Jerry Magni

Biomech sleeve, manica biomeccanica, braccio biomeccanico, jerry magni

43R-01 Manica Biomeccanica

Biomech sleeve, manica biomeccanica, braccio biomeccanico, jerry magni

Questo biomeccanico era parte della collezione di disegni realizzati tra la metà del 2017 e l'inizio del 2018.

Essendo un disegno già pronto non c’era molto da discutere, una volta scelta la colorazione tra le tre che avevo messo a disposizione e prese le misure del braccio, necessarie per poter preparare lo stencil, rimaneva solo la pianificazione delle sedute per poter partire con questo tatuaggio biomeccanico.

Questo ragazzo arrivava dal Friuli-Venezia Giulia, quindi pensai che non fosse il caso di farlo viaggiare per 7 ore (tra andata e ritorno) solo per una misurazione.

Ho abbastanza esperienza per riuscire ad adeguare i miei lavori al corpo dei miei clienti con poche semplici misurazioni che possono effettuare da casa e inviarmi via email.

Chiaramente qualche modifica all’ultimo momento è sempre necessaria ma in genere niente di troppo impegnativo.

L’applicazione di uno stencil così grande richiede sempre e comunque del tempo e quindi, durante la prima seduta, ci limitammo alla tracciatura dei contorni.

Dalla seduta successiva partimmo in quarta, prima con il chiaro scuro e successivamente con la colorazione.

Questo ragazzo ha decisamente una buona resistenza e grazie a questo siamo riusciti ad abbattere un po’ i tempi di lavorazione.

Molto probabilmente saremmo riusciti a fare ancora meglio se, grazie alla sua eccellente resistenza, avessimo lavorato dalla mattina anziché solo il pomeriggio, ma dovendosi sorbire qualche ora di viaggio non era certo il caso di farlo svegliare alle 5 di mattina :D

La lavorazione proseguì serenamente a parte un piccolo problema, sfortunatamente il suo organismo rigettava il colore verde chiaro della marca che uso solitamente e che avevo acquistato proprio per questo lavoro. Appena mi comunicò la cosa buttai quell’inchiostro nella spazzatura, cosa che faccio sempre se verifico che qualcuno ha un problema con un colore. Meglio una boccetta nuova nella spazzatura che rischiare con altri clienti.

braccio biomeccanico, biomech, biomech sleeve, jerry magniSostituii prontamente quel colore con un altro ma si ripresentò lo stesso problema di rigetto. Quindi mi liberai pure di quest’altro inchiostro e per evitare problemi decisi di creare un mix con dei colori con cui non aveva manifestato alcun tipo di reazione e finalmente il problema fu risolto.

A parte questo piccolo problema, che sembra più allarmante di quanto sia stato in realtà, la lavorazione proseguì in modo spedito.

Solitamente chiedo ai clienti di tornare a tatuaggio guarito per verificare la necessità di eventuali ritocchi e per fare delle foto e dei video al tatuaggio completamente guarito. ma mentre suggerivo questa cosa mi fece capire che non aveva molta voglia di farsi tutto il tragitto solo per questo, ma se ne andò dicendomi che tornerà per proseguire l’opera…

Una gran bella notizia che spero venga confermata al più presto :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.



https://youtu.be/MJAP0YZtIvg


CU5 P15 tatuaggio biomeccanico - biomech tattoo sleeve

CU5-P15 - Manica Biomeccanica

CU5 P15 tatuaggio biomeccanico - biomech tattoo sleeveDalla fine del 2016 decisi di rielaborare in modo drastico lo stile dei miei biomeccanici, per farlo dovevo ovviamente mettermi al tavolo da disegno e investire ore interminabili nell’elaborazione di nuovi progetti.

Il risultato di quel lavoro, che si è protratto per oltre un anno e che continua tutt’oggi, sono una ventina di progetti biomeccanici, di cui 6 hanno già trovato un proprietario. Per rendere questi lavori visibili al pubblico e per dare idea del progetto finito applico questi disegni su un modello 3D, condividendo il lavoro appena finito su Facebook e sul mio sito.

Quando condivisi il quinto di quei progetti, questo ragazzo toscano mi contattò immediatamente, non voleva assolutamente farsi scappare questo biomeccanico, che tra l’altro ebbe parecchio successo sui social.

Essendo un progetto già pronto fu tutto molto semplice, non dovevamo discutere temi, idee, personalizzazioni, opinioni o quant’altro, dovevamo solo decidere le date e i tempi di realizzazione per partire.

Appunto, tutto molto semplice.

Alla prima seduta fu abbastanza chiaro che la sua resistenza rientrava nella media, perciò utilizzai un’ipnosi analgesica per guadagnare un po’ di tempo e terminare il lavoro. Dave Elman fu uno dei primi ad utilizzare questo tipo di ipnosi che se utilizzata nel modo giusto con persone ricettive può funzionare e dare risultati ottimi nella riduzione del dolore. Su questo ragazzo funzionò benissimo, ne rimase talmente affascinato che decise di documentarsi per utilizzarla in modo autonomo fin dalla seduta successiva.

Inutile descrivere tutte le sedute, risulterebbe noioso. Diciamo solo che abbiamo perso parecchio tempo a chiacchierare, ci siamo fatti anche delle gran belle risate, cosa che ovviamente ha reso il processo di lavorazione più piacevole anche se un poco più lento. Ma alla fine siamo risuciti a terminare il lavoro entro i tempi previsti inizialmente, il che è positivo per entrambi :)

Tra i desideri di questo cliente c’è un body suit biomeccanico. Sarebbe decisamente fantastico realizzare un body suit biomeccanico.

Non vedo l’ora :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.




Filip Leu e Jerry Magni

LA PIGRIZIA È UNA DROGA. Intervista a Filip Leu

 

Nel mondo dei Tatuaggi Filip Leu è un nome che parla da solo, se non sai chi è credo proprio tu debba tornare a fare i compiti a casa.

Filip è una figura storica del tatuaggio, un’icona. Nato e cresciuto nella cultura del tatuaggio, fu considerato già un maestro durante la sua adolescenza, negli anni ’80.

Ho avuto l’onore e la fortuna di incontrarlo alla Tattoo Expo Bologna 2018 per questa intervista che si è trasformata in una sorta di conversazione molto piacevole alla quale, qua e la, ha partecipato anche sua moglie Titine, live al telefono con noi.

Qui sotto trovi l'audio originale dell'intervista, purtroppo nei primi minuti l'audio è rovinato dal vento ma il resto dell'intervista ha una buona qualità.
Per chi non sa l'inglese segue la traduzione della trascrizione.



Solitamente durante l’adolescenza abbiamo una naturale tendenza a rifiutare tutto ciò che arriva dai nostri genitori, hai mai vissuto qualcosa del genere oppure…

Ti riferisci alla ribellione adolescenziale?

Si.

Era veramente difficile ribellarsi contro mio padre e mia madre, erano persone veramente fantastiche, sono ancora fantastici.

La mia ribellione adolescenziale era tatuare e farmi tatuare, cominciai a tatuarmi a dieci, undici anni, a quattordici ne avevo già un po’ e mi piacevano perché sono cresciuto in una sorta di comunità hippie e con quel genere di persone tutto è fantastico, è difficile ribellarsi.

Non c’era niente per cui ribellarsi. 

Volevo tatuarmi ma mi dicevano: “No, sei troppo giovane, sei troppo giovane” Ma mi piaceva, tutto quel che volevo era tatuarmi.

Eri parte della ribellione, diciamo.

Oh, è una storia divertente, il mio primo tatuaggio lo feci per dichiarare la mia indipendenza, sai, una sorta di “vaffanculo” a tutti.
Poi nel giro di una settimana o due volevo un altro tatuaggio per appartenere alla tattoo family, quindi passai da un estremo all’altro e in meno di un mese ne avevo già un po’.

Tu realizzasti tuo primo tattoo a quattordici anni, giusto?

Cominciai professionalmente a quindici anni ma provai a tatuare sin da quando avevo dodici anni.

Un giovanissimo Filip Leu al lavoro

Eri già considerato un maestro del tatuaggio quando eri solo un diciottenne giusto?

Forse un po’ dopo.

Ma comunque molto giovane. Essendo considerato un maestro in così giovane età sembra che tu non abbia mai avuto le difficoltà che altri hanno dovuto affrontare per avere successo, sembra che il successo sia nella tua natura.

Ovviamente questo è quel sembra dall’esterno.

Mio padre inizio questa impresa familiare, fece successo e quindi io non dovevo preoccuparmi, sono caduto nel pentolone come Obelix.

Molte persone qui [riferendosi alla convention] hanno dovuto cercare il tatuaggio, hanno deciso.
“Cosa voglio fare? Farò tatuaggi” Io non dovetti cercare, il tatuaggio venne da me, quindi è una sorta di relazione, mio padre, Felix, iniziò questa attività, io dovevo solo tatuare e la ragione per cui ottenni così presto questi riconoscimenti fu perché cominciai a lavorare a tempo pieno a quindici anni.
Cominciai molto prima di altre persone, ho avuto un inizio anticipato.

Nessuno fa bei tatuaggi all’inizio, devi imparare, è un lungo sforzo, professionalmente parlando.
Mio padre era un insegnante della vecchia scuola, non mi avrebbe lasciato fare cazzate o sbagli, era sempre li  per verificare quel che facevo, spronandomi.

Fece un passo indietro molto presto e mi mise davanti per lasciarmi progredire. Fu facile per molti aspetti, tutto quel che dovevo fare era sedermi e lavorare.

Quindi non hai avuto qualche tipo di difficoltà, di lotta, qualcosa del tipo…

Oh, ogni giorno è una lotta, veramente, lo è.

Ho disegnato un libro per Luke [Aitkinson] con duemila zampe di drago, qualche volta mi siedo per disegnare una zampa di drago e ho difficoltà, è incredibile, perché sai, è una cosa strana, noi artisti siamo soggetti all’umore, i giorni buoni sono facili, nelle giornate brutte nulla funziona.

Esempi di zampe di Drago eseguite da Filip Leu
Esempi di zampe di drago disegnate da Filip Leu

Sembra che tu abbia una particolare attrazione per i draghi, sembra li ami veramente, non conosco la tua intera produzione ma so che hai realizzato moltissimi draghi.

Mi piace molto il soggetto, mi piacevano anche prima che mio padre cominciasse a tatuarli.
I draghi sono divertenti e qual che mi piace nel disegnarli è che non esistono, quindi ti puoi divertire.
Ho studiato molti tatuatori giapponesi Horiyoshi, Horitoshi, Horicho, mi piace guardare i loro lavori e imparare a disegnare come loro.

Conosco alcune persone come Luke o Mick hanno veramente dei libri fantastici e ho cominciato a collezionarli.
Stiamo andando alla sorgente da cui l’arte Giapponese è stata copiata, I vecchi dipinti.
Così ho cominciato a rubare da li.
Ichibay fa la stessa cosa, trova questi disegni e li diffonde per noi.

Quanti draghi hai disegnato? Migliaia?

Si, e faccio ancora fatica.

Davvero?

Si, è incredibile.

Perché sei un perfezionista?
Leonardo Da Vinci diceva che “Un’opera d’arte non è mai finita, solo abbandonata” Perché noi artisti siamo costantemente alla ricerca di qualcosa per migliorarla.

Sono completamente d’accordo. Una cosa che impari con il tempo è quando è il momento buono per abbandonare un'opera. Perché arrivi vicino alla fine e poi rovini tutto, quindi torni indietro e ci devi lavorare ancora un po’, arrivi vicino alla fine e impari in che momento devi fermarti. È come imparare quando devi fermarti con il bere.

Già (ridiamo)

Sai, quel momento durante la serata quando sai che dovresti smettere.

Collaborazione tra Filip Leu e Dots to Lines
Collaborazione tra Filip Leu e Dots to Lines

Serve esperienza. (interviene la mia ragazza)

Si serve esperienza. Ma l’esperienza rema conto a volte, disegni quella cosa in così tanti modi che cominci a cercare un modo nuovo e ti ritrovi bloccato in un angolo.

Ne stavo parlando ieri con Melvin Tay.
Partecipai a un seminario per illustratori e pittori e ci fu una lezione molto interessante.
Ci mostrarono venti o venticinque dipinti per spiegarci come noi artisti spesso ci perdiamo nel nostro perfezionismo.

Ci mostrarono tre fasi della lavorazione di questi quadri: lo schizzo, la fase intermedia e la fase finale. La cosa impressionante era che la differenza tra la fase intermedia e la fase finale era quasi irrilevante, riguardava solo il perfezionismo dell’artista.

L’idea e nello schizzo, quando hai lo schizzo quello è, giusto?

Si, aggiungi un poco ma poi…
La cosa incredibile è che la maggior parte del lavoro speso su quelle opere era quello tra la fase intermedia e la fine e i cambiamenti per un occhio esterno sono quasi irrilevanti, è solo l’artista che si perde nei suoi “Oh, forse se faccio l’occhio in questo modo o in quest’altro modo…”.

Ti ritrovi mai in questo stesso tipo di perfezionismo?
Oppure grazie alla tua esperienza sai già quando fermarti?

Ho due modi di lavorare, solitamente lavoro molto velocemente, solo per il piacere di fare qualcosa velocemente, perché tatuare è così lento che quando faccio qualcosa che esce dalla scena del tatuaggio mi piace divertirmi, ma ci sono alcuni quadri che porto fino alla fine, la mia fine, e amo la parte finale, è la parte divertente, è quando ci cammini intorno e metti d’accordo tutti i pezzi: “Sono contento di questa parte, sono contento di quest’altra…” E quando sei contento con tutte queste parti e tutto l’insieme funziona… Si, mi piace quel senso di… fare un quadro di circa, non so (mostra la dimensione con le mani)

50 70 cm?

bodysuit realizzato Filip LeuMeno, anche più piccolo, 40/30 cm all’incirca.
Posso lavorarci per una settimana, che per me è un tempo lunghissimo perché quel genere di cose mi richiede un paio d’ore.
Mi piace la libertà di andare velocemente ma mi piace spendere tempo sulla parte finale. 

Dipingo in modo diverso rispetto ai tatuaggi, tatuare è così rigido, hai il disegno, devi rispondere alle richieste, in realtà è una commissione.

