Quindi, qualunque sia la ragione diventeranno comunque tatuati e parte di questo [mondo], è difficile negarlo quando sei tatuato, è parte di te.

Qualcuno mi fece una domanda interessante: “Come ti senti a cambiare la vita delle persone?” Quando tatui il loro corpo interamente cambi la loro vita.
Io dico: no, loro sono cambiati e vengono da me per rendere quel cambiamento permanente. Sono loro che fanno un cambiamento nella loro mente, io non prendo la gente dalla strada, loro devono fare questo processo prima di venire da me e poi lo solidifichiamo, lo rendiamo reale.

Quindi io non sono responsabile, non mi sento responsabile di cambiare la loro vita, sono parte del cambiamento ma è una loro decisione.

Mi piace questa idea. veramente profonda.

Cosa suggeriresti a un giovane che sta cominciando a tatuare oggi?

Disegna, disegna, osserva, studia.
Non so, sono molto critico, ho sempre guardato alle cose come se le avessi fatte io e le opere che mi piacciono sono le opere in cui vedrei me stesso nel farle, ma riesco sempre a vedere qualcosa che cambierei, nel mio lavoro e nel lavoro degli altri. Penso che sia un bene restare critico.
Si può migliorare, non c’è una soluzione finale. Non c’è il “meglio”, è una idea impossibile, vero?

Penso che la parte migliore di ogni arte è che c’è sempre spazio per migliorare.

Io vedo la cosa come livelli in un edificio, con gruppi di persone. Ora sono arrivato a questo livello, ora muoviamoci e proviamo ad arrivare al prossimo livello, tipo comprensione o applicazione o…
Cerco di farla semplice, semplice è l’opposto di facile, e semplice non è facile, vero? È molto difficile.

Woody Guthrie diceva: “Qualsiasi stupido può fare qualcosa di complicato, ma per puntare alla semplicità occorre un genio”  

Titine: Si!

Questa mi piace.

Bodysuit tatuato da Filip Leu

Una frase che mi aiuta nel tatuaggio, la disse una tatuatore americano, Sailor Moses che incontrai una volta e aveva questa citazione, diceva: “Se fai uno sbaglio abbastanza a lungo o continuamente la gente lo chiamerà stile.”

(Ridiamo tutti)

Questo mi ha aiutato.

Mi son detto: “Si!!! Va bene!!“ Sai, questo può andarmi bene.

(Ridiamo di nuovo)

Un’altra citazione che mi piace era: “I buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano”

Io e Titine insieme: Questa è di Picasso!

È di Picasso?

Si è di Picasso

Si questa è buona, si perfetta. 

Perché sai l’originalità è un’idea strana e scivolosa, un’idea originale, veramente originale non so se esiste. Sai ci deve essere stato qualcuno che ha disegnato il primo drago e quindi copi quel tipo, tutti [lo fanno], sai cosa intento.

Si, qualcosa di derivato.

Ma di questi tempi nei tatuaggi è difficile essere originali, è molto difficile. Mi guardo intorno per vedere persone il cui stile spicca.
C’è questo ragazzo che ho incontrato, Javier Obregon, fa dei biomeccanici straordinari, ma non sono veramente biomeccanici sono più arte astratta, fa queste strane forme.

Markus Lenhard, fa questi biomeccanici ma è diverso. Mi piace veramente il suo lavoro.
Perché lo riconosci, quando lo vedi lo sai, “Oh, so chi è questo”.
Questo è quel che mi piace, veramente originale. Eppure sono certo che ha trovato il suo lavoro in alcuni quadri. Marcel Duchamp era quell’artista che fece questo “Nudo che scende le scale” è del periodo di Picasso, è fatto tutto con blocchi, è un dipinto in movimento, è come un robot o una donna che scende dalle scale, ma puoi vedere il movimento delle gambe e delle braccia. Ne farebbe un tatuaggio grandioso ed è stato fatto tantissimi anni fa.

bodysuit tatuato da Filip Leu

C’è qualcosa che cambieresti nella tua esperienza artistica?

Ho bisogno di più tempo, vorrei avere vent’anni, perché serve molto tempo per capire cosa vuoi fare. 

Credo che chiunque vorrebbe avere più tempo.

Si, più tempo. Cambierei questo, altrimenti vorrei non essere così pigro, come dicevamo prima, perché la pigrizia è una droga.

Ma forse a volte abbiamo bisogno di questa pigrizia.

Assolutamente.

Non ricordo chi ha detto che un artista ha bisogno di un po’ di pigrizia perché senza pigrizia le idee non arrivano. 

Si, serve tempo per pensare. 

Se tu potessi tornare indietro nel tempo, ai tuoi vent’anni, cosa diresti a te stesso?

Lavora più sodo.

Solo questo? (Io e Titine ridiamo)

Si perché non si può tornare indietro.
Tutto il lavoro fatto precedentemente, vorrei averne fatto ancora di più, ma mi sono anche divertito, ho avuto una buona vita, non lavoro tutto il tempo, non ho rimpianti, ma… Si, sai è una bella posizione, tatuare, sono molto felice, è stata una bella vita. 

E qual’è la cosa che ti rende più orgoglioso, quella cosa che ti ha fatto dire: “Finalmente ce l’ho fatta.”

Spingere i grossi magnum, sai, quando cominciai c'erano aghi tondi e piatti, e poi negli Stati Uniti cominciai ad usare i magnum, gli aghi più grandi che usavano allora erano gli undici. Parlai con chiunque, perché non abbiamo più aghi? Più aghi! “Oh, è impossibile” E io pensavo: “È così stupido” È come pitturare una stanza, fai gli angoli con il pennello piccolo poi prendi il rullo per fare le pareti.
Parlai con un sacco di gente, chiesi a Ed Hardy, a Jack Rudy, chiesi a tutti!

Filip Leu e Jerry Magni

Quindi dobbiamo ringraziare te per i 45 magnum e oltre, fantastico! Grazie!!

Loro dissero: "Abbiamo provato e non ha funzionato." Così me ne tornai a casa, in Svizzera, e lì
c’è un ragazzo del posto vicino a dove vivo, è un meccanico di precisione, l’ho tatuato sin da quando ero molto giovane, e lui cominciò a fare tubi per me, provammo diversi prototipi e servirono due anni e mezzo per trovare il tubo perfetto. Quando finalmente funzionò tornai in America dove partecipammo a tre convention.

Lavorai in pubblico e mostrai a tutti il tubo, persone interessate fecero fotografie, presero le misure e nel giro di un anno il mondo del tatuaggio cominciò ad usarlo e ora sono così felice quando vedo qualcuno che lo usa, perché è merito mio. Accelera il tatuaggio, fai lavori più grandi, è meno doloroso, guarisce meglio e tutto il resto.
Quella è direttamente colpa mia, ecco perché là fuori c’è un tubo con un nome sopra.

Non la chiamerei colpa :D

Beh no, è opera mia.
Sono veramente orgoglioso, sono veramente, veramente felice di questo.
Ora sto pensando a una nuova macchina, voglio inventare una nuova macchina da tatuaggio.
Sai dei treni a levitazione che non hanno ruote? Tutto è su magneti e non ci sono contatti.
Voglio fare una macchina così, senza parti in movimento, non le userà.