Vedo mia moglie, lei fa lo schizzo, il pre schizzo, lavora sulle idee, io no, io semplicemente comincio e ci lavoro per un po’ poi comincio a vederci delle cose “Toh, guarda” È quel… sai… portarlo alla vita “Oh, guarda li, questo potrebbe essere…” quindi in realtà è come un gioco. cerco di non preoccuparmi riguardo a cosa significa o a cosa somiglia, per me quella non è la cosa veramente importante, cerco solo che ci sia armonia, ai miei occhi, che i colori siano giusti, che mi piacciano le forme e uso qualche trucco che riutilizzo costantemente, ogni artista ha i suoi.
Mi piacciono le prospettive e cose del genere da aggiungere. Sai, l’arte per me è buona per i miei tatuaggi, nel senso che posso imparare, sperimentare.

Non tatuo molto le mie opere d’arte sulla gente, ho solo circa sei o sette persone che indossano tatuaggi psichedelici che non hanno nulla a che fare con la mia produzione solita, perché sai, stavo pensando alla pizza, ho mangiato la pizza ieri – veramente buona – questo ragazzo cucina la stessa pizza ogni fottuto giorno e riesce sempre a farla così buona, questo è un traguardo sai?

Questo mi ricorda la storia di questo violinista, di cui non ricordo il nome, aveva oltre novanta anni e questo giornalista gli chiese: “Lei è uno dei più grandi violinisti del mondo, ha smesso di suonare in pubblico da più di dieci anni ma ancora si esercita due ore ogni giorno. Perché?” E lui replicò: “Perché sento che posso migliorare”.
Questa è l’arte, un amore per quel che fai e che non se ne va mai.

Apprendista a vita (dice Titine)

Qual’è stata la tua più grande sfida come artista?

Stiamo parlando di arte in generale o di tatuaggi?

Come artista penso che, anche se il tatuaggio può essere considerato come una commissione e probabilmente è più una sorta di illustrazione, penso che se fatto in un certo modo si possa considerare arte, perciò…

Bene, io faccio una distinzione tra tatuatori e tattoo artists, sono due differenti settori, giusto?

Si la penso così anch’io, i tatuatori fanno solo…

Fanno solo riproduzioni.
L’altro è dove sperimentiamo il nostro lavoro e così via.

La mia più grande sfida nel tatuaggio all’inizio era riuscire a superare l’ostacolo di far male alle persone.
Questo era il mio blocco più grande: causare dolore. Non è naturale, perciò fu una vera lotta imparare come riuscire a fare il mio lavoro e ignorare questa idea, di chiudere fuori il dolore così che potessi fare bene il mio lavoro. Quello fu abbastanza difficile.

È ancora difficile. 

È difficile, richiede energia, se la persona sta soffrendo molto richiede molta energia.

Filip Leu e Jerry Magni

Artisticamente il mio ostacolo più grande… 

La disciplina di lavorare regolarmente, perché è come ogni cosa, se sei un atleta devi fare esercizio, se sei un’artista devi lavorare e a volte non lavoro molto su carta o su tela, tatuo solamente ma nella mia mente penso che sto lavorando ma  per me dipingere regolarmente e difficile. Vorrei essere più disciplinato in quell’area perché sarebbe meglio per me; sarebbe più facile lavorare e se lo fai sempre almeno un po’, sai… Se sei fuori allenamento, non hai dipinto per qualche mese e vuoi creare un dipinto richiede un paio di giorni prima di sentirti coinvolto.

Si, anch’io a volte sono un po’ pigro e vedo molti artisti che a volte diventano pigri, c’era un fumettista italiano che sfortunatamente morì molto giovane, che diceva…

Liberatore?

No Liberatore è ancora vivo, era Andrea Pazienza.

Ho amato Ranxerox.

Anch’io

Colleziono fumetti sin da quando era un bambino, ho un sacco di fumetti, volevo fare il fumettista quand’ero piccolo.

Io l’ho fatto per un periodo.

Schiena tatuata da Filip Leu

Sai qual’è il mio problema?
Non sono mai riuscito a trovare una storia abbastanza buona, avrei avuto bisogno della storia di qualcun altro, perché ogni volta che provavo a disegnare le mie storie arrivavo a metà dello schizzo, non avevo fiducia nella storia e l’abbandonavo. Devi credere nella storia, giusto?

Molti fumettisti in realtà lavorano in squadra.

Hai chi fa i disegni, chi inchiostra, chi fa il lettering, chi fa il colore e poi c’è chi fa la storia.

Si ma quella è una cosa più americana, in Europa eravamo soliti ad avere lo sceneggiatore e il fumettista.

Solo due.

Titine: e il colorista.

E il colorista si.

La sua famiglia viene dai fumetti, avevano molti negozi di fumetti in Svizzera.

Dipende, perché a volte il fumettista era lo stesso che colorava le sue storie, altre volte il fumetto veniva realizzato in bianco e nero per l’uscita a puntate sulle riviste e il colorista arrivava solo alla fine per colorare l’intera storia che sarebbe stata raccolta nel volume per le librerie, senza contare i fumetti in bianco e nero.

E qual’è la tua sfida più grande ora?

Uscire dal letto tutte le mattine. (Ridiamo)

In realtà ho già cominciato qualcosa di nuovo, ho appena realizzato la mia prima scultura. Sai, una vera e propria scultura per un’esposizione a Ginevra. Anche Titine e suo fratello Matthieu hanno fatto un'opera a testa per la stessa esposizione. Mi è piaciuto molto, ho fatto questa specie di teschio un po’ Star Trek. Sai, ho sempre voluto lavorare a questa idea di costruire mostri per il cinema , sembra un lavoro divertente vero?
Tutti questi effetti speciali.

Quindi ognuno di noi ha realizzato un'opera e mi è veramente piaciuto. È stata una grande sfida ma ne voglio fare altre. Arte tridimensionale.

Grandioso.
Hai mai lavorato in digitale?

No, non uso nemmeno Photoshop, sono veramente della vecchia scuola.
Uso il tavolo luminoso e carta da lucido. Ho una fotocopiatrice che non è male sai, aiuta, veramente.
Fai saltar fuori qualcosa. Sto imparando a rubare qua e la.
Accellera il lavoro.

Ti piacerebbe sperimentare con strumenti digitali?

Sai, ho queste persone che vengono allo studio e mi mostrano queste Wacom o l’iPad e temo che se comincio a lavorare con questa tecnologia spenderei più tempo a imparare la tecnologia e meno tempo facendo arte.

Non è così difficile.

Filip Leu e Jerry Magni

Sono un vidiota, sono ossessionato, quando gioco con i videogiochi faccio solo quello, mi perdo.
Registro musica, non faccio grande musica ma mi piace usare il programma, è come un videogioco.
Così faccio questo breve pezzo e quando la canzone è fatta, richiede un giorno fare quella canzone, e quando è fatta, Avanti la prossima!
Non le finisco mai.

Capisco, è per lo stesso motivo per cui mi sono liberato di tutti i giochi, della Play Station… 

Oddio, lo devi fare.

Si perché ricordo la prima volta ci ho perso quasi due anni in quell’aggeggio, ero…

Il gioco dice che stai giocando da 90 ore e tu dici: “COSA?!!”
Sono le cinque del mattino e devi andare a letto!

(Ridiamo)

Il mondo dei tatuaggi è cambiato drasticamente negli ultimi 25 anni 

Nemmeno, già negli ultimi cinque!
Questa cosa sta accelerando.

Già, cosa pensi sia la parte migliore e quella peggiore, se ce n’è una peggiore?

La migliore direi che è la diffusione delle informazioni.
Fluisce tutto liberamente direi, tutti questi giovani studenti talentuosi che sono in grado di intraprendere questa professione perché non è più così paurosa, non è più così difficile.
Una volta era difficile entrare in questo mondo.
C’erano un sacco di buoni artisti che non erano abbastanza forti per fare gli apprendisti, perciò non diventarono tatuatori.

Ora non hanno nemmeno bisogno di fare gli apprendisti, imparano da internet, che è molto buono ma è anche pessimo perché c’è una mancanza di una qualche linea guida.
Impareranno con il tempo.

Il messaggio principale è: “Non dimenticare che stai lavorando su pelle viva! Con il tempo cambierà, non importa quanto piccolo è l’ago e quanto duramente ci lavori, non resterà, è viva”.

È veramente una regola fondamentale che è stata un po’ dimenticata.

Schiena tatuata da Filip Leu

C’è qualcosa di quest’arte che vedo ora, questi ritratti realistici, non posso nemmeno dipingerli su tela onestamente e non capisco nemmeno come possono farlo su pelle, è così difficile, ma ha vita breve, per la maggior parte credo, credo che se continueranno a lavorare lo capiranno.

Non credo che il realismo sia un male, penso che abbia bisogno di essere realizzato in dimensioni più grandi, non così piccolo. Se lo fai più grande invecchierà meglio, giusto?

Già

Poche regole, come questa.

Tutti questi spettacoli televisivi, convention e l’apertura del mondo dei tatuaggi ha reso tutto più facile di quanto sia mai stato.
Se sai usare instagram e lavori sulle tue pubbliche relazioni puoi viaggiare il mondo oggi e dovunque tu vada hai degli appuntamenti che ti aspettano, puoi saltare in giro per il pianeta, è grandioso.

Dall’altro lato non so, forse Pinterest sta distruggendo l’individualità del tatuaggio. Tutti si fanno lo stesso elefantino trovato online su Pinterest. Puoi averlo a Tokyo, puoi averlo a Buenos Aires, puoi averlo…

Titine: Ha ucciso l’immaginazione.

Si, tutti usano le stesse fonti per i disegni, la gente va al computer e pensa: “Oh, ho trovato tutto ciò che voglio” No! Ho una collezione di libri in cui c’è più materiale sui draghi di quella che puoi trovare in internet.

Su internet trovi solo il materiale che la gente ha il tempo di caricare o non lo fanno affatto. Perciò la gente usa lo stesso gruppo di disegni così a lungo che credo causi similitudini. A me piace l’individualità, quando puoi guardare un lavoro e dire: “Oh, quello è Tin Tin. Hey, quello e Luke”.

Pensi che questo stia succedendo anche perché, parlavi prima degli studenti d’arte che stanno entrando nel mondo del tatuaggio, che è più facile; perciò teoricamente hanno le basi per creare la loro arte, mentre prima i tatuatori non avevano alcuna formazione artistica.

No, per niente, per la maggior parte.

Copiavano e basta.

Si

Torace tatuato da Filip Leu

Quindi pensi che questo stia avvenendo anche con questa nuova…

No, c’è  parecchia creatività, ora c'è più gente che sa disegnare, ci sono un sacco di copie un sacco di immagini di riferimento, roba del genere, ma va bene, intendo dire che è meglio di com'era nel passato.
Se pensi a quel che c'era in giro negli anni ’80, un sacco dei disegni giapponesi che venivano fuori dalla Germania, dall'Europa, erano pessimi disegni.

In Italia fino agli anni ’90 ed anche ora. (rido)
In Italia tutto è cominciato molto tardi rispetto al resto dell’Europa. 

Lo so.
Qualcuno mi raccontò che negli anni ’40 dei tatuatori giapponesi andarono ad Amburgo, andarono sulle barche e tatuando a mano fecero dei bellissimi lavori, persone del luogo copiarono i disegni a mano e quei disegni furono copiati e copiati e copiati ma ogni copia era fatta da persone che non comprendevano il disegno e quindi quei disegni diventavano sempre peggiori.
Era cominciato da qualcosa di buono e finì con un drago che aveva tre gambe e una faccia stupida.
Semplicemente copiavano fino a quando…. Oggi sta andando un po’ meglio.

Perché ci sono persone che sono in grado di disegnare

E capiscono

Perciò prendono qualcosa di buono e forse ne fanno qualcosa di meglio. 

Prendono qualcosa che è brutto e ne fanno qualcosa di buono, hanno questa capacità.
Per quel che riguarda il disegno non ho lamentele, sono molto felice che l’arte stia diventando sempre più forte, penso sia grandioso.

Bodysuit tatuato da Filip Leu

E il peggio?

La parte peggiore forse è un mix in entrambe le direzioni, non so, guardo qualche spettacolo televisivo ogni tanto, mi fanno arrabbiare.

Eh si.

Ma va bene, mi piace master chef con Ramsay, che è un terribile spettacolo di cucina, non riguarda nemmeno tanto la cucina, si tratta di urlare contro le persone. No?

Si (rido) conta solo l’esperienza dello spettacolo.

Quindi dovrei tenere la bocca chiusa e semplicemente accettare che questi spettacoli siano buoni per gli affari, non saprei che altro dire.
Ma forse danno una falsa immagine di chi siamo, ma poi, hey è un mondo di plastica, giusto?

Probabile

È solo spettacolo, cioè, è divertente e Il peggio, non so, non è poi così male.

Non c’è niente di peggio.

Niente di davvero brutto, sai, è solo evoluzione, le cose stanno cambiando e sta ancora crescendo, questo è quello che mi sorprende.
Mi aspettavo che avrebbe rallentato ad un certo punto, ma non rallenta.

La scorsa settimana stavo parlando del fatto che nell’ultimi millennio e mezzo circa, da quando i monoteismi  hanno prevalso – e a quanto pare ovunque sia arrivato il monoteismo hanno vietato i tatuaggi – nel mondo occidentale i tatuaggi non erano vietati totalmente ma venivano usati come marchio d’infamia, perciò significa che precedentemente avevamo una cultura del tatuaggio, abbiamo sempre avuto una cultura del tatuaggio, l’hanno semplicemente vietato per qualche ragione e ora stiamo riscoprendo questa specie di…

Probabilmente la politica era contro i tatuaggi, la usano come scusa…

Beh, io ho la mia teoria ma…

Perché i tatuaggi erano popolari anche nel diciottesimo secolo quando Paul Cook li riportò in Inghilterra.
Sai, gli aristocratici [si tatuavano], era in, poi era out, poi era in, poi di nuovo out.
Ora le persone hanno veramente un po’ più di controllo di alcune situazioni, ma sono pro-tattoo, perché ne sono coperti.
Quindi, libero di andarsene, cioè, hey può succedere di tutto domani, ma proibirlo, non credo che succederà.
Deve accadere qualcosa di veramente brutto prima che possano fermare tutto questo.

Si, questo è quel che intendevo dire, ora stiamo vivendo questa sorta di rinascimento del tatuaggio perciò credo sia normale che le persone lo vogliano. Ci siamo liberati di tutto quel proibizionismo e…

Chi lo sa, se tutto il mondo fosse tatuato immagino che io non vorrei esserlo

Si, probabile (Ridiamo)

Se fosse obbligatorio non credo che lo farei con piacere, direi “No”.

Sono un dinosauro, sai tatuaggi facciali, tatuaggi sulle mani, sul collo.
Quando cominciai era qualcosa che vedevi solo sulle persone che ne erano piene. Avevano il corpo completo, non c’era uno spazio libero, perciò si tatuavano le mani, il collo e la faccia.
Ora questa nuova generazione comincia con il collo e le mani.
Per me questo è un po’ scioccante, sono un dinosauro sai, io la penso alla vecchia maniera.

Bodysuit tatuato da Filip Leu

Ora è l’opposto, cominci dall’esterno per arrivare all’interno.

Già e la cosa è una svolta di 180 gradi, quando questa gente invecchierà, [l’inchiostro] è inserito, non se ne andrà via, è difficile laserare via tutto. Il tatuaggio non è un taglio di capelli, non è un vestito è qualcosa di permanente, lasciamo stare perché lo fanno, ora dovranno vivere tutta la loro vita tatuati.

Pensi che questo arrivi dagli spettacoli televisivi di cui parlavamo?

Un po’, forse gli da la scusa o la sensazione che non è, sai…
Hey, quante persone conosco che sono state le prime persone a tatuarsi nella loro famiglia, ad esempio, la madre non è tatuata, il padre neanche e i fratelli nemmeno, quindi lo fanno e devono difendere la cosa di fronte alla famiglia. Prima era difficile, ora possono dire: “Mamma guarda la TV, è ok guarda queste persone famose tatuate e a tutti gli attori tatuati, Sylvester Stallone ha le braccia tatuate…” E sai, le cose stanno diventando più democratiche, più aperte, non è solo un gruppo, anche se prima tutti erano tatuati ma non lo mostravano, lo nascondevano.

Da quando ho cominciato abbiamo lavorato su avvocati, dottori, sai, tutta una serie di persone che non mostrerebbero mai i loro tatuaggi alla gente normale e questi gruppi sono sempre esistiti.

È una cosa anche psicologica probabilmente, ora la gente comincia da fuori per arrivare all’interno mentre prima la gente era più…

Sotto copertura, era più segreto, il segreto è finito, mettiamola così.

Si, ma stavo pensando all’idea che forse prima le persone erano più coscienti del proprio essere, non erano costantemente bombardate dal mondo esterno…

Parli del mondo prima di internet?

Anche

Era un mondo diverso 

Quindi è anche una metafora che riguarda le persone, erano “piene” dentro, perciò non avevano il bisogno di mostrare alcunché, ora è l’opposto.

Si, è molto probabile, ma non importa qual’è la ragione, quando una persona arriva, si siede e tu gli inserisci l’ago nel braccio, hanno tutti la stessa esperienza, vero?

Filip Leu e Jerry Magni

Già (ridiamo)

Non importa, quello è il momento della verità, quindi ci riescono e poi devono viverci per il resto dei loro giorni.
Quindi, qualunque sia la ragione diventeranno comunque tatuati e parte di questo [mondo], è difficile negarlo quando sei tatuato, è parte di te.

Qualcuno mi fece una domanda interessante: “Come ti senti a cambiare la vita delle persone?” Quando tatui il loro corpo interamente cambi la loro vita.
Io dico: no, loro sono cambiati e vengono da me per rendere quel cambiamento permanente. Sono loro che fanno un cambiamento nella loro mente, io non prendo la gente dalla strada, loro devono fare questo processo prima di venire da me e poi lo solidifichiamo, lo rendiamo reale.

Quindi io non sono responsabile, non mi sento responsabile di cambiare la loro vita, sono parte del cambiamento ma è una loro decisione.

Mi piace questa idea. veramente profonda.

Cosa suggeriresti a un giovane che sta cominciando a tatuare oggi?

Disegna, disegna, osserva, studia.
Non so, sono molto critico, ho sempre guardato alle cose come se le avessi fatte io e le opere che mi piacciono sono le opere in cui vedrei me stesso nel farle, ma riesco sempre a vedere qualcosa che cambierei, nel mio lavoro e nel lavoro degli altri. Penso che sia un bene restare critico.
Si può migliorare, non c’è una soluzione finale. Non c’è il “meglio”, è una idea impossibile, vero?

Penso che la parte migliore di ogni arte è che c’è sempre spazio per migliorare.

Io vedo la cosa come livelli in un edificio, con gruppi di persone. Ora sono arrivato a questo livello, ora muoviamoci e proviamo ad arrivare al prossimo livello, tipo comprensione o applicazione o…
Cerco di farla semplice, semplice è l’opposto di facile, e semplice non è facile, vero? È molto difficile.

Woody Guthrie diceva: “Qualsiasi stupido può fare qualcosa di complicato, ma per puntare alla semplicità occorre un genio”  

Titine: Si!

Questa mi piace.

Bodysuit tatuato da Filip Leu

Una frase che mi aiuta nel tatuaggio, la disse una tatuatore americano, Sailor Moses che incontrai una volta e aveva questa citazione, diceva: “Se fai uno sbaglio abbastanza a lungo o continuamente la gente lo chiamerà stile.”

(Ridiamo tutti)

Questo mi ha aiutato.

Mi son detto: “Si!!! Va bene!!“ Sai, questo può andarmi bene.

(Ridiamo di nuovo)

Un’altra citazione che mi piace era: “I buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano”

Io e Titine insieme: Questa è di Picasso!

È di Picasso?

Si è di Picasso

Si questa è buona, si perfetta. 

Perché sai l’originalità è un’idea strana e scivolosa, un’idea originale, veramente originale non so se esiste. Sai ci deve essere stato qualcuno che ha disegnato il primo drago e quindi copi quel tipo, tutti [lo fanno], sai cosa intento.

Si, qualcosa di derivato.

Ma di questi tempi nei tatuaggi è difficile essere originali, è molto difficile. Mi guardo intorno per vedere persone il cui stile spicca.
C’è questo ragazzo che ho incontrato, Javier Obregon, fa dei biomeccanici straordinari, ma non sono veramente biomeccanici sono più arte astratta, fa queste strane forme.

Markus Lenhard, fa questi biomeccanici ma è diverso. Mi piace veramente il suo lavoro.
Perché lo riconosci, quando lo vedi lo sai, “Oh, so chi è questo”.
Questo è quel che mi piace, veramente originale. Eppure sono certo che ha trovato il suo lavoro in alcuni quadri. Marcel Duchamp era quell’artista che fece questo “Nudo che scende le scale” è del periodo di Picasso, è fatto tutto con blocchi, è un dipinto in movimento, è come un robot o una donna che scende dalle scale, ma puoi vedere il movimento delle gambe e delle braccia. Ne farebbe un tatuaggio grandioso ed è stato fatto tantissimi anni fa.

bodysuit tatuato da Filip Leu

C’è qualcosa che cambieresti nella tua esperienza artistica?

Ho bisogno di più tempo, vorrei avere vent’anni, perché serve molto tempo per capire cosa vuoi fare. 

Credo che chiunque vorrebbe avere più tempo.

Si, più tempo. Cambierei questo, altrimenti vorrei non essere così pigro, come dicevamo prima, perché la pigrizia è una droga.

Ma forse a volte abbiamo bisogno di questa pigrizia.

Assolutamente.

Non ricordo chi ha detto che un artista ha bisogno di un po’ di pigrizia perché senza pigrizia le idee non arrivano. 

Si, serve tempo per pensare. 

Se tu potessi tornare indietro nel tempo, ai tuoi vent’anni, cosa diresti a te stesso?

Lavora più sodo.

Solo questo? (Io e Titine ridiamo)

Si perché non si può tornare indietro.
Tutto il lavoro fatto precedentemente, vorrei averne fatto ancora di più, ma mi sono anche divertito, ho avuto una buona vita, non lavoro tutto il tempo, non ho rimpianti, ma… Si, sai è una bella posizione, tatuare, sono molto felice, è stata una bella vita. 

E qual’è la cosa che ti rende più orgoglioso, quella cosa che ti ha fatto dire: “Finalmente ce l’ho fatta.”

Spingere i grossi magnum, sai, quando cominciai c'erano aghi tondi e piatti, e poi negli Stati Uniti cominciai ad usare i magnum, gli aghi più grandi che usavano allora erano gli undici. Parlai con chiunque, perché non abbiamo più aghi? Più aghi! “Oh, è impossibile” E io pensavo: “È così stupido” È come pitturare una stanza, fai gli angoli con il pennello piccolo poi prendi il rullo per fare le pareti.
Parlai con un sacco di gente, chiesi a Ed Hardy, a Jack Rudy, chiesi a tutti!

Filip Leu e Jerry Magni

Quindi dobbiamo ringraziare te per i 45 magnum e oltre, fantastico! Grazie!!

Loro dissero: "Abbiamo provato e non ha funzionato." Così me ne tornai a casa, in Svizzera, e lì
c’è un ragazzo del posto vicino a dove vivo, è un meccanico di precisione, l’ho tatuato sin da quando ero molto giovane, e lui cominciò a fare tubi per me, provammo diversi prototipi e servirono due anni e mezzo per trovare il tubo perfetto. Quando finalmente funzionò tornai in America dove partecipammo a tre convention.

Lavorai in pubblico e mostrai a tutti il tubo, persone interessate fecero fotografie, presero le misure e nel giro di un anno il mondo del tatuaggio cominciò ad usarlo e ora sono così felice quando vedo qualcuno che lo usa, perché è merito mio. Accelera il tatuaggio, fai lavori più grandi, è meno doloroso, guarisce meglio e tutto il resto.
Quella è direttamente colpa mia, ecco perché là fuori c’è un tubo con un nome sopra.

Non la chiamerei colpa :D

Beh no, è opera mia.
Sono veramente orgoglioso, sono veramente, veramente felice di questo.
Ora sto pensando a una nuova macchina, voglio inventare una nuova macchina da tatuaggio.
Sai dei treni a levitazione che non hanno ruote? Tutto è su magneti e non ci sono contatti.
Voglio fare una macchina così, senza parti in movimento, non le userà.

Voglio provare perché sai, quel che abbiamo è una vecchia industria, la macchina che usiamo è stata brevettata nel 1929, non è mai cambiata ed è surreale. Tutto il resto è andato avanti in quanto a tecnologia. Tutte queste nuove rotative che sono arrivate sulla scena, è solo una rotativa. È una rotativa!
Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo per progredire.

Sono assolutamente d’accordo.
Pensi che sia perché il mercato prima era veramente una nicchia? Ora si sta espandendo e io pensavo, ora siamo tanti, come i dentisti, tutti vanno dal dentista e quindi c’è un’industria che è disposta ad investire soldi per…

Si, per innovare. 

Ma non abbiamo mai avuto qualcosa del genere.

Sta succedendo ora in questi anni. Ora si sta espandendo, molte persone provano nuovi sistemi, ma alla fine lavorano sempre con il vecchio sistema. Credo che dovremmo mollare il vecchio e provare qualcosa di completamente diverso.

Sono totalmente d’accordo con te.

Perché il mio pensiero è: “Guarda, possiamo mandare una macchinetta su Marte, perché cazzo non possiamo costruire una nuova macchina per tatuaggi?”
Capisci cosa intendo? Andiamo, deve essere possibile!

Schiena tatuata da Filip Leu

Si, non ho l’abilità per fare qualcosa del genere ma sono assolutamente d’accordo con te.

Ho questo sogno e ho parlato a elettricisti, elettronici, ma questi ragazzi vengono allo studio, gli racconto le mie idee e ci sono alcuni ragazzi che hanno provato, ma non ci sono riusciti.
Non è facile, altrimenti qualcuno l’avrebbe fatto, ma sono sicuro che è possibile.

Magari dovresti parlare con la Apple o qualcuno di quel settore.
Pensavo anche io a una nuova lampada, abbiamo questo led sul telefono che è così piccolo e così potente e ancora stiamo qui con queste lampade enormi e pensavo anch’io a una macchinetta, puoi prendere l’idea tanto non credo ci farò nulla, c’è il motore che fa vibrare il telefono, è così piccolo eppure decentemente potente…

Sono piccolissimi, motori fottutamente microscopici. Esatto.
Abbiamo bisogno di un nuovo albero motore, questo è quel che stiamo cercando, giusto?

Si.

Qualcosa che non si scaldi. Ne avevamo fatto uno che aveva una sola molla e lavora su un sistema diverso ma scaldava troppo. Questo è uno dei problemi, il calore.
Penso sia un campo aperto che cambierà, la cosa mi esalta, penso sia veramente fantastico.

Tu probabilmente sei stato intervistato centinaia se non migliaia di volte, hai mai pensato: “Perché nessuno mi fa mai questa domanda?”

Una domanda che non mi fanno spesso è se faccio degli sbagli.
Faccio sbagli tutti i giorni, parte del lavoro è sistemare i miei sbagli. È come disegnare, arrivo al punto, tatuando, che anche uno sbaglio non è un problema, posso sistemarlo. È il modo in cui la vedo dalla mia parte.
Quando dico agli amici che mi guardano lavorare: “Mi hai visto fare uno sbaglio e sistemarlo?” Loro rispondono “No non ho visto.”
Quello è fantastico, mi piace.

Ma lo chiameresti veramente sbaglio?

Ricordo quando ero a scuola e un mio insegnante, Karel Thole, magari sai chi è, realizzava le copertine di Urania un periodico italiano di fantascienza.
Mi disse che a volte quello che noi percepiamo come un errore non è veramente un errore ma è solo il nostro perfezionismo, ne parlavamo prima. Quindi sei sicuro di sistemare degli sbagli piuttosto che lavorare sul tuo perfezionismo in quanto artista?

Lo chiamo sbaglio solo perché ovviamente quando disegno modifico strada facendo, come quando dipingo, fino a quando ho finito.
È solo uno sbaglio nel senso che tatuare è un processo, fai le linee in modo corretto, poi sfumi, poi colori, non c’è spazio per inventare e cazzeggiare, giusto?
Ma io tendo a farlo parecchio come se illustrassi su pelle, sono più libero e mi diverto.

Sai, tatuare è una strana forma d’arte, sei forzato a creare in pubblico, su richiesta con un limite di tempo, perciò è come una performance, perché come artista, quando sei a casa, se non te la senti di lavorare puoi berti un caffè e tornare al lavoro quando ti senti meglio, qui [tatuando] non puoi, perciò è una forma di lavoro/prestazione stressante. È strano.

Vero. C’è un mio amico scozzese, Roddy Mc Lean, con cui parlavo di questo e mi disse che noi siamo all’incirca una via di mezzo tra una rockstar e un medico, perché possiamo rovinare la pelle di qualcuno e allo stesso tempo, come dicevi tu, è richiesto che svolgiamo il lavoro perfettamente ogni giorno e se un giorno facciamo una cazzata è un po’ come una star che sbaglia un concerto e tutti parleranno male di lui da lì in avanti.