Voglio provare perché sai, quel che abbiamo è una vecchia industria, la macchina che usiamo è stata brevettata nel 1929, non è mai cambiata ed è surreale. Tutto il resto è andato avanti in quanto a tecnologia. Tutte queste nuove rotative che sono arrivate sulla scena, è solo una rotativa. È una rotativa!
Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo per progredire.

Sono assolutamente d’accordo.
Pensi che sia perché il mercato prima era veramente una nicchia? Ora si sta espandendo e io pensavo, ora siamo tanti, come i dentisti, tutti vanno dal dentista e quindi c’è un’industria che è disposta ad investire soldi per…

Si, per innovare. 

Ma non abbiamo mai avuto qualcosa del genere.

Sta succedendo ora in questi anni. Ora si sta espandendo, molte persone provano nuovi sistemi, ma alla fine lavorano sempre con il vecchio sistema. Credo che dovremmo mollare il vecchio e provare qualcosa di completamente diverso.

Sono totalmente d’accordo con te.

Perché il mio pensiero è: “Guarda, possiamo mandare una macchinetta su Marte, perché cazzo non possiamo costruire una nuova macchina per tatuaggi?”
Capisci cosa intendo? Andiamo, deve essere possibile!

Schiena tatuata da Filip Leu

Si, non ho l’abilità per fare qualcosa del genere ma sono assolutamente d’accordo con te.

Ho questo sogno e ho parlato a elettricisti, elettronici, ma questi ragazzi vengono allo studio, gli racconto le mie idee e ci sono alcuni ragazzi che hanno provato, ma non ci sono riusciti.
Non è facile, altrimenti qualcuno l’avrebbe fatto, ma sono sicuro che è possibile.

Magari dovresti parlare con la Apple o qualcuno di quel settore.
Pensavo anche io a una nuova lampada, abbiamo questo led sul telefono che è così piccolo e così potente e ancora stiamo qui con queste lampade enormi e pensavo anch’io a una macchinetta, puoi prendere l’idea tanto non credo ci farò nulla, c’è il motore che fa vibrare il telefono, è così piccolo eppure decentemente potente…

Sono piccolissimi, motori fottutamente microscopici. Esatto.
Abbiamo bisogno di un nuovo albero motore, questo è quel che stiamo cercando, giusto?

Si.

Qualcosa che non si scaldi. Ne avevamo fatto uno che aveva una sola molla e lavora su un sistema diverso ma scaldava troppo. Questo è uno dei problemi, il calore.
Penso sia un campo aperto che cambierà, la cosa mi esalta, penso sia veramente fantastico.

Tu probabilmente sei stato intervistato centinaia se non migliaia di volte, hai mai pensato: “Perché nessuno mi fa mai questa domanda?”

Una domanda che non mi fanno spesso è se faccio degli sbagli.
Faccio sbagli tutti i giorni, parte del lavoro è sistemare i miei sbagli. È come disegnare, arrivo al punto, tatuando, che anche uno sbaglio non è un problema, posso sistemarlo. È il modo in cui la vedo dalla mia parte.
Quando dico agli amici che mi guardano lavorare: “Mi hai visto fare uno sbaglio e sistemarlo?” Loro rispondono “No non ho visto.”
Quello è fantastico, mi piace.

Ma lo chiameresti veramente sbaglio?

Ricordo quando ero a scuola e un mio insegnante, Karel Thole, magari sai chi è, realizzava le copertine di Urania un periodico italiano di fantascienza.
Mi disse che a volte quello che noi percepiamo come un errore non è veramente un errore ma è solo il nostro perfezionismo, ne parlavamo prima. Quindi sei sicuro di sistemare degli sbagli piuttosto che lavorare sul tuo perfezionismo in quanto artista?

Lo chiamo sbaglio solo perché ovviamente quando disegno modifico strada facendo, come quando dipingo, fino a quando ho finito.
È solo uno sbaglio nel senso che tatuare è un processo, fai le linee in modo corretto, poi sfumi, poi colori, non c’è spazio per inventare e cazzeggiare, giusto?
Ma io tendo a farlo parecchio come se illustrassi su pelle, sono più libero e mi diverto.

Sai, tatuare è una strana forma d’arte, sei forzato a creare in pubblico, su richiesta con un limite di tempo, perciò è come una performance, perché come artista, quando sei a casa, se non te la senti di lavorare puoi berti un caffè e tornare al lavoro quando ti senti meglio, qui [tatuando] non puoi, perciò è una forma di lavoro/prestazione stressante. È strano.

Vero. C’è un mio amico scozzese, Roddy Mc Lean, con cui parlavo di questo e mi disse che noi siamo all’incirca una via di mezzo tra una rockstar e un medico, perché possiamo rovinare la pelle di qualcuno e allo stesso tempo, come dicevi tu, è richiesto che svolgiamo il lavoro perfettamente ogni giorno e se un giorno facciamo una cazzata è un po’ come una star che sbaglia un concerto e tutti parleranno male di lui da lì in avanti.

Un brutto tatuaggio ottiene molta più pubblicità negativa che dieci buoni.

Già. Questo mi ricorda un video che ho visto in internet.
C’era questa insegnate di matematica che scrisse alla lavagna la moltiplicazione del nove e fece di proposito uno sbaglio grossolano. Tutti gli alunni risero per quello sbaglio e lei disse: “Vedete? Ho fatto tutte le moltiplicazioni giuste eccetto una ma voi avete notato l’unica sbagliata dimenticando tutte quelle giuste.
Questa è una lezione di vita. La vita è proprio così, la gente punterà facilmente il dito su quel che fate di sbagliato, dimenticando tutte le cose giuste che avete fatto.”

Questa è magnifica.

Quadro realizzato da Filip LeuQuale pensi che sarà il prossimo passo nel mondo dei tatuaggi?
Beh, hai già detto che il prossimo passo sarà l’evoluzione e probabilmente degli investimenti in nuove tecnologie e così via

Beh si, dal momento che il settore ora ha raggiunto un punto in cui investitori esterni stanno cominciando ad essere interessati, se vuoi, aziende che si impadroniranno del settore. Sfortunatamente la mente aziendale non è quel che vorrei vedere in questo settore, preferirei mantenerlo più “casereccio” Perché ancora ci conosciamo all’incirca tutti. Ora sta diventando enorme.

Alle prime convention, mi ricordo ad esempio Amsterdam, alla fine dello spettacolo tutti andarono nello stesso ristorante. Ora è impossibile, è troppo grande.

Ma vedo forse un cambiamento nel settore che è più orientato verso il capitalismo in senso di strumenti, immagine.

Sebbene, se guardi al tatuaggio quando era parte del circo era un po’ una vendita aggressiva, sai, portalo dentro, portalo fuori, tutto questo era molto più… anche molto affaristico per il tempo.

Mi piacciono le cose artistiche. Hardy ha dato il via a questo, Ed Hardy e altri come mio padre Felix Leu hanno introdotto le belle arti nel mondo del tatuaggio.
George Burchett, lavorava in Inghilterra negli anni '30 e '40, un artista fantastico non solo un tatuatore.
Ci sono sempre stati buoni artisti qua e la.

Pensi che un giorno la cultura occidentale del tatuaggio userà o percepirà il tatuaggio come qualcosa di sacro come lo è per alcune culture, diciamo primitive, o sarà sempre, non so…
Artistico è fantastico e pure sacro, modaiolo non credo sia così fantastico.
Pensi che ci sarà mai l’occasione di tornare a quel tipo di radici?
Io non lo credo ma…

No, No.
Qual’è la cosa più sacra oggi nella cultura occidentale? L’iPhone.

(ridiamo)

Sono abbastanza sicuro che tu non hai questo tipo di problema, tu tatui corpi interi, body suit, ma per molti artisti che vorrebbero farlo è difficile, perché la gente generalmente vuole cose più piccole, magari mettono qualche cosa di piccolo qua e la, non fanno opere organiche, non si decorano in quel modo e penso faccia parte di una cultura sacra del tatuaggio. Se guardi alle culture primitive hanno quest’arte che li porta a decorare il loro corpo in maniera armoniosa, completamente…

Se vai tra i gruppi tribali vedi che queste persone sono spesso mezze nude, perciò ha senso che che vogliano decorare il corpo, perché lo possono vedere.

Il Giappone è tra i miei preferiti, quando viaggiavo da giovane e scoprii il tatuaggio full body... Per me erano tra i più intricati, un disegno centrale sulla schiena e il resto è semplicemente un lavoro di contorno, questo mi piace, una lunga cultura di tatuaggi.

Ora. C’è una lunga cultura del tatuaggio anche in occidente, ma non è mai stata per grandi tatuaggi, sono sempre stati piccoli.
Quando cominciai, lo stesso tatuaggio che veniva fatto negli anni ’80 lo fanno ancora oggi, il piccolo delfino, la piccola rosa, sono sempre stati li e penso che esisteranno sempre.
La gente che si fa queste cose è più interessata all’atto del tatuaggio che all’immagine dello stesso.
Perciò in un mondo che non ha più niente di sacro o profondo loro si creano il proprio.
Anche se è un piccolo disegno stupido è l’atto [che conta], vengono, sono impauriti, si siedono, soffrono, controllano il dolore, sono felici e poi si sentono più forti.
Per loro è il processo ad essere impotante, questo è quel che gli piace, per loro il disegno non è importante.

Ci volle parecchio tempo prima che cominciassi a fare grandi lavori, almeno dieci anni, anche di più, prima che la gente mi permettesse di fare grandi lavori su di loro, e dovetti viaggiare, farlo altrove e poi tornare a casa.
È lavoro, devi prenderti il tuo tempo e fare i piccoli lavori prima. La gente ha bisogno di incontrarti e gli devi piacere, hanno bisogno di conoscerti, serve un contatto prima che la gente si fidi di te. È strano il modo in cui ti selezionano per fare grandi lavori.

Torace tatuato da Filip LeuÈ un po’ come che mi diceva ieri Gian Maurizio Fercioni.
Quando qualcuno ti da il suo corpo da decorare è un atto d’amore.

Si lo è, assolutamente, è un passo enorme, e noi stiamo andando abbastanza bene per una cultura che non ha body suit in essa, intendo in Svizzera, essere in grado di fare sempre di più. Sta arrivando, sta cominciando adesso, giusto?

Stavo parlando con questo ragazzo argentino e lui mi diceva come in Argentina la gente pensa ancora al tatuaggio come a un talismano, hanno ancora quel concetto. Non credo sia ancora così qui da noi.

Prendi il lettering, le scritte chicane, parecchie persone se le fanno, nessuno riesce a leggerle, ma parlano chiaramente e ad alta voce e dicono “Sono tosto!” Non importa cosa c’è scritto li, semplicemente vedi la scritta e ti fai un’idea della persona…

È come quel tipo di ribellione di cui parlavamo prima. 

Perché è divertente, non riesco mai a leggerle, ma ricevi il messaggio.

Come il primo tatuaggio che mi feci da solo a quattordici anni, probabilmente lo feci per la stessa ragione, anche se non sapevo cosa stavo facendo.

Cosa ti eri fatto?

Era una piccola rosa sull’avambraccio, ma non era nemmeno per la rosa. Avevo quattordici anni, c’era questo ragazzo più grande che era tornato dal militare con questo tatuaggio, non avevo mai visto un tatuaggio prima.
Beh, il tatuaggio era ‘na merda, ad ogni modo gli chiesi cos’era, mi spiegò come se l’era fatto e io andai a casa e mi feci questa rosa.

Perché la rosa?

Perché era il primo disegno che avevo a portata di mano che mi piacesse e pensai: “Ok proverò a farmelo” e lo feci, non sapevo nemmeno perché lo stavo facendo. Probabilmente perché sai, nel 1982 in Italia c’era solo quel tipo di schifezze ed erano roba da drogati criminali…

Lo standard

Esatto, quindi quasi sicuramente volevo sembrare più tosto e grande di quanto non fossi…

Tua madre ne fu sconvolta?

Beh, fui abbastanza bravo a nasconderlo a mia madre e mio padre

(Filip ride)

La prima volta che ebbero la possibilità di vederlo fu dopo due anni, quindi era troppo tardi.
Ricordo mio padre durante la cena guardò il mio braccio e mi chiese: “Che cacchio hai fatto al braccio?”
E io: "Oh questo? È due anni che l’ho fatto” quindi non ci furono grosse reazioni era troppo tardi…

Il mio primo tatuaggio fu una stella nera per l'anarchia, non capivo nemmeno il concetto ma suonava figo.

(Ridiamo)

Grazie Filip per questa fantastica conversazione. C’è qualcosa che vorresti aggiungere?

Solo molte grazie, è stata una chiacchierata divertente.

Grazie per il tuo tempo.


Zeus Wrath tattoo sleeve- La furia di Zeus tattoo

LA FURIA DI ZEUS

Zeus Wrath tattoo sleeve- La furia di Zeus tattooQuando un cliente mi sceglie fa piacere, quando fa dei chilometri di strada per arrivare da me è ancora più gratificante e lusinghiero, se poi arriva da oltre 1000 chilometri di distanza per la mia arte, beh, non ci sono parole. Ho avuto diversi clienti che hanno viaggiato migliaia di chilometri per avere una mia opera ed ogni volta è un’esperienza estremamente appagante.

Questo ragazzo, dal nord della Germania, inizialmente voleva l’Olimpo, una piramide Maya, nuvole e pianeti e altri soggetti che ora non ricordo, ma dopo aver discusso il progetto in dettaglio il tema finale fu, come si vede dalla foto, l’Olimpo circondato dal mare in tempesta e al di sopra delle nuvole lo spazio, l’universo, da dove uno Zeus furioso scaglia i suoi fulmini.