Un brutto tatuaggio ottiene molta più pubblicità negativa che dieci buoni.

Già. Questo mi ricorda un video che ho visto in internet.
C’era questa insegnate di matematica che scrisse alla lavagna la moltiplicazione del nove e fece di proposito uno sbaglio grossolano. Tutti gli alunni risero per quello sbaglio e lei disse: “Vedete? Ho fatto tutte le moltiplicazioni giuste eccetto una ma voi avete notato l’unica sbagliata dimenticando tutte quelle giuste.
Questa è una lezione di vita. La vita è proprio così, la gente punterà facilmente il dito su quel che fate di sbagliato, dimenticando tutte le cose giuste che avete fatto.”

Questa è magnifica.

Quadro realizzato da Filip LeuQuale pensi che sarà il prossimo passo nel mondo dei tatuaggi?
Beh, hai già detto che il prossimo passo sarà l’evoluzione e probabilmente degli investimenti in nuove tecnologie e così via

Beh si, dal momento che il settore ora ha raggiunto un punto in cui investitori esterni stanno cominciando ad essere interessati, se vuoi, aziende che si impadroniranno del settore. Sfortunatamente la mente aziendale non è quel che vorrei vedere in questo settore, preferirei mantenerlo più “casereccio” Perché ancora ci conosciamo all’incirca tutti. Ora sta diventando enorme.

Alle prime convention, mi ricordo ad esempio Amsterdam, alla fine dello spettacolo tutti andarono nello stesso ristorante. Ora è impossibile, è troppo grande.

Ma vedo forse un cambiamento nel settore che è più orientato verso il capitalismo in senso di strumenti, immagine.

Sebbene, se guardi al tatuaggio quando era parte del circo era un po’ una vendita aggressiva, sai, portalo dentro, portalo fuori, tutto questo era molto più… anche molto affaristico per il tempo.

Mi piacciono le cose artistiche. Hardy ha dato il via a questo, Ed Hardy e altri come mio padre Felix Leu hanno introdotto le belle arti nel mondo del tatuaggio.
George Burchett, lavorava in Inghilterra negli anni '30 e '40, un artista fantastico non solo un tatuatore.
Ci sono sempre stati buoni artisti qua e la.

Pensi che un giorno la cultura occidentale del tatuaggio userà o percepirà il tatuaggio come qualcosa di sacro come lo è per alcune culture, diciamo primitive, o sarà sempre, non so…
Artistico è fantastico e pure sacro, modaiolo non credo sia così fantastico.
Pensi che ci sarà mai l’occasione di tornare a quel tipo di radici?
Io non lo credo ma…

No, No.
Qual’è la cosa più sacra oggi nella cultura occidentale? L’iPhone.

(ridiamo)

Sono abbastanza sicuro che tu non hai questo tipo di problema, tu tatui corpi interi, body suit, ma per molti artisti che vorrebbero farlo è difficile, perché la gente generalmente vuole cose più piccole, magari mettono qualche cosa di piccolo qua e la, non fanno opere organiche, non si decorano in quel modo e penso faccia parte di una cultura sacra del tatuaggio. Se guardi alle culture primitive hanno quest’arte che li porta a decorare il loro corpo in maniera armoniosa, completamente…

Se vai tra i gruppi tribali vedi che queste persone sono spesso mezze nude, perciò ha senso che che vogliano decorare il corpo, perché lo possono vedere.

Il Giappone è tra i miei preferiti, quando viaggiavo da giovane e scoprii il tatuaggio full body... Per me erano tra i più intricati, un disegno centrale sulla schiena e il resto è semplicemente un lavoro di contorno, questo mi piace, una lunga cultura di tatuaggi.

Ora. C’è una lunga cultura del tatuaggio anche in occidente, ma non è mai stata per grandi tatuaggi, sono sempre stati piccoli.
Quando cominciai, lo stesso tatuaggio che veniva fatto negli anni ’80 lo fanno ancora oggi, il piccolo delfino, la piccola rosa, sono sempre stati li e penso che esisteranno sempre.
La gente che si fa queste cose è più interessata all’atto del tatuaggio che all’immagine dello stesso.
Perciò in un mondo che non ha più niente di sacro o profondo loro si creano il proprio.
Anche se è un piccolo disegno stupido è l’atto [che conta], vengono, sono impauriti, si siedono, soffrono, controllano il dolore, sono felici e poi si sentono più forti.
Per loro è il processo ad essere impotante, questo è quel che gli piace, per loro il disegno non è importante.

Ci volle parecchio tempo prima che cominciassi a fare grandi lavori, almeno dieci anni, anche di più, prima che la gente mi permettesse di fare grandi lavori su di loro, e dovetti viaggiare, farlo altrove e poi tornare a casa.
È lavoro, devi prenderti il tuo tempo e fare i piccoli lavori prima. La gente ha bisogno di incontrarti e gli devi piacere, hanno bisogno di conoscerti, serve un contatto prima che la gente si fidi di te. È strano il modo in cui ti selezionano per fare grandi lavori.

Torace tatuato da Filip LeuÈ un po’ come che mi diceva ieri Gian Maurizio Fercioni.
Quando qualcuno ti da il suo corpo da decorare è un atto d’amore.

Si lo è, assolutamente, è un passo enorme, e noi stiamo andando abbastanza bene per una cultura che non ha body suit in essa, intendo in Svizzera, essere in grado di fare sempre di più. Sta arrivando, sta cominciando adesso, giusto?

Stavo parlando con questo ragazzo argentino e lui mi diceva come in Argentina la gente pensa ancora al tatuaggio come a un talismano, hanno ancora quel concetto. Non credo sia ancora così qui da noi.

Prendi il lettering, le scritte chicane, parecchie persone se le fanno, nessuno riesce a leggerle, ma parlano chiaramente e ad alta voce e dicono “Sono tosto!” Non importa cosa c’è scritto li, semplicemente vedi la scritta e ti fai un’idea della persona…

È come quel tipo di ribellione di cui parlavamo prima. 

Perché è divertente, non riesco mai a leggerle, ma ricevi il messaggio.

Come il primo tatuaggio che mi feci da solo a quattordici anni, probabilmente lo feci per la stessa ragione, anche se non sapevo cosa stavo facendo.

Cosa ti eri fatto?

Era una piccola rosa sull’avambraccio, ma non era nemmeno per la rosa. Avevo quattordici anni, c’era questo ragazzo più grande che era tornato dal militare con questo tatuaggio, non avevo mai visto un tatuaggio prima.
Beh, il tatuaggio era ‘na merda, ad ogni modo gli chiesi cos’era, mi spiegò come se l’era fatto e io andai a casa e mi feci questa rosa.

Perché la rosa?

Perché era il primo disegno che avevo a portata di mano che mi piacesse e pensai: “Ok proverò a farmelo” e lo feci, non sapevo nemmeno perché lo stavo facendo. Probabilmente perché sai, nel 1982 in Italia c’era solo quel tipo di schifezze ed erano roba da drogati criminali…

Lo standard

Esatto, quindi quasi sicuramente volevo sembrare più tosto e grande di quanto non fossi…

Tua madre ne fu sconvolta?

Beh, fui abbastanza bravo a nasconderlo a mia madre e mio padre

(Filip ride)

La prima volta che ebbero la possibilità di vederlo fu dopo due anni, quindi era troppo tardi.
Ricordo mio padre durante la cena guardò il mio braccio e mi chiese: “Che cacchio hai fatto al braccio?”
E io: "Oh questo? È due anni che l’ho fatto” quindi non ci furono grosse reazioni era troppo tardi…

Il mio primo tatuaggio fu una stella nera per l'anarchia, non capivo nemmeno il concetto ma suonava figo.

(Ridiamo)

Grazie Filip per questa fantastica conversazione. C’è qualcosa che vorresti aggiungere?

Solo molte grazie, è stata una chiacchierata divertente.

Grazie per il tuo tempo.


Zeus Wrath tattoo sleeve- La furia di Zeus tattoo

LA FURIA DI ZEUS

Zeus Wrath tattoo sleeve- La furia di Zeus tattooQuando un cliente mi sceglie fa piacere, quando fa dei chilometri di strada per arrivare da me è ancora più gratificante e lusinghiero, se poi arriva da oltre 1000 chilometri di distanza per la mia arte, beh, non ci sono parole. Ho avuto diversi clienti che hanno viaggiato migliaia di chilometri per avere una mia opera ed ogni volta è un’esperienza estremamente appagante.

Questo ragazzo, dal nord della Germania, inizialmente voleva l’Olimpo, una piramide Maya, nuvole e pianeti e altri soggetti che ora non ricordo, ma dopo aver discusso il progetto in dettaglio il tema finale fu, come si vede dalla foto, l’Olimpo circondato dal mare in tempesta e al di sopra delle nuvole lo spazio, l’universo, da dove uno Zeus furioso scaglia i suoi fulmini.

Il significato di quest’opera è abbastanza complesso e per alcuni versi non è completamente chiaro nemmeno a me :D
Ma per riassumere, all’incirca rappresenta il percorso umano verso la conoscenza. L’acqua è ciò da cui tutto ha inizio, la vita si sviluppa in presenza di acqua, senza di essa non c’è vita, dZeus' Wrath tattoo sleeve 2nd sitting - La furia di Zeus 2a sedutaa li arriva anche l’essere umano che successivamente inizia a costruire, poi immagina degli dei per spiegarsi i fenomeni che non capisce, successivamente scopre che c’è altro al di sopra di lui, l’universo appunto, quindi arriva a farsi altre domande, fino a sviluppare la scienza, la tecnologia, rappresentata dalla decorazione grafica che chiude il tatuaggio attorno alla spalla, infatti senza la conoscenza dei numeri e della matematica non è possibile creare figure geometriche, gli stessi numeri che sono alla base dei processi di calcolo per ogni tecnologia.

Per il completamento dell’opera questo ragazzo affrontò, oltre al viaggio, due o tre sedute consecutive ogni volta, un impegno notevole che gli vale tutta la mia stima.
In questo vedo un po' di Karma in azione visto che io sto facendo lo stesso in Germania. Sembra quasi uno scambio diretto :D

Per l’ultima seduta avevamo pianificato due giorni di lavoro ma dopo il primo avevo già terminato il lavoro.

Ma per non perdere tempo sul prossimo progetto, abbiamo cominciato subito con questo gatto in bianco e nero che altro non è che la riproduzione di un mio quadro e che sarà una sorta di transizione tra questo braccio e l’altro che realizzerà in bianco e nero.

Jerry Magni Cat style tattooErano anni che non tatuavo uno dei miei gatti ed è una cosa che per certi versi mi mancava.

Ora non vedo l’ora di completarlo e proseguire sull’altro braccio con il nuovo tattoo, anche se ancora non so di cosa si tratterà :D

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto e il video.
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Perseus kills Medusa tattoo - Perseo uccide Medusa tatuaggio

PERSEO UCCIDE MEDUSA

Perseus kills Medusa tattoo - Perseo uccide Medusa tatuaggioQuesto ragazzo arrivò con una richiesta ben precisa, Perseo dopo aver ucciso Medusa.

Non ricordo esattamente quale fosse il suo personale significato o se fosse solo una fascinazione per il racconto in se, fatto sta che l’idea era buona e mi piaceva.

Mi aveva portato delle immagini e inizialmente mi sentivo un po' limitato creativamente, da quelle immagini.

Ovviamente non volevo copiare un’immagine o una scultura anche perché in genere hanno dei limiti compositivi per un tatuaggio.
Spesso i clienti, soprattutto se al primo tatuaggio, pensano al tatuaggio come a un’immagine in due dimensioni, mentre in realtà il disegno sul corpo si sviluppa su forme cilindriche, eccezion fatta per la schiena, il torace o per piccoli tatuaggi che possono sfruttare le zone più piane del corpo.

Ad ogni modo, quando un cliente mi mostra delle immagini o durante la ricerca mi mostra qualcosa che gli piace, un’inconscia volontà di accontentarlo a volte mi fa perdere di vista il progetto nell’insieme, mi faccio influenzare e inconsicamente incatena un po’ la mia creatività. Un processo psicologico forse contorto che solitamente risolvo proponendo al cliente diverse bozze tra cui potrà valutare quella che preferisce. So che una volta solo, con la libertà necessaria, posso creare di meglio di quanto il cliente si aspetti ;)

Quindi creai alcune bozze, un paio basate su alcune immagini e statue che aveva visto lui e un paio basate sulla mia personale interpretazione. Fortunatamente scelse la più dinamica, quella che più piaceva anche a me.

In genere se un progetto è ben concepito è raro che il cliente scelga quello di qualità più scarsa o meno dinamico.

Mi procurai tutta la documentazione necessaria e mi misi al lavoro per sviluppare la bozza in un disegno superlativo. Il disegno richiese più tempo del previsto, fare realismo senza copiare non è facile e spesso il disegno richiede più tempo del tatuaggio. Come dico sempre: creare è molto più complesso che riprodurre.

Durante la lavorazione pensai che sarebbe stato interessante aggiungere delle note di rosso colorando il sangue presente nella scena. Gli mostrai la mia idea e fu pienamente d’accordo.

Non restava che cominciare la lavorazione su pelle.

Perseo uccide Medusa disegno tattoo - Perseus kills Medusa tattoo design

Dopo qualche seduta, una volta completato Perseo e Medusa, mi vennero due dubbi, due particolari del progetto non mi convincevano e volevo cambiarli.

Il primo era la grotta di Medusa, che andava all’interno del braccio. L’interno del braccio a parte il corpo morto di Medusa e la spada di Perseo non aveva grandi punti di interesse e quella grotta a mio parere non era abbastanza attraente. L’interno del braccio sarebbe sembrato un po’ sguarnito, per così dire, perciò mi serviva un idea per aggiungere un elemento più coinvolgente.

L’idea risolutiva venne a lui. Visto che dopo l’uccisione di Medusa, Perseo si precipita a salvare Andromeda, perché non inserire Andromeda appunto? Detto fatto. Preparai il disegno di Andromeda incatenata davanti alla grotta per una delle sedute successive.

Anche se non è perfettamente fedele alla descrizione mitologica risolveva il nostro problema.

Il secondo punto che non mi convinceva era la spalla. La testa di Perseo sembrava perdersi, non fluiva con la spalla come avrei voluto.

Perseus Kills Medusa tattoo detail - Perseo uccide Medusa dettaglio tattooDa qualche anno termino le mie maniche con decorazioni grafiche, quindi gli proposi di fare lo stesso in questo lavoro. Avremmo dovuto trovare temi grafici circolari che fossero adatti allo scopo e che fossero in tema con l’intera opera.