Il significato di quest’opera è abbastanza complesso e per alcuni versi non è completamente chiaro nemmeno a me :D
Ma per riassumere, all’incirca rappresenta il percorso umano verso la conoscenza. L’acqua è ciò da cui tutto ha inizio, la vita si sviluppa in presenza di acqua, senza di essa non c’è vita, dZeus' Wrath tattoo sleeve 2nd sitting - La furia di Zeus 2a sedutaa li arriva anche l’essere umano che successivamente inizia a costruire, poi immagina degli dei per spiegarsi i fenomeni che non capisce, successivamente scopre che c’è altro al di sopra di lui, l’universo appunto, quindi arriva a farsi altre domande, fino a sviluppare la scienza, la tecnologia, rappresentata dalla decorazione grafica che chiude il tatuaggio attorno alla spalla, infatti senza la conoscenza dei numeri e della matematica non è possibile creare figure geometriche, gli stessi numeri che sono alla base dei processi di calcolo per ogni tecnologia.

Per il completamento dell’opera questo ragazzo affrontò, oltre al viaggio, due o tre sedute consecutive ogni volta, un impegno notevole che gli vale tutta la mia stima.
In questo vedo un po' di Karma in azione visto che io sto facendo lo stesso in Germania. Sembra quasi uno scambio diretto :D

Per l’ultima seduta avevamo pianificato due giorni di lavoro ma dopo il primo avevo già terminato il lavoro.

Ma per non perdere tempo sul prossimo progetto, abbiamo cominciato subito con questo gatto in bianco e nero che altro non è che la riproduzione di un mio quadro e che sarà una sorta di transizione tra questo braccio e l’altro che realizzerà in bianco e nero.

Jerry Magni Cat style tattooErano anni che non tatuavo uno dei miei gatti ed è una cosa che per certi versi mi mancava.

Ora non vedo l’ora di completarlo e proseguire sull’altro braccio con il nuovo tattoo, anche se ancora non so di cosa si tratterà :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto e il video.
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Perseus kills Medusa tattoo - Perseo uccide Medusa tatuaggio

PERSEO UCCIDE MEDUSA

Perseus kills Medusa tattoo - Perseo uccide Medusa tatuaggioQuesto ragazzo arrivò con una richiesta ben precisa, Perseo dopo aver ucciso Medusa.

Non ricordo esattamente quale fosse il suo personale significato o se fosse solo una fascinazione per il racconto in se, fatto sta che l’idea era buona e mi piaceva.

Mi aveva portato delle immagini e inizialmente mi sentivo un po' limitato creativamente, da quelle immagini.

Ovviamente non volevo copiare un’immagine o una scultura anche perché in genere hanno dei limiti compositivi per un tatuaggio.
Spesso i clienti, soprattutto se al primo tatuaggio, pensano al tatuaggio come a un’immagine in due dimensioni, mentre in realtà il disegno sul corpo si sviluppa su forme cilindriche, eccezion fatta per la schiena, il torace o per piccoli tatuaggi che possono sfruttare le zone più piane del corpo.

Ad ogni modo, quando un cliente mi mostra delle immagini o durante la ricerca mi mostra qualcosa che gli piace, un’inconscia volontà di accontentarlo a volte mi fa perdere di vista il progetto nell’insieme, mi faccio influenzare e inconsicamente incatena un po’ la mia creatività. Un processo psicologico forse contorto che solitamente risolvo proponendo al cliente diverse bozze tra cui potrà valutare quella che preferisce. So che una volta solo, con la libertà necessaria, posso creare di meglio di quanto il cliente si aspetti ;)

Quindi creai alcune bozze, un paio basate su alcune immagini e statue che aveva visto lui e un paio basate sulla mia personale interpretazione. Fortunatamente scelse la più dinamica, quella che più piaceva anche a me.

In genere se un progetto è ben concepito è raro che il cliente scelga quello di qualità più scarsa o meno dinamico.

Mi procurai tutta la documentazione necessaria e mi misi al lavoro per sviluppare la bozza in un disegno superlativo. Il disegno richiese più tempo del previsto, fare realismo senza copiare non è facile e spesso il disegno richiede più tempo del tatuaggio. Come dico sempre: creare è molto più complesso che riprodurre.

Durante la lavorazione pensai che sarebbe stato interessante aggiungere delle note di rosso colorando il sangue presente nella scena. Gli mostrai la mia idea e fu pienamente d’accordo.

Non restava che cominciare la lavorazione su pelle.

Perseo uccide Medusa disegno tattoo - Perseus kills Medusa tattoo design

Dopo qualche seduta, una volta completato Perseo e Medusa, mi vennero due dubbi, due particolari del progetto non mi convincevano e volevo cambiarli.

Il primo era la grotta di Medusa, che andava all’interno del braccio. L’interno del braccio a parte il corpo morto di Medusa e la spada di Perseo non aveva grandi punti di interesse e quella grotta a mio parere non era abbastanza attraente. L’interno del braccio sarebbe sembrato un po’ sguarnito, per così dire, perciò mi serviva un idea per aggiungere un elemento più coinvolgente.

L’idea risolutiva venne a lui. Visto che dopo l’uccisione di Medusa, Perseo si precipita a salvare Andromeda, perché non inserire Andromeda appunto? Detto fatto. Preparai il disegno di Andromeda incatenata davanti alla grotta per una delle sedute successive.

Anche se non è perfettamente fedele alla descrizione mitologica risolveva il nostro problema.

Il secondo punto che non mi convinceva era la spalla. La testa di Perseo sembrava perdersi, non fluiva con la spalla come avrei voluto.

Perseus Kills Medusa tattoo detail - Perseo uccide Medusa dettaglio tattooDa qualche anno termino le mie maniche con decorazioni grafiche, quindi gli proposi di fare lo stesso in questo lavoro. Avremmo dovuto trovare temi grafici circolari che fossero adatti allo scopo e che fossero in tema con l’intera opera.

Trovare i giusti temi non fu così semplice, spendemmo un intero pomeriggio nella ricerca senza trovare qualcosa di adatto. Continuammo poi la ricerca in privato e dopo aver valutato svariati elementi, finalmente trovai quelli giusti per costruire la decorazione circolare che avevo in mente.

Tutto sembrava procedere per il meglio ma al momento dello stencil, nonostante diversi tentativi e ridisegnando diverse volte quella grafica, non c’era modo di averla perfettamente circolare come volevo. Ovvio che il corpo umano non è ne piano ne regolare quindi creare forme regolari su di esso richiede un certo impegno. Perdemmo mezza giornata nel tentativo di avere quella grafica perfettamente circolare, senza riuscirci. Ripresi le misure per ricreare il disegno, tirai fuori il vecchio esperto grafico che c’è in me e lavorando in vettoriale, distorcendo e adattando il disegno ottenni lo stencil perfetto.

Superato quell’ostacolo tutto proseguì rapidamente. Sono fiero di questo lavoro, mi piace come sono riuscito a comporlo, come si sviluppa sul braccio, in particolare il fatto che il braccio di Perseo segua in modo così armonico e quasi rigoroso il braccio del cliente, come la decorazione grafica avvolge la spalla in modo perfettamente circolare…

Per farla breve, credo sia uno dei miei lavori migliori, almeno fino al prossimo :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto eil video più sotto.
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Manica biomeccanica - Biomech tattoo sleeve

457-RØM Manica Biomeccanica

Manica biomeccanica - Biomech tattoo sleeve - Jerry MagniUna copertura è sempre una rogna, indipendentemente dalla dimensione è sempre, o quasi sempre, un limite imposto alla creazione di qualsiasi disegno e questo ragazzo era arrivato proprio per chiedermene una. Aveva una sorta di elica del DNA che si attorcigliava intorno al braccio.
Un tatuaggio concepito male, disegnato peggio e tatuato ancora peggio, ennesima dimostrazione che lavorare in uno studio non implica la capacità di fare dei buoni lavori, anzi, di incapaci purtroppo è piena l’aria, soprattutto ultimamente che anche gli ultimi dei macellai aprono studi senza grossi problemi.

before cover-upSpesso le persone pensano che uno studio sia una garanzia di professionalità. Purtroppo non è sempre così. Basti pensare che qualsiasi figura professionale deve seguire un percorso formativo di qualche anno: parrucchieri , meccanici, idraulici, elettricisti ecc. Per i tatuatori non è così. Basta sostenere un corso di 20 ore e anche l’ultimo degli scappati di casa può aprire il suo studio e cominciare a scarabocchiare sulla pelle della gente. Una cosa assurda, soprattutto se pensiamo al fatto che eseguono cose che rimangono indelebilmente sulla pelle delle persone.

Ma mettiamo da parte le incazzature e arriviamo al dunque.
Questo cliente voleva coprire con un biomeccanico l’obbrobrio di cui era amaramente pentito. Per me un biomeccanico è sempre un invito a nozze e lui capitò proprio nel momento in cui stavo evolvendo in modo drastico lo stile dei miei biomeccanici, meno dettagli, meno parti meccaniche, più semplicità e superfici più pulite. Non esattamente adatto a una copertura. Perciò gli mostrai alcune cose che avevo fatto in precedenza e alcune idee che stavo sviluppando sull’onda di questa evoluzione. Le opere a cui stavo lavorando gli piacquero e mi chiese di sviluppare qualcosa per lui.

Il nuovo stile non si adattava però a una copertura, perciò gli suggerii una rimozione laser. Dopo qualche titubanza ascoltò i miei consigli e decise di fare la rimozione. Risolto questo problema mi disse che avrebbe voluto inserire un elemento nel disegno.

Ero già preoccupato ancor prima di sapere di cosa si sarebbe trattato.
Il biomeccanico non è un genere in cui ci si possono permettere grandi richieste, il rischio è di finire con qualcosa che non c’entra nulla o che comunque ne snatura completamente stile e forma. Per essere più chiari, diciamo che quando il cliente si mette di mezzo l’arte se ne va un po’ a quel paese, in particolare con uno stile in cui l’astrazione gioca un ruolo fondamentale.

L’elemento da inserire era un ciondolo che gli ricordava il padre. Fortunatamente il ciondolo aveva già di per se un non so che di biomeccanico.
Una croce divisa in due con un design abbastanza particolare e appena vidi il ciondolo lo accomunai a un’astronave. Quel ciondolo, ovviamente rielaborato, poteva diventare la struttura portante dell’intero biomeccanico. Dopo qualche schizzo, per mostrargli cosa avevo in mente, mi chiese se fosse stato possibile inserire qualche dettaglio che si potesse ricollegare all’attività di saldatore di suo padre. Nessun problema, inserire degli elementi dal cui contatto scaturissero scintille si sarebbe ben adattato al progetto.

Quindi ci organizzammo per un incontro in cui disegnai direttamente sul suo braccio la bozza del progetto per poi elaborarlo con calma al mio tavolo da disegno e poi al mio computer, in attesa che la rimozione laser schiarisse il vecchio tatuaggio per poter cominciare questo progetto.

manica biomeccanica 3a seduta - Jerry MagniDopo svariate sedute laser e quasi un anno di attesa (tra una seduta di laser e l’altra è necessario attendere circa 2 mesi) constatammo che il vecchio tatuaggio non era stato rimosso o schiarito completamente, parte di esso era ancora li come se non fosse mai stato laserato, ma per fortuna gran parte di esso era comunque schiarito di molto e in alcuni punti era addirittura svanito, quindi non sarebbe stato difficile camuffarlo, perciò decidemmo di partire con questo biomeccanico.

Nonostante qualche piccola difficoltà nella lavorazione a causa del suo gomito, che per un problema congenito non può stendere completamente, a questo ragazzo va dato atto di avere un’ottima resistenza, poteva starsene per ore sulla poltrona senza batter ciglio.
Peccato perdessimo sempre un po’ troppo tempo a chiacchierare invece di lavorare. Ma ho la fortuna di avere come clienti persone intelligenti e interessanti con cui è sempre piacevole confrontarsi e discutere.

Grazie alla sua resistenza, dedizione e puntualità finimmo l’intero progetto in tempi abbastanza rapidi.
Un biomeccanico di cui entrambi andiamo fieri :)

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.




Leonessa Tattoo - Tatuaggio Leonessa

MADRE

Leonessa Tattoo - Tatuaggio LeonessaQuesto lavoro è stato uno dei più sofferti, partito anni fa, dopo che Il cliente mi chiese due disegni per entrambe le braccia, per vari motivi di personali dovemmo aspettare un anno e mezzo prima di cominciarlo e dopo le prime due sedute dovemmo aspettare un altro anno per poterlo finire.

Ora, finalmente completato e guarito, posso mostrartelo.

La richiesta iniziale era abbastanza chiara, una leonessa con due cuccioli che cammina in un ambiente oscuro tra spiriti maligni, come rappresentazione di sua madre che nel corso della vita ha dovuto affrontare innumerevoli difficoltà per prendersi cura dei suoi due cuccioli, rappresentazione del cliente e della sorella.

Per quanto l’idea della leonessa mi piacesse gli spiriti maligni non mi convincevano, ci ragionai su parecchio e alla fine me ne venni fuori con qualcosa di naturalistico.

Perché non fare questa leonessa su uno scoglio su cui si infrangono le onde, con un cielo ricoperto di nuvole cupe che preannunciano tempesta, con un atteggiamento fiero, degno della regina del regno animale che saprà come portare i suoi cuccioli in salvo?

L’idea gli piacque molto e nel nostro incontro successivo ebbi modo di ottenere altre informazioni che mi portarono a fare uno dei cuccioli più timido a cavallo della madre e l’altro, rappresentazione del cliente, più spavaldo.

Decisi quindi di realizzare i cuccioli con lo sguardo rivolto allo spettatore, come gattini incuriositi e un po’ intimoriti, mentre la madre, fiera e sicura di se, non ci considera nemmeno perché sa che non presentiamo un pericolo; in fondo può sbranarci quando vuole :D

Il tocco finale, che mi piace in particolare, è il cucciolo a terra che imita la posizione della leonessa, come a dire che un giorno anche lui sarà un fiero leone come la madre.

Durante l’ultima seduta, per migliorare quest’opera, proposi al cliente di chiudere con una decorazione grafica, come faccio ormai da anni, invece che con una semplice sfumatura. l’idea fu accettata e rende l’opera ancora più bella.