Trovare i giusti temi non fu così semplice, spendemmo un intero pomeriggio nella ricerca senza trovare qualcosa di adatto. Continuammo poi la ricerca in privato e dopo aver valutato svariati elementi, finalmente trovai quelli giusti per costruire la decorazione circolare che avevo in mente.

Tutto sembrava procedere per il meglio ma al momento dello stencil, nonostante diversi tentativi e ridisegnando diverse volte quella grafica, non c’era modo di averla perfettamente circolare come volevo. Ovvio che il corpo umano non è ne piano ne regolare quindi creare forme regolari su di esso richiede un certo impegno. Perdemmo mezza giornata nel tentativo di avere quella grafica perfettamente circolare, senza riuscirci. Ripresi le misure per ricreare il disegno, tirai fuori il vecchio esperto grafico che c’è in me e lavorando in vettoriale, distorcendo e adattando il disegno ottenni lo stencil perfetto.

Superato quell’ostacolo tutto proseguì rapidamente. Sono fiero di questo lavoro, mi piace come sono riuscito a comporlo, come si sviluppa sul braccio, in particolare il fatto che il braccio di Perseo segua in modo così armonico e quasi rigoroso il braccio del cliente, come la decorazione grafica avvolge la spalla in modo perfettamente circolare…

Per farla breve, credo sia uno dei miei lavori migliori, almeno fino al prossimo :D

 

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Manica biomeccanica - Biomech tattoo sleeve

457-RØM Manica Biomeccanica

Manica biomeccanica - Biomech tattoo sleeve - Jerry MagniUna copertura è sempre una rogna, indipendentemente dalla dimensione è sempre, o quasi sempre, un limite imposto alla creazione di qualsiasi disegno e questo ragazzo era arrivato proprio per chiedermene una. Aveva una sorta di elica del DNA che si attorcigliava intorno al braccio.
Un tatuaggio concepito male, disegnato peggio e tatuato ancora peggio, ennesima dimostrazione che lavorare in uno studio non implica la capacità di fare dei buoni lavori, anzi, di incapaci purtroppo è piena l’aria, soprattutto ultimamente che anche gli ultimi dei macellai aprono studi senza grossi problemi.

before cover-upSpesso le persone pensano che uno studio sia una garanzia di professionalità. Purtroppo non è sempre così. Basti pensare che qualsiasi figura professionale deve seguire un percorso formativo di qualche anno: parrucchieri , meccanici, idraulici, elettricisti ecc. Per i tatuatori non è così. Basta sostenere un corso di 20 ore e anche l’ultimo degli scappati di casa può aprire il suo studio e cominciare a scarabocchiare sulla pelle della gente. Una cosa assurda, soprattutto se pensiamo al fatto che eseguono cose che rimangono indelebilmente sulla pelle delle persone.

Ma mettiamo da parte le incazzature e arriviamo al dunque.
Questo cliente voleva coprire con un biomeccanico l’obbrobrio di cui era amaramente pentito. Per me un biomeccanico è sempre un invito a nozze e lui capitò proprio nel momento in cui stavo evolvendo in modo drastico lo stile dei miei biomeccanici, meno dettagli, meno parti meccaniche, più semplicità e superfici più pulite. Non esattamente adatto a una copertura. Perciò gli mostrai alcune cose che avevo fatto in precedenza e alcune idee che stavo sviluppando sull’onda di questa evoluzione. Le opere a cui stavo lavorando gli piacquero e mi chiese di sviluppare qualcosa per lui.

Il nuovo stile non si adattava però a una copertura, perciò gli suggerii una rimozione laser. Dopo qualche titubanza ascoltò i miei consigli e decise di fare la rimozione. Risolto questo problema mi disse che avrebbe voluto inserire un elemento nel disegno.

Ero già preoccupato ancor prima di sapere di cosa si sarebbe trattato.
Il biomeccanico non è un genere in cui ci si possono permettere grandi richieste, il rischio è di finire con qualcosa che non c’entra nulla o che comunque ne snatura completamente stile e forma. Per essere più chiari, diciamo che quando il cliente si mette di mezzo l’arte se ne va un po’ a quel paese, in particolare con uno stile in cui l’astrazione gioca un ruolo fondamentale.

L’elemento da inserire era un ciondolo che gli ricordava il padre. Fortunatamente il ciondolo aveva già di per se un non so che di biomeccanico.
Una croce divisa in due con un design abbastanza particolare e appena vidi il ciondolo lo accomunai a un’astronave. Quel ciondolo, ovviamente rielaborato, poteva diventare la struttura portante dell’intero biomeccanico. Dopo qualche schizzo, per mostrargli cosa avevo in mente, mi chiese se fosse stato possibile inserire qualche dettaglio che si potesse ricollegare all’attività di saldatore di suo padre. Nessun problema, inserire degli elementi dal cui contatto scaturissero scintille si sarebbe ben adattato al progetto.

Quindi ci organizzammo per un incontro in cui disegnai direttamente sul suo braccio la bozza del progetto per poi elaborarlo con calma al mio tavolo da disegno e poi al mio computer, in attesa che la rimozione laser schiarisse il vecchio tatuaggio per poter cominciare questo progetto.

manica biomeccanica 3a seduta - Jerry MagniDopo svariate sedute laser e quasi un anno di attesa (tra una seduta di laser e l’altra è necessario attendere circa 2 mesi) constatammo che il vecchio tatuaggio non era stato rimosso o schiarito completamente, parte di esso era ancora li come se non fosse mai stato laserato, ma per fortuna gran parte di esso era comunque schiarito di molto e in alcuni punti era addirittura svanito, quindi non sarebbe stato difficile camuffarlo, perciò decidemmo di partire con questo biomeccanico.

Nonostante qualche piccola difficoltà nella lavorazione a causa del suo gomito, che per un problema congenito non può stendere completamente, a questo ragazzo va dato atto di avere un’ottima resistenza, poteva starsene per ore sulla poltrona senza batter ciglio.
Peccato perdessimo sempre un po’ troppo tempo a chiacchierare invece di lavorare. Ma ho la fortuna di avere come clienti persone intelligenti e interessanti con cui è sempre piacevole confrontarsi e discutere.

Grazie alla sua resistenza, dedizione e puntualità finimmo l’intero progetto in tempi abbastanza rapidi.
Un biomeccanico di cui entrambi andiamo fieri :)

 

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Leonessa Tattoo - Tatuaggio Leonessa

MADRE

Leonessa Tattoo - Tatuaggio LeonessaQuesto lavoro è stato uno dei più sofferti, partito anni fa, dopo che Il cliente mi chiese due disegni per entrambe le braccia, per vari motivi di personali dovemmo aspettare un anno e mezzo prima di cominciarlo e dopo le prime due sedute dovemmo aspettare un altro anno per poterlo finire.

Ora, finalmente completato e guarito, posso mostrartelo.

La richiesta iniziale era abbastanza chiara, una leonessa con due cuccioli che cammina in un ambiente oscuro tra spiriti maligni, come rappresentazione di sua madre che nel corso della vita ha dovuto affrontare innumerevoli difficoltà per prendersi cura dei suoi due cuccioli, rappresentazione del cliente e della sorella.

Per quanto l’idea della leonessa mi piacesse gli spiriti maligni non mi convincevano, ci ragionai su parecchio e alla fine me ne venni fuori con qualcosa di naturalistico.

Perché non fare questa leonessa su uno scoglio su cui si infrangono le onde, con un cielo ricoperto di nuvole cupe che preannunciano tempesta, con un atteggiamento fiero, degno della regina del regno animale che saprà come portare i suoi cuccioli in salvo?

L’idea gli piacque molto e nel nostro incontro successivo ebbi modo di ottenere altre informazioni che mi portarono a fare uno dei cuccioli più timido a cavallo della madre e l’altro, rappresentazione del cliente, più spavaldo.

Decisi quindi di realizzare i cuccioli con lo sguardo rivolto allo spettatore, come gattini incuriositi e un po’ intimoriti, mentre la madre, fiera e sicura di se, non ci considera nemmeno perché sa che non presentiamo un pericolo; in fondo può sbranarci quando vuole :D

Il tocco finale, che mi piace in particolare, è il cucciolo a terra che imita la posizione della leonessa, come a dire che un giorno anche lui sarà un fiero leone come la madre.

Durante l’ultima seduta, per migliorare quest’opera, proposi al cliente di chiudere con una decorazione grafica, come faccio ormai da anni, invece che con una semplice sfumatura. l’idea fu accettata e rende l’opera ancora più bella.

Ora non resta che aspettare di cominciare il secondo disegno, tra l’altro già pronto, sperando di non dover aspettare a lungo come per il primo :D

 

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IL FATTORE UMANO

Questo ragazzo arrivò con le idee abbastanza chiare. Voleva un tema marino, ora non ricordo se il cavalluccio era già nei suoi piani ma mi par di ricordare che sia la tartaruga marina che il delfino lo fossero. Difficile da ricordare visto che la discussione del progetto avvenne nel febbraio 2016.

Ad ogni modo dopo la discussione del progetto tutti gli elementi da inserire erano chiari: delfino, orizzonte al tramonto, tartaruga marina, cavalluccio, bussola, barriera corallina ed eventualmente un forziere che però eliminai perché in proporzione al cavalluccio avrebbe dovuto essere enorme.

L’unico dubbio era come fare per coprire quella scritta che aveva all’interno del braccio.

Mentre disegnavo mi venne un’idea che considero un colpo di genio e che da il titolo all’opera.

Delle mine nautiche. L’idea, un po’ nichilista, è che in questo paradiso acquatico incontaminato, come su tutto il pianeta, l’intervento umano spesso distrugge o comunque mette a serio rischio la vita.

L’idea gli piacque e quindi proseguii con il lavoro.

Ero più che soddisfatto del disegno e non vedevo l’ora di cominciare questo progetto che comunque sapevo avrebbe richiesto parecchio tempo, sia per la quantità di elementi sia perché le sedute sarebbero state distanziate di due mesi l’una.

Finalmente arrivo’ il fatidico giorno per cominciare il lavoro ma mi aspettava una grossa sorpresa.

Lo stencil non funzionava, era completamente sproporzionato e non mi spiegavo come visto che sono sempre rigoroso nella misurazione, poco dopo realizzai che questo ragazzo dal nostro primo incontro ad allora aveva perso tantissimo peso, forse addirittura 20 kg!!! Praticamente dovetti riconfigurare tutto lo stencil con queste nuove misure e la cosa richiese parecchio tempo.

Mi raccomando, se avete intenzione di diminuir la massa corporea o di aumentarla, fatelo prima di preparare un tatuaggio, in particolare se si tratta di un grande progetto.

Purtroppo, per conservare il disegno senza doverne fare uno diverso, lo spazio tra il cavalluccio e la tartaruga aumentò parecchio, quindi inserii delle meduse. Il delfino avvolgeva la spalla ma qualche ridimensionamento sia del delfino che della grafica che chiude sulla spalla fu comunque necessario, come per la tartaruga, che nelle dimensioni precedenti si sarebbe sovrapposta su se stessa.

Risolto il problema stencil partimmo con il progetto che richiese parecchio tempo, sia per la distanza tra le sedute che per qualche contrattempo e qualche seduta spostata o cancellata per cause di forza maggiore e infine, anche perché questo ragazzo aveva un tempo limite di sopportazione del dolore di 3 ore, oltre il quale infatti non siamo mai riusciti ad andare.

Ma a parte questi piccoli intoppi sono molto soddisfatto dell’opera :)

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.




MEMORIE E CONFLITTI

Questa manica è stata realizzata in due step distinti e distanziati di tre anni.

Il primo step fu la parte alta del braccio, con un tema quasi gotico e con diversi significati, la dea bendata che in qualche modo nella personale interpretazione del cliente rappresenta, oltre alla fortuna, la figura femminile di sua nonna, una lacrima rossa come il sangue che rappresenta il dolore della perdita.

All’interno del braccio un teschio, ovviamente un memento mori, arricchito da un orologio con meccaniche a vista praticamente incastonato nella scatola cranica.

Un’idea che ancora mi piace parecchio.

Ora non ricordo se l’ora che segna l’orologio, le 5:10, avesse un qualche significato numerico per il cliente, ad ogni modo questo lavoro fu completato nel 2014 e aveva l’aria di essere un’opera che sarebbe rimasta a se stante.

Tre anni dopo questo ragazzo tornò per proseguire il lavoro sull’avambraccio. non ricordo esattamente la sua idea iniziale ma credo avesse a che fare con la follia umana, il conflitto tra il bene e il male, il fatto che in ognuno di noi c’è del male o forse ancora che siamo noi a crearlo. Sinceramente, non ricordo, sto andando un po’ ad intuito guardando il tatuaggio :D

L’idea su cui convenimmo fu una sorta di Heisenberg dalla serie Breaking Bad che maneggia con delle provette e una figura malefica all’interno del braccio, sostanzialmente un Mr. Hide. In soldoni una sorta di Dr. Jekill e Mr. Hide in versione moderna.

Per Mr. Hide fu facile disegnai il soggetto avvalendomi di qualche immagine di documentazione per ricreare l’atmosfera dei vicoli londinesi di fine ottocento; mentre per Heisenberg, inizialmente pensai di usare un’immagine dal telefilm, ma oltre a non apprezzare le copie fotografiche, non trovai nulla che potesse essermi d’aiuto, quindi presi macchina fotografica, mi misi in posizione e con qualche scatto ricreai la scena che usai poi come riferimento per sviluppare la versione finale.

Devo ammettere che inizialmente ero un po’ scettico riguardo all’associazione tra i tempi del braccio e dell’avambraccio ma a lavoro finito trovo che si completino in modo perfetto.

L’unica pecca è aver dovuto aspettare quasi un anno per poterlo fotografare guarito, il lato positivo è che puoi vedere come si mostra un mio lavoro dopo anni, visto che la parte alta è stata completata nel 2014.

Ora pare che questo cliente stia valutando una manica biomeccanica; Non vedo l’ora :D

 

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Melvin Tay e Jerry Magni

SEGUI IL TUO CUORE. Intervista a Melvin Tay

 

Melvin Tay è un tatuatore da Singapore. Oltre ad essere specializzato nello stile Astratto cinese è anche un caro amico.

Incontrai Melvin per la prima volta in Belgio in occasione di una tattoo convention. Già allora aveva una lista impressionate di guest spot e convention a cui aveva partecipato e la lista non ha mai smesso di allungarsi.

Quando mi ospitò per una guest spot nel suo studio di Singapore aveva appena finito un tour ed era pronto per cominciarne un’altro nel giro di poche settimane.

Quando l’ho incontrato nuovamente, in occasione della Tattoo Expo Bologna 2018, era ancora in tour. Questo ragazzo non si ferma mai, non riesco nemmeno a immaginare a quante convention ha partecipato, perciò volevo saperne un po’ di più dei suoi viaggi e soprattutto avere un punto di vista da qualcuno che viene da una cultura diversa da quella occidentale.

Qui sotto trovi il file audio originale, per chi non sa l'inglese segue la traduzione ;)



La prima domanda che voglio chiedere, visto che arriva da Singapore, è:
qual’è la differenza maggiore che vedi tra la cultura asiatica e quella occidentale del tatuaggio?

Be ovviamente io vengo dall’oriente e quello che facciamo è influenzato dalla cultura orientale.
La differenza maggiore che vedo attualmente tra le culture è legata alle persone, dipende dagli individui se vogliono usare la loro cultura e inserirla nella loro arte, a parte questo penso che le due culture siano abbastanza simili.

Se intendi la cultura individuale, background culturale, religione, linguaggio, penso che siano una parte molto importante di ciò che facciamo [in Oriente].

Vedo occidentali che producono arte orientale molto buona, vedo anche orientali che producono arte occidentale molto buona.
La differenza tra le due culture c’è ma non credo sia poi molta.

Penso che la cultura occidentale del tatuaggio oggi sia più un fatto di moda.
Tutti vogliono un tatuaggio, a volte non per il tatuaggio e a volte nemmeno per il processo del farsi tatuare ma solo perché sono circondati da gente tatuata.

Vedono tatuaggi dovunque, in TV, personaggi dello sport, star, attori, vedono così tanti tatuaggi intorno a se che vogliono sono essere parte di questo senza realmente essere intenzionati di far parte della cultura del tatuaggio.

In Asia è diverso? C’è forse qualcosa di più, diciamo sacro, più significativo, non solo qualcosa per mostrarsi?

Al giorno d’oggi, girando per le convention Europee, vedo che tutti vogliono lavorare con un banner, tutti vogliono lavorare con i venditori di materiali, rappresentare i prodotti, in Asia invece nessuno è interessato a questo. Penso sia questa la differenza tra Occidente e Oriente, e la moda…

Penso ora sia comune, che tutti vogliono lavorare con i prodotti e mettere banners, come quelli dei produttori di inchiostri di cui parlavamo, ma non è una cosa importante in Asia.

E a proposito della gente, pensi che la gente si tatua nello stesso modo come avviene in occidente?
Solo moda, solo per l’esperienza di farsi tatuare o… Avete qualcosa di più sacro legato al tatuaggio?

Magari le persone asiatiche trattano il tatuaggio in modo piò significativo, sacro magari oppure sono esattamente come noi?

Capisco la tua domanda, non so molto dell’occidente ma molti dei miei clienti occidentali, specialmente in Europa, mi lasciano spazio per creare, per fare quel che voglio, ma il più delle volte penso che circa il 70, 80 % di loro non sappiano quello che vogliono, vogliono solo un tatuaggio, perché ce l’hanno i loro amici, i loro fratelli o gente intorno a loro.

In Asia le persone che vogliono tatuarsi hanno sempre una ragione, culturale, in memoria di qualcuno o altro, ovviamente incontro persone così anche in Europa, ma la maggioranza delle persone che incontro alle convention, i miei clienti, non sanno veramente quel che vogliono, vogliono solo un tattoo, che è buono in un certo senso perché il più delle volte parlando con me, gli piace il mio stile e quindi mi lasciano fare quel che voglio.

Questo è buono.

Tu viaggi molto, partecipi a tantissime convention, forse mi sbaglio ma mi sembra che la maggior parte delle convention a cui partecipi siano qui in Europa.

C’è qualcosa in particolare in Europa che ti piace, è solo più conveniente lavorare in Europa o ci sono solamente più convention qui in Europa che altrove?

Penso tu abbia già risposto, più o meno, a tutte le domande.

Se vai su worldtattooevents.com, che permette a tutti gli organizzatori di convention di postare il proprio evento sul sito e che tutti possono andare a darci un occhiata…

Se guardi attentamente, solo in Italia, il paese in cui siamo ora, ci sono 60 convention in un anno, senza contare Germania, Francia, Svizzera e gli altri paesi.

Capisco che l’Europa sia grande, ogni settimana c’è qualche grande convention in corso, ovviamente ci sono anche pessime convention, ma si, ci sono più convention in Europa e quindi più possibilità per noi [tatuatori].

Il motivo per cui mi piace molto venire in Europa ha a che fare con quel che faccio, sono specializzato in orientali cinesi astratti che non molte persone fanno in Europa, tutti fanno tradizionali giapponesi, che nel mondo del tattoo sono in giro da più di 600 anni.

Tutti conoscono i tatuaggi giapponesi, tutti conoscono tutti gli stili e il tatuaggio oggi si sta evolvendo in così tanti stili, perciò penso che per me sia un’opportunità per vendere qualcosa che nessuno fa in Europa, questo è il motivo per cui ho scelto di venire in Europa.

Ricordo la prima volta che ci siamo incontrati in Belgio tu stavi già viaggiando per l’Europa, poi ti ho fatto visita a Singapore e, se ricordo bene, eri appena tornato da un tour di convention ed eri pronto a ripartire per partecipare a molte altre convention, seguendoti sui social ho visto che partecipi a tantissime convention, veramente moltissime ogni anno.

È una sorta di dipendenza? Le convention creano dipendenza?

No, non creano dipendenza, anzi sono stancanti ma ho una visione, degli obbiettivi che non ho ancora raggiunto, decisamente non trofei e tantomeno concorsi.

Non ti piacciono i concorsi?

Hum, mettiamola in questo modo: a tutti piace avere un po’ di gloria sul palco per qualche secondo e prendere il trofeo, siamo onesti.

Ma sono arrivato al punto in cui penso che non debba essere la mia priorità quando vengo alle convention.

Ci sono molti artisti che partecipano alle convention per i concorsi, per i trofei, perché forse funziona per loro, nei loro studi, magari gli porta più clienti, più fama ma quella non è la mia priorità.

C’è qualcosa che voglio raggiungere, l’ho segnato come obbiettivo per me stesso in quattro anni e non importa quanti trofei prendo per arrivare a quell’obbiettivo.

Ci vuoi dire cosa vuoi raggiungere?
Se non vuoi condividerlo semplicemente non dircelo :D

Molto presto te lo dirò, nel 2019 o forse nel 2020.
Darò la notizia a tutti quelli che conosco.
Sono felice di dirti che sono molto vicino a quel che voglio fare e presto darò la notizia.

Ok.

Qual’è stata la tua sfida più grande come tatuatore?

Stavo parlando con un carissimo amico ieri, non vedo questo ragazzo solo come amico ma anche come una sorta di mentore, qualcuno che mi sprona, che ammiro?

Gli dicevo di alcuni problemi che ho con la mia arte, penso che quella sia la mia sfida più grande ora e dopo la chiacchierata con lui ieri dopocena, sono arrivato a pensarci su.

Metterei un termine a questo, cos’è la sfida?
Penso che la più grande sfida ora sia arrivare ad avere uno stile unico.

Questo era ed è ancora la tua sfida?

È sempre li, perché quando ho visto questo amico ieri abbiamo parlato di questo.

Durante la nostra cena mi ha dato molte soluzioni, cose da provare e dopo aver ascoltato tutto quel che ha detto credo che non sia che non ho ancora trovato il mio stile, so quel che faccio, penso di avere uno stile, è solo che voglio che il mio stile sia chiaro per la gente da riconoscere, che possano dire “Aha! questo è Melvin”.

Perciò si, penso questa sia ancora la mia sfida ora.

Quando ho incontrato questo ragazzo a Singapore, nel 2015, parlammo molto di arte e ricordo gli parlai di questo, oggi è ancora la mia sfida.

Penso che alla fine sia meglio avere questo tipo di problemi piuttosto che “Oh sono sempre infelice di quel che faccio” Piuttosto di “Oh sono già così soddisfatto di quel che faccio”.

Fa parte dell’essere un artista

Si, a volte mi irrita un po ma quando queste cose mi irritano troppo prendo un pennello e comincio a dipingere. 

Da quanto tatui ora?

Questo è il mio quattordicesimo anno

Quindi molte cose sono cambiate da quando sei entrato in questo mondo, quattordici anni è parecchio tempo. Com’è cambiato l’ambiente del tatuaggio in questi quindici anni ai tuoi occhi?
Cos’è il peggio e cos’è il meglio di questo cambiamento dal tuo punto di vista?

Quindici anni fa non era così facile ottenere informazioni, non era così facile entrare nel mondo dei tatuaggi.

Oggi è molto più facile ma il problema è che quindici anni fa la gente che ha faticato per entrare in questo settore sono rimasti e ancora oggi tatuano, ma la gente che entra in questo settore oggi, così facilmente, per loro non sarà facile restare.
Lo fanno per un paio d’anni e poi se ne vanno a fare altro.

Penso che questo sia ma differenza tra quindici anni fa ed oggi.

Oggi ci sono così tanti prodotti e così tante informazioni e non abbiamo neppure molte riviste, tutto è su instagram.

Si penso che le riviste stiano morendo, tutti vanno online oggi, anche se ci sono ancora alcune riviste non vendono come vendevano dieci o quindici anni fa.

Penso siano morte (ride)

Anche le riviste stanno muovendo il loro, chiamiamolo business, sul digitale…

Condividevi questo pensiero con me ieri, che le riviste sono morte…

Beh, sono ancora in giro, sono ancora, diciamo influencer del settore ed apparire sulle riviste è ancora qualcosa di, diciamo prestigioso, però non è così importante quanto probabilmente era dieci o quindici anni fa, perché oggi puoi avere il tuo, chiamiamolo media, per conto tuo, sul tuo sito, sui social media etc.

Quindi non abbiamo realmente bisogno di queste riviste come prima e sono abbastanza certo che le riviste vengono acquistate solo dai tatuatori, non tanto dal pubblico in genere, ma potrei sbagliarmi.

Ricordo che me ne parlavi ieri del fatto che le riviste stanno morendo, una volta gli studi compravano spazi sulle riviste così quando guardavo una rivista sapevo in che studio andare.

Ora credo sia l’era del merchandising, tutti vogliono i prodotti più recenti, la macchinetta più recente, l’inchiostro più recente e si, tu mi dici che  il business sta cambiando ma non cambia realmente l’artista che fa la sua arte.

Quindi in tutti questi cambiamenti qual’è il meglio e il peggio dal tuo punto di vista?

Penso che il meglio sia che più siamo meglio è, più gente entra in questo business meglio è.
Perché credo che se continui a versare acqua in un bicchiere l’acqua fluisce, l’acqua sborderà quando arriverà in cima e la gente che resta nella tazza resterà, chi ne traboccherà…

Quindici anni fa quando cominciai ad imparare a tatuare dal mio mentore vidi l’onda, c’è stato un cambiamento d’onda e ora abbiamo gli spettacoli televisivi: Miami Ink, LA Ink, e sai, queste sono altre onde.

Penso che il tatuaggio arriva sempre con delle onde, quando abbiamo ondate che diventano troppo alte ci saranno dei cambiamenti e se chiedi a me, di più è meglio, chiunque voglia entrare in questo settore per condividere un pezzo di torta è benventuo, perché più siamo e più miglioreremo.

Credo ancora che una tazza può contenere solo una determinata quantità d’acqua e quando l’acqua arriva in cima traboccherà ma ci sarà ancora acqua nella tazza e quelle persone saranno le persone che resteranno, quindi stiamo a vedere, stiamo a vedere quando l’acqua arriva in cima quale sarà la prossima onda.

E cos’è il peggio?

Penso che il peggio riguardi le convention, ho partecipato a molte convention e questo è quel che vedo perché ci sono molti artisti che vengono.

Ci sono persone che non sanno niente dei tatuaggi, che vogliono prendersi un pezzo di torta pure loro, vogliono usare il tatuaggio per fare soldi, perciò cominciano a uscirsene con prodotti o lavorano con qualche venditore, produttori di materiali o magari vogliono fare delle convention dopo aver visitato la London Tattoo convention o il Mondial du Tatouage.

Vedono la gente in quel tipo di eventi e vogliono far soldi, pensano che possono fare delle buone convention come loro, perciò cominciano a fare convention senza avere esperienza, e cominciano a fare convention di merda.

Ci sono così tante persone che entrano in questo settore quindi ovviamente la richiesta c’è, la gente se ne uscirà con nuovi prodotti da vendere a queste persone e penso che le convention siano la stessa cosa.

La gente vuole fare convention e questo è il motivo per cui ci sono così tante convention in Europa, buone ma anche molte pessime e credo che questo non sia buono per il nostro settore.

Cosa suggeriresti a un giovane che vuole cominciare ora?

Segui il tuo cuore, nient’altro.

E se tu potessi tornare indietro nel tempo e dare un consiglio a te stesso a vent’anni, che consiglio daresti al giovane Melvin?

Segui il tuo cuore.

Lo stesso?

Si

E l’hai fatto?

Si, si.

Quindi non ci sarebbe nessun altro consiglio che daresti al giovane te stesso?

Direi a me stesso “Segui il tuo cuore”, penso che seguire il cuore sia una cosa molto importante per fare quel che ti piace.

Anche quando parlavamo ieri a cena mi hai dato parecchi consigli e alla fine ho pensato che solo io posso trovare le mie risposte, quindi seguirò il mio cuore.

Penso che anche tra vent’anni mi direi ancora di seguire il mio cuore.

Penso sia un bellissimo consiglio e credo che dopo questo “Segui il tuo cuore”

Non ci sia nient’altro da aggiungere :)

Grazie Melvin per il tuo tempo

Grazie a te Jerry, Grazie.


CU5 P15 tatuaggio biomeccanico - biomech tattoo sleeve

CU5-P15 Braccio Biomeccanico

Un'altra opera finalmente completata e un'altra manica che entrerà presto a far parte della sezione Seduta per Seduta ;)


 


ERA E IL GRIFONE

Quest'opera va ad affiancarsi, in modo quasi speculare, a Persefone e Cerbero eseguito sullo stesso cliente esattamente 4 anni fa.