Ora non resta che aspettare di cominciare il secondo disegno, tra l’altro già pronto, sperando di non dover aspettare a lungo come per il primo :D

 

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IL FATTORE UMANO

Questo ragazzo arrivò con le idee abbastanza chiare. Voleva un tema marino, ora non ricordo se il cavalluccio era già nei suoi piani ma mi par di ricordare che sia la tartaruga marina che il delfino lo fossero. Difficile da ricordare visto che la discussione del progetto avvenne nel febbraio 2016.

Ad ogni modo dopo la discussione del progetto tutti gli elementi da inserire erano chiari: delfino, orizzonte al tramonto, tartaruga marina, cavalluccio, bussola, barriera corallina ed eventualmente un forziere che però eliminai perché in proporzione al cavalluccio avrebbe dovuto essere enorme.

L’unico dubbio era come fare per coprire quella scritta che aveva all’interno del braccio.

Mentre disegnavo mi venne un’idea che considero un colpo di genio e che da il titolo all’opera.

Delle mine nautiche. L’idea, un po’ nichilista, è che in questo paradiso acquatico incontaminato, come su tutto il pianeta, l’intervento umano spesso distrugge o comunque mette a serio rischio la vita.

L’idea gli piacque e quindi proseguii con il lavoro.

Ero più che soddisfatto del disegno e non vedevo l’ora di cominciare questo progetto che comunque sapevo avrebbe richiesto parecchio tempo, sia per la quantità di elementi sia perché le sedute sarebbero state distanziate di due mesi l’una.

Finalmente arrivo’ il fatidico giorno per cominciare il lavoro ma mi aspettava una grossa sorpresa.

Lo stencil non funzionava, era completamente sproporzionato e non mi spiegavo come visto che sono sempre rigoroso nella misurazione, poco dopo realizzai che questo ragazzo dal nostro primo incontro ad allora aveva perso tantissimo peso, forse addirittura 20 kg!!! Praticamente dovetti riconfigurare tutto lo stencil con queste nuove misure e la cosa richiese parecchio tempo.

Mi raccomando, se avete intenzione di diminuir la massa corporea o di aumentarla, fatelo prima di preparare un tatuaggio, in particolare se si tratta di un grande progetto.

Purtroppo, per conservare il disegno senza doverne fare uno diverso, lo spazio tra il cavalluccio e la tartaruga aumentò parecchio, quindi inserii delle meduse. Il delfino avvolgeva la spalla ma qualche ridimensionamento sia del delfino che della grafica che chiude sulla spalla fu comunque necessario, come per la tartaruga, che nelle dimensioni precedenti si sarebbe sovrapposta su se stessa.

Risolto il problema stencil partimmo con il progetto che richiese parecchio tempo, sia per la distanza tra le sedute che per qualche contrattempo e qualche seduta spostata o cancellata per cause di forza maggiore e infine, anche perché questo ragazzo aveva un tempo limite di sopportazione del dolore di 3 ore, oltre il quale infatti non siamo mai riusciti ad andare.

Ma a parte questi piccoli intoppi sono molto soddisfatto dell’opera :)

 

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MEMORIE E CONFLITTI

Questa manica è stata realizzata in due step distinti e distanziati di tre anni.

Il primo step fu la parte alta del braccio, con un tema quasi gotico e con diversi significati, la dea bendata che in qualche modo nella personale interpretazione del cliente rappresenta, oltre alla fortuna, la figura femminile di sua nonna, una lacrima rossa come il sangue che rappresenta il dolore della perdita.

All’interno del braccio un teschio, ovviamente un memento mori, arricchito da un orologio con meccaniche a vista praticamente incastonato nella scatola cranica.

Un’idea che ancora mi piace parecchio.

Ora non ricordo se l’ora che segna l’orologio, le 5:10, avesse un qualche significato numerico per il cliente, ad ogni modo questo lavoro fu completato nel 2014 e aveva l’aria di essere un’opera che sarebbe rimasta a se stante.

Tre anni dopo questo ragazzo tornò per proseguire il lavoro sull’avambraccio. non ricordo esattamente la sua idea iniziale ma credo avesse a che fare con la follia umana, il conflitto tra il bene e il male, il fatto che in ognuno di noi c’è del male o forse ancora che siamo noi a crearlo. Sinceramente, non ricordo, sto andando un po’ ad intuito guardando il tatuaggio :D

L’idea su cui convenimmo fu una sorta di Heisenberg dalla serie Breaking Bad che maneggia con delle provette e una figura malefica all’interno del braccio, sostanzialmente un Mr. Hide. In soldoni una sorta di Dr. Jekill e Mr. Hide in versione moderna.

Per Mr. Hide fu facile disegnai il soggetto avvalendomi di qualche immagine di documentazione per ricreare l’atmosfera dei vicoli londinesi di fine ottocento; mentre per Heisenberg, inizialmente pensai di usare un’immagine dal telefilm, ma oltre a non apprezzare le copie fotografiche, non trovai nulla che potesse essermi d’aiuto, quindi presi macchina fotografica, mi misi in posizione e con qualche scatto ricreai la scena che usai poi come riferimento per sviluppare la versione finale.

Devo ammettere che inizialmente ero un po’ scettico riguardo all’associazione tra i tempi del braccio e dell’avambraccio ma a lavoro finito trovo che si completino in modo perfetto.

L’unica pecca è aver dovuto aspettare quasi un anno per poterlo fotografare guarito, il lato positivo è che puoi vedere come si mostra un mio lavoro dopo anni, visto che la parte alta è stata completata nel 2014.

Ora pare che questo cliente stia valutando una manica biomeccanica; Non vedo l’ora :D

 

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Melvin Tay e Jerry Magni

SEGUI IL TUO CUORE. Intervista a Melvin Tay

 

Melvin Tay è un tatuatore da Singapore. Oltre ad essere specializzato nello stile Astratto cinese è anche un caro amico.

Incontrai Melvin per la prima volta in Belgio in occasione di una tattoo convention. Già allora aveva una lista impressionate di guest spot e convention a cui aveva partecipato e la lista non ha mai smesso di allungarsi.

Quando mi ospitò per una guest spot nel suo studio di Singapore aveva appena finito un tour ed era pronto per cominciarne un’altro nel giro di poche settimane.

Quando l’ho incontrato nuovamente, in occasione della Tattoo Expo Bologna 2018, era ancora in tour. Questo ragazzo non si ferma mai, non riesco nemmeno a immaginare a quante convention ha partecipato, perciò volevo saperne un po’ di più dei suoi viaggi e soprattutto avere un punto di vista da qualcuno che viene da una cultura diversa da quella occidentale.

Qui sotto trovi il file audio originale, per chi non sa l'inglese segue la traduzione ;)



La prima domanda che voglio chiedere, visto che arriva da Singapore, è:
qual’è la differenza maggiore che vedi tra la cultura asiatica e quella occidentale del tatuaggio?

Be ovviamente io vengo dall’oriente e quello che facciamo è influenzato dalla cultura orientale.
La differenza maggiore che vedo attualmente tra le culture è legata alle persone, dipende dagli individui se vogliono usare la loro cultura e inserirla nella loro arte, a parte questo penso che le due culture siano abbastanza simili.