Questo ragazzo voleva rappresentare l'opposto dell'Ade, per questo pensò alla dea Era, signora dell'Olimpo, sorella e moglie di Zeus (Gli dei greci e romani a quanto pare sono alquanto incestuosi :D ).
Ovviamente questa è una trasposizione in chiave sexy della dea. Per quel che riguarda il Grifone, in realtà non vi è nessuna associazione tra Era e il Grifone o almeno non ce n'è nessuna che io abbia trovato online, ma il mio cliente voleva comunque mantenere l'associazione della dea con un animale mitologico quindi ci siamo presi questa licenza artistica :D

Il precedente lavoro, stringendo i denti, era stato completato in 4 sedute.
Quest'opera invece ne ha richieste 6, nonostante sia stata realizzata in meno ore, perché la palette di colori è ridotta rispetto a “Persefone e Cerbero” e ovviamente con il tempo divento più veloce, nonostante questo abbiamo dovuto dividere il lavoro in un maggior numero di sedute perché la sua tolleranza al dolore su questo lato del corpo sembrava decisamente più bassa.

Può succedere, anzi, è abbastanza comune che un lato del corpo sia più sensibile dell'altro. Inoltre buona regola sarebbe dormire bene e fare molta attività fisica per facilitare la produzione di endorfine da parte dell'organismo.
Ad ogni modo, stringendo i denti e nonostante qualche ritardo siamo finalmente riusciti a completare il lavoro.

Probabilmente avrebbe richiesto ancora meno tempo nella sua versione originale, ma quasi alla fine della lavorazione abbiamo deciso di aggiungere le rocce e la zampa del grifone, sia per rendere più dinamica l'immagine che per renderla il più possibile speculare rispetto all'altro fianco.

L'immagine In alto e il video sono stati realizzati all'ultima seduta, il lavoro è perfettamente guarito da oltre 4 mesi, eccezion fatta per le rocce, la zampa del grifone e una piccola estensione verso destra del cielo.

 

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
Clicca sulle immagini per ingrandire e poi naviga usando i tasti freccia o sfoglia con il dito su dispositivi mobili.



 


L'INFERMIERA PAZZA

Questa ragazza aveva una scritta cinese, una di quelle cose tanto di moda qualche anno fa e ovviamente ne era pentita. Si rivolse a me chiedendomi di realizzare qualcosa di gotico e insolito per poter coprire la scritta. Dopo averne discusso un po' le sue preferenze puntarono dritte all'idea di un viso di donna con l'occhio completamente nero, un trucco insolito, macchie di sangue o qualsiasi cosa che fosse provocatorio e dal sapore un po' dark.
Partendo da queste idee sono alla fine arrivato a questo personaggio attraente e allo stesso tempo inquietante. Come non definirla una infermiera un po' pazza? :D

La foto e il video sono stati fatti dopo circa due mesi dalla guarigione


 

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LA FENICE SULL'OROLOGIO

I significati di quest'opera mi sono oscuri. A parte il chiaro significato della fenice e qualche altra richiesta, il cliente ha preferito non condividere altri simboli che ha voluto inserire nell'opera.
In genere preferisco che il cliente mi dica quali sono i significati che vuole inserire perché sono certo che grazie all'esperienza e alla conoscenza sviluppata in oltre 22 anni di tatuaggi, senza contare quelli passati a lavorare come illustratore e fumettista, posso aiutarlo a trovare il modo migliore per rappresentare quel che vuole. Ma non mi piace nemmeno insistere.

Foto e video sono stati fatti dopo due mesi dalla guarigione.


 

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Jerry Magni e Gian Maurizio Fercioni

UN'ICONA DEL TATUAGGIO ITALIANO. Intervista a Gian Maurizio Fercioni

 

Rispetto al resto d’Europa e agli USA il tatuaggio in Italia si è diffuso con discreto ritardo. Gian Maurizio Fercioni è sicuramente uno dei principali fautori di questa diffusione e certamente il più carismatico della vecchia guardia.

Scenografo, costumista, esperto di antropologia e soprattutto figura storica del tatuaggio italiano. Nella sua carriera ha tatuato criminali, prostitute, aristocratici, reali, personaggi famosi dello star system italiano. Ha tatuato nei porti di tutta Europa. Tra gli altri ha lavorato con Herbert Hoffmann ad Amburgo e con Horiyoshi III da cui ha appreso la tecnica tradizionale giapponese.
Aprì il suo studio QueeQueg nel 1974, probabilmente il primo tattoo studio d’Italia, poi diventato anche museo del tatuaggio.

Gian Maurizio Fercioni è decisamente un’icona nel panorama del tatuaggio italiano. L’ho incontrato alla Tattoo Expo Bologna 2018 e non potevo farmi scappare la possibilità di intervistarlo.

Parlare con lui significa fare un viaggio nel tempo, si ha veramente la sensazione che il tempo si fermi.
Un personaggio intenso, come le sue storie, un essere umano carismatico e affascinante che è impossibile non amare.
Le storie e le avventure che potrebbe raccontare sono tantissime, sicuramente molte di più di quelle che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare durante questa intervista.

L'audio è stato compromesso dal soundcheck in corso durante l'intervista, se hai difficoltà nell'ascolto qui sotto oltre all'audio trovi anche la trascrizione.

 

 


Come e perché hai deciso di buttarti nel mondo del tatuaggio quando il tatuaggio era tutt’altro che una moda?

La mia passione per il mare mi ha portato al tatuaggio, navigando, la febbre del tatuaggio è nata nei mari del nord dove c’erano danesi, svedesi, inglesi, tedeschi, con i quali io lavoravo a bordo delle barche e lì, piano piano la storia si è sviluppata. 

Vidi che in Inghilterra o in Danimarca esistevano già i tattoo studio veri e propri che lavoravano su strada, in luoghi misteriosi, perché allora alcuni erano molto celati.
Quindi mi sono detto: “Ma per quale motivo non farlo anche in Italia?

È stata durissima, contro tutto il perbenismo di allora la lotta è stata dura.

Io volevo una specie di licenza, questo a Milano, ma mi risposero picche.
Nel momento in cui mi risposero, dicendo che non erano a conoscenza di quello e non potevano catalogarlo tra gli artigiani eccetera, nel momento in cui mi risposero io esistevo. 

Sennò non mi avrebbero nemmeno risposto. 

Quindi hai aperto come artigiano? 

Si ho aperto come artigiano, ho aperto il tattoo studio, avendo la giustificazione del fatto che esistevo e c’ero. 

Da quando hai cominciato a tatuare tu ad oggi il tatuaggio è cambiato tantissimo in modo impressionante. 

Prima la cosa forte è che era molto sotterraneo, difatti il motto era torniamo nelle fogne, perché bene o male  siamo affiorati come dei ratti sudici e piano piano, mangiando monnezza, che ci facevano mangiare i perbenisti, perseverando, siamo riusciti ad andare avanti.  

Io sono stato un pochino un rompighiaccio in questo, l’altro grande di allora era Mino Spadacini a Milano, poi Gippi Rondinella di Roma, Marco Leoni a Bologna.

[Il tatuaggio] ha cominciato a diffondersi e a perdere quella dimensione da caverna sinistra e finalmente siamo affiorati.

Il mondo allora era molto discreto, i tatuatori stentavano a mostrare i tatuaggi e anche i clienti, era un fatto molto  personale, oggi è un’exhibition è una totale esibizione.

Ci sono ragazzi alle prime armi che fanno il tatuaggio, poi arriva l’altro che lo vuole ancora più violento, lo vuole più preciso, poi arriva quello col collo, perché magari è stato ad Amsterdam e se l’è fatto sul collo e hanno cominciato a sdoganare i tatuaggi sul collo, poi sulle mani… 

Tu pensa che Herbert Hoffman con il quale io ho lavorato ad Amburgo, all’età di 75 anni, col corpo completamente tatuato, chiese il permesso in casa alla famiglia per potersi tatuare le mani, per non creare disgusto e disapprovazione.

Un altro mondo.  

Cosa vedi di buono e cosa vedi di male nel nuovo mondo del tatuaggio?

Quello che vedo di buono è il fatto che esista ancora il tatuaggio che è veramente più avanti del futuro e più antico del passato. In questa dimensione fa solo bene che il tatuaggio si divulghi.

Il grande problema di oggi visto che ci sono tanti che si accostano al tatuaggio è il fatto della qualità. Non parlo del fatto medico perché ognuno si può mettere in regola.
Poi hanno inventato tutte ste cazzate dei corsi.

Ma un tatuatore sarebbe un deficiente se non seguisse una profilassi che lo mantiene a posto con i clienti, perché se comincia a venir fuori che a quello lì gli è venuta un’infezione eccetera, è controproducente.

Noi già allora gli aghi li buttavamo via, anche perché dopo un pò che lavori sulla pelle, la pelle è dura e non ti rendi conto che si spuntano, soprattuto se aghi sottili o mono-ago.

Oggi di negativo è che c’è molta approssimazione e molti si accostano per i soldi, perché si può guadagnar bene. Un giovane più o meno capace può guadagnare quello che non guadagnerebbe impiegandosi in un posto fisso. 

Un’altra cosa che ha perso è il fascino perché internet è intervenuta violentemente.
Una volta per avere i contatti scrivevi, andavi, viaggiavi…

Prima era tutto più romantico

Si romantico e poetico, c’era un atteggiamento molto poetico anche se magari cattivo, brutale, ma c’era la fantasia, la fantasia andava forte.
Con i sogni arrivavi a pensare di poter incontrare a San Francisco Lyle Tuttle e facevi di tutto per poi arrivare e conoscerlo, però poi ti dovevi fare il viaggio per conoscerlo, dovevi attraversare l’Atlantico e poi arrivare dall’altra parte. 

Non c’erano i voli low cost come oggi.

No era tutto più difficile, però quelli che sono nati allora, ancora oggi come vedi ci siamo e non voglio dire una parola che può sembrare da bullo, ma siam dei duri, a morire.

Han cercato d’ammazzarci in tutte le maniere, anche i nuovi venuti, i giovani. Ma non ce la fanno. Non ce la fanno perché da noi abbiamo il passato la storia. 

Siete figure storiche questo è fuori di dubbio.
Come ci si sente a essere un precursore?

Non me ne rendevo conto, già allora, essendo già uno che aveva iniziato ho sempre avuto intorno a me gente che mi spronava, di diverse mentalità.

Non ti rendevi conto di essere un precursore? C’è stato un momento in cui… 

Adesso, adesso mi rendo conto. Vengono i giovani reverenti, mi dan del lei, a me che ho combattuto tutta la vita per essere uguale agli altri, per farmi i cazzi miei e divertirmi.

Cazzo arrivano: “Senta maestro
Ma dico io, ragazzi i maestri lasciamoli a scuola!
Noi siamo un altra cosa, siamo vicini a voi, perché siamo più giovani di voi.

Probabile 

Si perché di siamo nutriti con delle cose omeopatiche. (risate)

Jerry Magni intervista Gian Maurizio Fercioni

Cosa suggeriresti a un ragazzo che comincia oggi a tatuare?

Disegnare, disegnare, disegnare, non fare il furbo, non fare il furbo approfittandosi della propria donna e usarla come cavia.
Perché oggi capisci che confondono tutto, quando tu senti io sono un tattooist, un tatuatore, a me già il tattoo artist come idea mi fa cacare. Perché artist te lo deve dire il popolo il pubblico, saran loro a giudicarti artista ma non è una dicitura.

Ricordo all’inizio del 900 o alla fine del’800, adesso non ricordo la data, ci fu una diatriba tra due tatuatori uno inglese e uno americano forse, perché quando hanno inventato il nome era tattooer o tattooist e se la combattevano. 

Nella dicitura vera, antica, vecchia, inglese, americana, nord europea e ad Amburgo era tattooist che secondo me  è la dicitura più pratica. 

Che però è la contrazione di tattoo e artist.

No. Anzi la parola tattoo nasce dal rumore. Ta Tau, che è polinesiano, è la botta che tu dai sulla stecca con la mazzetta che è una specie di martello è ta tu, sordo, che è il rumore della pelle, ta tu, ta tu, e questa parola diventa magica. È come questo ritmo qua (riferendosi al sound check della batteria in sottofondo) è magico, primitivo, non puoi farci un cazzo, la macchinetta è già vecchia di 100 anni ma il tattoo fatto a mano è ancora più vecchio perché è la parte primitiva dell’uomo che affiora.

I vecchi tatuatori dicevano che il grande dovere che avevano i tatuatori erano quelli di far affiorare sulla pelle i sogni e gli incubi di ogni ogni cliente.

Questa è bella.

Wow

Bella questa qua chi è?

La mia ragazza.

Complimenti. Ti tratta bene? (riferendosi a lei - ridiamo insieme)

La cosa più negativa oggi dell’evoluzione del tatuaggio?

Internet, perché svilisce tutto, c’è gente che non si rende più conto del peso del lavoro, l’amore del lavoro.
Capito? tu pigli vai su coso (internet), “Io voglio quello li” Convinto che faccia un tatuaggio molto significativo e singolare quando non si rende conto che come quello ce n’è migliaia ormai al mondo.

Le famose copie delle fotografie.

È finita lì, finisce così, è una cosa che non ha storia, ha perso veramente tutta quella dimensione gloriosa, antica, primitiva, preistorica.
Perché sembra che il tatuaggio sia antico quanto i graffiti delle caverne. Non sembra è.

Jerry Magni intervista Gian Maurizio Fercioni
Io ultimamente dico che il tatuatore probabilmente è uno dei mestieri più vecchi insieme a quell’altro.

Si, come le troie.
Si sono antichissimi, non c’è niente da fare, e io che ho avuto a che fare…

Una breve interruzione in cui Gian Maurizio saluta un’amica.

Eravamo non ricordo se a Parigi o dove, c’era un mio amico, che poi è diventato un tatuatore, che lavorava con me e mi fa: “Vorrei fare un tatuaggio da chi lo posso fare?
Genziana iniziava allora e io l’avevo vista lavorare, aveva una mano pesantissima.
Dico: “Vai da lei, vedrai che roba” E questo qui, inconsapevole della mano che aveva lei e poi aveva la mania di lavorare a un ago, s’è fatto fare il tatuaggio all’interno del braccio dietro il gomito. Ha sofferto…

Con un ago?

Un ago, poi lentissima, tutta emozionata, era tra i primi tatuaggi che faceva, durante una convention. È stato da morir dal ridere, andavano tutti a fotografare perché non avevan mai visto uno lamentarsi così, a fare delle smorfie (imitando le smorfie), con lei  che sudava e picchiava, determinatissima. Cazzo c’aveva un braccio così alla fine. 

Poveraccio.

Poveraccio si.

Qual’è stata la sfida più impegnativa in tutti questi anni. come tatuatore?

Ma sai, essendo partito dalla gavetta vera, essendo stato in studi di grandi maestri come Hoffman se ne vedevano di tutti i colori.