Se intendi la cultura individuale, background culturale, religione, linguaggio, penso che siano una parte molto importante di ciò che facciamo [in Oriente].

Vedo occidentali che producono arte orientale molto buona, vedo anche orientali che producono arte occidentale molto buona.
La differenza tra le due culture c’è ma non credo sia poi molta.

Penso che la cultura occidentale del tatuaggio oggi sia più un fatto di moda.
Tutti vogliono un tatuaggio, a volte non per il tatuaggio e a volte nemmeno per il processo del farsi tatuare ma solo perché sono circondati da gente tatuata.

Vedono tatuaggi dovunque, in TV, personaggi dello sport, star, attori, vedono così tanti tatuaggi intorno a se che vogliono sono essere parte di questo senza realmente essere intenzionati di far parte della cultura del tatuaggio.

In Asia è diverso? C’è forse qualcosa di più, diciamo sacro, più significativo, non solo qualcosa per mostrarsi?

Al giorno d’oggi, girando per le convention Europee, vedo che tutti vogliono lavorare con un banner, tutti vogliono lavorare con i venditori di materiali, rappresentare i prodotti, in Asia invece nessuno è interessato a questo. Penso sia questa la differenza tra Occidente e Oriente, e la moda…

Penso ora sia comune, che tutti vogliono lavorare con i prodotti e mettere banners, come quelli dei produttori di inchiostri di cui parlavamo, ma non è una cosa importante in Asia.

E a proposito della gente, pensi che la gente si tatua nello stesso modo come avviene in occidente?
Solo moda, solo per l’esperienza di farsi tatuare o… Avete qualcosa di più sacro legato al tatuaggio?

Magari le persone asiatiche trattano il tatuaggio in modo piò significativo, sacro magari oppure sono esattamente come noi?

Capisco la tua domanda, non so molto dell’occidente ma molti dei miei clienti occidentali, specialmente in Europa, mi lasciano spazio per creare, per fare quel che voglio, ma il più delle volte penso che circa il 70, 80 % di loro non sappiano quello che vogliono, vogliono solo un tatuaggio, perché ce l’hanno i loro amici, i loro fratelli o gente intorno a loro.

In Asia le persone che vogliono tatuarsi hanno sempre una ragione, culturale, in memoria di qualcuno o altro, ovviamente incontro persone così anche in Europa, ma la maggioranza delle persone che incontro alle convention, i miei clienti, non sanno veramente quel che vogliono, vogliono solo un tattoo, che è buono in un certo senso perché il più delle volte parlando con me, gli piace il mio stile e quindi mi lasciano fare quel che voglio.

Questo è buono.

Tu viaggi molto, partecipi a tantissime convention, forse mi sbaglio ma mi sembra che la maggior parte delle convention a cui partecipi siano qui in Europa.

C’è qualcosa in particolare in Europa che ti piace, è solo più conveniente lavorare in Europa o ci sono solamente più convention qui in Europa che altrove?

Penso tu abbia già risposto, più o meno, a tutte le domande.

Se vai su worldtattooevents.com, che permette a tutti gli organizzatori di convention di postare il proprio evento sul sito e che tutti possono andare a darci un occhiata…

Se guardi attentamente, solo in Italia, il paese in cui siamo ora, ci sono 60 convention in un anno, senza contare Germania, Francia, Svizzera e gli altri paesi.

Capisco che l’Europa sia grande, ogni settimana c’è qualche grande convention in corso, ovviamente ci sono anche pessime convention, ma si, ci sono più convention in Europa e quindi più possibilità per noi [tatuatori].

Il motivo per cui mi piace molto venire in Europa ha a che fare con quel che faccio, sono specializzato in orientali cinesi astratti che non molte persone fanno in Europa, tutti fanno tradizionali giapponesi, che nel mondo del tattoo sono in giro da più di 600 anni.

Tutti conoscono i tatuaggi giapponesi, tutti conoscono tutti gli stili e il tatuaggio oggi si sta evolvendo in così tanti stili, perciò penso che per me sia un’opportunità per vendere qualcosa che nessuno fa in Europa, questo è il motivo per cui ho scelto di venire in Europa.

Ricordo la prima volta che ci siamo incontrati in Belgio tu stavi già viaggiando per l’Europa, poi ti ho fatto visita a Singapore e, se ricordo bene, eri appena tornato da un tour di convention ed eri pronto a ripartire per partecipare a molte altre convention, seguendoti sui social ho visto che partecipi a tantissime convention, veramente moltissime ogni anno.

È una sorta di dipendenza? Le convention creano dipendenza?

No, non creano dipendenza, anzi sono stancanti ma ho una visione, degli obbiettivi che non ho ancora raggiunto, decisamente non trofei e tantomeno concorsi.

Non ti piacciono i concorsi?

Hum, mettiamola in questo modo: a tutti piace avere un po’ di gloria sul palco per qualche secondo e prendere il trofeo, siamo onesti.

Ma sono arrivato al punto in cui penso che non debba essere la mia priorità quando vengo alle convention.

Ci sono molti artisti che partecipano alle convention per i concorsi, per i trofei, perché forse funziona per loro, nei loro studi, magari gli porta più clienti, più fama ma quella non è la mia priorità.

C’è qualcosa che voglio raggiungere, l’ho segnato come obbiettivo per me stesso in quattro anni e non importa quanti trofei prendo per arrivare a quell’obbiettivo.

Ci vuoi dire cosa vuoi raggiungere?
Se non vuoi condividerlo semplicemente non dircelo :D

Molto presto te lo dirò, nel 2019 o forse nel 2020.
Darò la notizia a tutti quelli che conosco.
Sono felice di dirti che sono molto vicino a quel che voglio fare e presto darò la notizia.

Ok.

Qual’è stata la tua sfida più grande come tatuatore?

Stavo parlando con un carissimo amico ieri, non vedo questo ragazzo solo come amico ma anche come una sorta di mentore, qualcuno che mi sprona, che ammiro?

Gli dicevo di alcuni problemi che ho con la mia arte, penso che quella sia la mia sfida più grande ora e dopo la chiacchierata con lui ieri dopocena, sono arrivato a pensarci su.

Metterei un termine a questo, cos’è la sfida?
Penso che la più grande sfida ora sia arrivare ad avere uno stile unico.

Questo era ed è ancora la tua sfida?

È sempre li, perché quando ho visto questo amico ieri abbiamo parlato di questo.

Durante la nostra cena mi ha dato molte soluzioni, cose da provare e dopo aver ascoltato tutto quel che ha detto credo che non sia che non ho ancora trovato il mio stile, so quel che faccio, penso di avere uno stile, è solo che voglio che il mio stile sia chiaro per la gente da riconoscere, che possano dire “Aha! questo è Melvin”.

Perciò si, penso questa sia ancora la mia sfida ora.

Quando ho incontrato questo ragazzo a Singapore, nel 2015, parlammo molto di arte e ricordo gli parlai di questo, oggi è ancora la mia sfida.

Penso che alla fine sia meglio avere questo tipo di problemi piuttosto che “Oh sono sempre infelice di quel che faccio” Piuttosto di “Oh sono già così soddisfatto di quel che faccio”.

Fa parte dell’essere un artista

Si, a volte mi irrita un po ma quando queste cose mi irritano troppo prendo un pennello e comincio a dipingere. 

Da quanto tatui ora?

Questo è il mio quattordicesimo anno

Quindi molte cose sono cambiate da quando sei entrato in questo mondo, quattordici anni è parecchio tempo. Com’è cambiato l’ambiente del tatuaggio in questi quindici anni ai tuoi occhi?
Cos’è il peggio e cos’è il meglio di questo cambiamento dal tuo punto di vista?

Quindici anni fa non era così facile ottenere informazioni, non era così facile entrare nel mondo dei tatuaggi.

Oggi è molto più facile ma il problema è che quindici anni fa la gente che ha faticato per entrare in questo settore sono rimasti e ancora oggi tatuano, ma la gente che entra in questo settore oggi, così facilmente, per loro non sarà facile restare.
Lo fanno per un paio d’anni e poi se ne vanno a fare altro.

Penso che questo sia ma differenza tra quindici anni fa ed oggi.

Oggi ci sono così tanti prodotti e così tante informazioni e non abbiamo neppure molte riviste, tutto è su instagram.

Si penso che le riviste stiano morendo, tutti vanno online oggi, anche se ci sono ancora alcune riviste non vendono come vendevano dieci o quindici anni fa.

Penso siano morte (ride)

Anche le riviste stanno muovendo il loro, chiamiamolo business, sul digitale…

Condividevi questo pensiero con me ieri, che le riviste sono morte…

Beh, sono ancora in giro, sono ancora, diciamo influencer del settore ed apparire sulle riviste è ancora qualcosa di, diciamo prestigioso, però non è così importante quanto probabilmente era dieci o quindici anni fa, perché oggi puoi avere il tuo, chiamiamolo media, per conto tuo, sul tuo sito, sui social media etc.

Quindi non abbiamo realmente bisogno di queste riviste come prima e sono abbastanza certo che le riviste vengono acquistate solo dai tatuatori, non tanto dal pubblico in genere, ma potrei sbagliarmi.

Ricordo che me ne parlavi ieri del fatto che le riviste stanno morendo, una volta gli studi compravano spazi sulle riviste così quando guardavo una rivista sapevo in che studio andare.

Ora credo sia l’era del merchandising, tutti vogliono i prodotti più recenti, la macchinetta più recente, l’inchiostro più recente e si, tu mi dici che  il business sta cambiando ma non cambia realmente l’artista che fa la sua arte.

Quindi in tutti questi cambiamenti qual’è il meglio e il peggio dal tuo punto di vista?

Penso che il meglio sia che più siamo meglio è, più gente entra in questo business meglio è.
Perché credo che se continui a versare acqua in un bicchiere l’acqua fluisce, l’acqua sborderà quando arriverà in cima e la gente che resta nella tazza resterà, chi ne traboccherà…

Quindici anni fa quando cominciai ad imparare a tatuare dal mio mentore vidi l’onda, c’è stato un cambiamento d’onda e ora abbiamo gli spettacoli televisivi: Miami Ink, LA Ink, e sai, queste sono altre onde.

Penso che il tatuaggio arriva sempre con delle onde, quando abbiamo ondate che diventano troppo alte ci saranno dei cambiamenti e se chiedi a me, di più è meglio, chiunque voglia entrare in questo settore per condividere un pezzo di torta è benventuo, perché più siamo e più miglioreremo.

Credo ancora che una tazza può contenere solo una determinata quantità d’acqua e quando l’acqua arriva in cima traboccherà ma ci sarà ancora acqua nella tazza e quelle persone saranno le persone che resteranno, quindi stiamo a vedere, stiamo a vedere quando l’acqua arriva in cima quale sarà la prossima onda.

E cos’è il peggio?

Penso che il peggio riguardi le convention, ho partecipato a molte convention e questo è quel che vedo perché ci sono molti artisti che vengono.

Ci sono persone che non sanno niente dei tatuaggi, che vogliono prendersi un pezzo di torta pure loro, vogliono usare il tatuaggio per fare soldi, perciò cominciano a uscirsene con prodotti o lavorano con qualche venditore, produttori di materiali o magari vogliono fare delle convention dopo aver visitato la London Tattoo convention o il Mondial du Tatouage.

Vedono la gente in quel tipo di eventi e vogliono far soldi, pensano che possono fare delle buone convention come loro, perciò cominciano a fare convention senza avere esperienza, e cominciano a fare convention di merda.

Ci sono così tante persone che entrano in questo settore quindi ovviamente la richiesta c’è, la gente se ne uscirà con nuovi prodotti da vendere a queste persone e penso che le convention siano la stessa cosa.

La gente vuole fare convention e questo è il motivo per cui ci sono così tante convention in Europa, buone ma anche molte pessime e credo che questo non sia buono per il nostro settore.

Cosa suggeriresti a un giovane che vuole cominciare ora?

Segui il tuo cuore, nient’altro.

E se tu potessi tornare indietro nel tempo e dare un consiglio a te stesso a vent’anni, che consiglio daresti al giovane Melvin?

Segui il tuo cuore.

Lo stesso?

Si

E l’hai fatto?

Si, si.

Quindi non ci sarebbe nessun altro consiglio che daresti al giovane te stesso?

Direi a me stesso “Segui il tuo cuore”, penso che seguire il cuore sia una cosa molto importante per fare quel che ti piace.

Anche quando parlavamo ieri a cena mi hai dato parecchi consigli e alla fine ho pensato che solo io posso trovare le mie risposte, quindi seguirò il mio cuore.

Penso che anche tra vent’anni mi direi ancora di seguire il mio cuore.

Penso sia un bellissimo consiglio e credo che dopo questo “Segui il tuo cuore”

Non ci sia nient’altro da aggiungere :)

Grazie Melvin per il tuo tempo

Grazie a te Jerry, Grazie.


CU5 P15 tatuaggio biomeccanico - biomech tattoo sleeve

CU5-P15 Braccio Biomeccanico

Un'altra opera finalmente completata e un'altra manica che entrerà presto a far parte della sezione Seduta per Seduta ;)


 


WARRIORS TIME

Lavorare a pezzi non è il modo migliore per creare delle opere memorabili, certo si può fare un tatuaggio per poi espanderlo ma non è mai la scelta migliore, troppe variabili, troppi adattamenti, troppi compromessi con il lavoro precedente e così via.
Ma se il cliente non si sente pronto c'è poco da fare e questo ragazzo nel febbraio 2012 si sentiva pronto solo per il guerriero e ci vollero altri tre anni prima che si sentisse pronto per aggiungere lo sfondo e altri tre per decidere di completare la schiena.
Se avessi saputo che la sua intenzione era quella di tatuarsi tutta la schiena e mi avesse dato l'opportunità di lavorare sull'intero progetto fin dall'inizio avrei sicuramente progettato l'intera opera in modo diverso. Anche se trovo che l'opera sia comunque piacevole e nell'insieme è comunque un lavoro ben fatto.