Beh devo dire, non lo prendere come un vanto di pornografia, se vieni nel mio studio li vedi.
Io avendo lavorato a Marsiglia giù al porto e anche su vicino alla stazione, i clienti erano tutte troie, poverine, poverine un cazzo, guadagnavano più di me che tatuavo.
Li ho imparato a fare i tatuaggi erotico provocatori, tipo sul pube: Luna park, sotto la passera, quando uno estraeva, al momento luna park eccitato, cazzo ritto lo metteva, poi estraeva  e c’era scritto sotto, gratuit, urcodì aveva già pagato gli giravano anche i coglioni.
Per  cui erano divertenti, queste cose io le ho riprodotte e ho le prove in studio perché ho le foto di queste qua che… Ed era un mondo geniale, poetico, anche se era molto provocatorio.

C’eran ragazze che si facevano il centimetro: “Non sotto questa misura” Sai, il righellino.
Altre che si facevano le ragnatele, che era come dire: “È un pezzo che non la uso
Uno che doveva mettersi li dice: “Porcodì, adesso, che cazzo, adesso mi sbrana!
Questi qui erano molto difficili.

Una venne da me, una modella conosciuta, non faccio il nome, si fece  intorno al buco del culo un ramage, una corona di roselline e disse: “Siccome lui m’ha detto che mi sposerà glielo dono” Il culo, mi disse: “Però voglio tante roselline, con tante spine perché così gli brucerà.” E io gli dissi: “Guarda che brucerà più a te. Ogni spina è un dolore.” (risata)
Che poi è difficilissimo tatuare quella zona li. Bestiale.

Immagino.

Solo le donne che c’hanno una testa che cammina molto più veloce della nostra hanno la forza e il coraggio di farsi queste robe quà.

Jerry Magni intervista Gian Maurizio Fercioni

C’è qualcosa che cambieresti nella tua carriera di tatuatore?

No, mi sento veramente grato, devo essere grato al tatuaggio che mi ha fatto girare il mondo, conoscere della gente incredibile.
Non cambierei nulla.

E la cosa di cui sei più fiero?
Quella cosa che dici: “nella vita c’era quella cosa li cavoli, alla fine ci son riuscito!”
La cosa che t’ha dato più soddisfazione in assoluto.

Beh il tatuaggio e la famiglia, i miei figli. Oltretutto tatuano, senza che io abbia mai voluto tirarli dentro. Son sempre stati spettatori della mia vita, del mio lavoro, poi un giorno hanno manifestato la voglia di tatuare, ma non sono figli di papà perché io con loro sono molto più duro che con qualunque assistente che ho avuto nello studio.
Con loro li macino perché sono miei figli non possono  essere delle mammolette.

Ti aspetti di più

E certo!

Se potessi tornare indietro nel tempo e dare un consiglio a te stesso a 20 anni?
Cosa diresti a te stesso a 20 anni?

Che forse potevo girare il mondo ancora di più di adesso.

Quindi gli diresti viaggia di più?

Si, vai, guarda, fai, disfa, cazzotti, botte, risse, tutto, ama di più, donne, amici, di più, di più, di più. È un po’ il mare che ti porta a questo, perché quando c’è il mare grosso, che anche un buon marinaio si caca sotto, hai voglia a dire io non ho paura, però una volta che sei dentro vuoi ancora di più.

Quanto a lungo hai fatto il marinaio?

Tanto, io avevo… Finivo il liceo, 18 anni, poi sono andato avanti, marinaio professionista, con tano di ruolino di marcia  eccetera.
L’ho fatto per 15 anni, mi appoggiavo a dei brokers di Viareggio che mi trovavano gli imbarchi.

Ecco forse l’avrei fatto più premeditato, nel senso di far degli imbarchi più giusti, perché io a volte mi son ritrovato a stare su barche improbabili o barche troppo tirate di signori ricchi, io non sono un armatore. Signori ricchi che però di mare non ci capivano niente e tu dal momento che firmi un contratto e sei a bordo è tuo dovere esserci in tutti i sensi e molte volte avevi la sfiga, non avendo guardato bene, di trovarti ad annoiarti con gente noiosa senza…

Poi pensa che io quando ero a bordo quasi sempre tatuavo, per cui arrivavo nel porto mettevo fuori il mio cartellino anche se la barca non era mia, tatuaggio, tatuage, o tatuierum. Ecco, questo forse questo lo avrei portato più avanti, più a fondo, magari mi dovevo stabilire su una barca e rimanere più tempo nei porti, ma come sai i marinai (fischia e fa il gesto di andarsene) pigliano e vanno.

Per cui dall’altra parte, devo dire, forse ho fatto bene.
Il dubbio è quello che magari avrei dovuto approfondire un pochino di più, scegliere gli imbarchi con più attenzione.

Tu pensa, ti racconto una storia, uno dei brokers che mi procurava gli imbarchi mi dice: “Cazzo c’è un imbarco fantastico in Danimarca, in Norvegia fan tutti i fiordi le isole. Da motorista”.

Ecco quello non lo rifarei più, perché per poter essere imbarcato vado!
Però da motorista sei sempre sotto, non vedi un cazzo, poi su, quando facevamo i fiordi uscivo… Cazzo, sempre notte.
‘Nsomma io non ho visto un cazzo, ero in prigione.

C’è un grande, quello che ha inventato lo yachting sportivo che si chiamava Uffa Fox, diceva: “Il navigare è come la galera con una differenza sola, che navigando puoi morire affogato, in galera no”. Bella eh?!
E questo  è uno dei più grandi velisti.

Sai io sono uno a cui piace approfondire i temi. Difficilmente faccio le cose leggermente, non è una presunzione, me ne sono reso conto negli anni, per cui delle volte per difendere la mia posizione diventavo anche violento e stronzo.

Poi grazie a dio avendo fatto pugilato mi sono calmato, perché prima cercavo di prevaricare. Sai il cliente cagacazzi, la prima cosa che facevo gli mettevo le mani addosso, se oltrepassava il limite, adesso sono  diventato bravo riesco a calmarmi e calmarlo.

Una cosa che non sopporto è: “Ma me lo fai bene?” Ecco quello ancora oggi mi fa prudere le mani, il cliente che viene e mi fa: “Ma me lo fai bene?” Ma perché cazzo sei venuto nel mio studio?
No te lo faccio male perché ho la mano tremolante e sono vecchio. e allora hai il coraggio di fartelo lo stesso?

Questa è una bella risposta.

Comunque bisogna lottare sempre, però la lotta è un gioco, un piacere.
Togli il giocattolo al bambino e vedi come si incazza, altrettanto noi tatuatori, toglici i giocattoli o i clienti… Ecco perché va rispettata la pelle.

A me fan cacare questi tatuatori di oggi che confondono la pelle con la mia tela, fan gli artisti, ma vai a cagare rispetta la pelle imbecille!

È un po’ colpa della TV

Si di quella robe li!

Jerry Magni intervista Gian Maurizio Fercioni

In tutte le interviste che t’hanno fatto, te n’avran fatte centinaia, c’è una domanda che hai detto: “Ma possibile che nessuno mi chiede mai quella roba li?

Allora, le ricorrenti sono: “Ma fa male? Ma me lo fai bene? Ma quanto dura?
Ma nessuno mi ha mai chiesto: “Ma sei sicuro?

Come “Sei sicuro?

Ma sei sicuro di amare quello che stai facendo?
Questa è una domanda bella.

E nessuno te l’ha mai chiesto?

No, di amarlo, no.

Tu pensa che, come dicono i polinesiani, il tatuaggio si fa in due, te e il cliente, però è un atto d’amore sennò, così l’ho perfezionato io, sennò sono seghe! Come dicono a Bologna pugnette.

E questa è una cosa che non mi han mai chiesto.

Secondo te quale sarà il futuro. Cosa arriva dopo di questo?

Se salta la luce andiamo in una crisi di alimentazione elettrica, si tornerà a farli a mano.

Può essere 

E li non ci fotte un cazzo nessuno

Li possiamo andare avanti comunque

Cazzo!

Ringraziamo Gian Maurizio Fercioni per il suo tempo e lo lasciamo al suo lavoro.

Grazie a te e a quella signora carina che mi ha portato via l’anima, come dicono i pellerossa mi ha fotografato.

Ma me la porto via io :D

Bravo, bravo, però con un po’ di anima mia :D

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Markus Lenhard tatua Jerry Magni

STAI A DISAGIO. Intervista con Markus Lenhard

 

Markus Lenhard, conosciuto anche come Lux Altera, è un tattoo artist che lavora a Berlino. Nel mondo dei tatuaggi Markus si è guadagnato un ruolo di primo piano nel difficile settore dei biomeccanici. In questo genere di nicchia, che troppo spesso tende a ripetere gli stessi temi, Markus ha portato una visione del tutto personale, unica e innovativa. A lui si ispirano molti giovani tatuatori appassionati del genere e anche i veterani trovano nei suoi lavori stimolanti ispirazioni.

Ho scoperto il lavoro di Markus circa 8 anni fa grazie alla famosa opera “The Wing”. Da appassionato del genere cominciai a seguirlo sui social e dopo qualche anno decisi di contattarlo per farmi tatuare da lui. Dopo quasi 3 anni per rimuovere i tatuaggi che occupavano il mio braccio, tre anni fa cominciammo finalmente la mia manica. Ora abbiamo proseguito sulla gamba per eseguire un lavoro che prenderà metà del mio corpo.

Durante una delle sessioni di tatuaggio ho deciso di fargli qualche domanda per voi, ne è uscita un’interessantissima intervista di oltre un’ora che puoi ascoltare nel file audio e per chi non sa l’inglese qui sotto c’è la trascrizione tradotta.

 

 


Sono abbastanza sicuro che tutti nell’ambiente dei tatuaggi ti conoscano bene ma come ti presenteresti a qualcuno che non sa niente di tatuaggi?

Sai, a volte capita, quando parlo a un nuovo vicino o quando parlo a qualcuno che non ha niente a che fare con l’ambiente del tatuaggio, quando vado a qualche festa o qualcosa del genere.

La gente solitamente rimane stravolta, se non ha nulla a che fare con i tatuaggi, sapere che sono un tatuatore e che la gente viene per me, viaggia per me, quello è già troppo, non riescono nemmeno a immaginare perché qualcuno viaggia per un tatuaggio.

Inserire questo in una conversazione con qualcuno che non tatua, parlare di come per qualcuno possa essere così importante, che viaggia per qualcosa e che riusciamo a tatuare così tanto in un pio di giorni e che qualcuno addirittura voglia questo… Già questo gli fa esplodere il cervello.

Normalmente non comincio nemmeno a parlare di biomeccanici o mostrare il mio lavoro quel punto, perché la gente ha già gli occhi spalancati e a quel punto non ti stanno nemmeno ascoltando.

(Ridiamo insieme)

Stanno imparando così tante cose che non sapevano.

Devono pensare qualcosa del tipo: “Porca merda, c’é gente al mondo ché è molto più pazza di quanto pensassi fosse possibile”. Se io proseguissi dicendo: “a proposito io faccio queste cose super astratte, questi robe biomeccaniche che la gente non è nemmeno in grado di dire cosa sia quando le guarda ed ecco qui, dai un’occhiata al mio lavoro” E loro direbbero: “Ma che cazzo è?!” E io: “Non lo so, tu cosa pensi che sia?”.

Peso sia troppo in una seduta. Devo costruire una relazione con qualcuno prima di raccontare queste cose di me, perché altrimenti non mi rivolgerebbero più la parola.

È successo sai che la gente reagisse pensando: “Chi cazzo crede di essere?! È una specie di fottuto alieno”, che non sono, non sono un alieno ma per qualcuno, che non ha mai pensato ai tatuaggi, anche essere questa specie di artista di super-nicchia che fa solo biomeccanici e fa solo grandi progetti, su gente che arriva da tutte le parti del mondo, questo sembra veramente fuori dal mondo e le persone non sono pronte per questo tipo di cose.

 

Questo mi riporta a una domanda che volevo farti più in là.
I tatuaggi sono considerati interventi micro-chirurgici. A mio parere non sono veramente micro, guarda semplicemente al mio braccio o alla mia gamba, sono più simili alla chirurgia plastica… Ad un certo livello.
Quindi, pensi che la gente non capisca quanto possa essere importante per una persona farsi un tatuaggio?
O semplicemente perché pensano che i tatuaggi sono solo piccole cose che uno si fa come attaccarsi un adesivo sulla pelle e quindi non…

La domanda prosegue? Perché ho un buona risposta per questo.

Non penso che tutti debbano pensarla necessariamente allo stesso modo. quindi c’è gente che vuole solo una piccola auto usata che sembra una merda e che useranno solo per un anno.

A certe persone va benissimo possedere solo vecchie auto ed essere l’ultimo proprietario di quell’auto, che butteranno nella spazzatura e faranno così per tutta la vita.

Non gliene frega nulla delle auto, gli interessa solo viaggiare da un un punto ad un altro e non vogliono spendere soldi per una bella auto, quindi passano da un’auto all’altra e poi ci sono persone che risparmiano soldi per anni e anni e poi comprano l’auto dei loro sogni, ci mettono la cera costantemente, la lucidano, ci fanno le foto e la guidano rumorosamente nelle gallerie e sai, sono completamente coinvolti tipo: “Hey ho una fottuta auto cazzo!”

Le persone sono diverse e le auto sono solo auto per alcuni, per altri è una questione sentimentale e penso che questo succeda con ogni cosa, assolutamente ogni cosa.

Anche per il tuo stesso corpo?

Naturale, si, naturale, qualcuno usa il trucco e qualcuno fa la dieta, qualcuno è completamente coinvolto nello sport e si allena, altri fanno queste micro diete, qualcuno è religioso con il proprio corpo, si curano le sopracciglia e tutto deve essere perfettamente curato, si mettono sempre l’acqua di colonia, tutto è rasato e ovviamente la gente ha diversi punti di vista, qualcuno si lascia andare e vogliono solo vivere, fumano, bevono, diventano grassi o che altro, scopano in giro senza preservativo…

 

Pensi sia una cosa culturale?

No non penso sia culturale, penso sia una cosa molto personale, è una cosa di carattere, probabilmente c’è della genetica in questo, c’è qualcosa riguardo a come si viene cresciuti dai genitori, probabilmente c’è un aspetto culturale ma non credo sia l’aspetto maggiore, penso che nemmeno il genere sia un grande aspetto.

Pensavo a culture dove il tatuaggio è sacro, parte di un processo, quindi quando ho chiesto se pensi sia culturale…

Parzialmente può essere

Questo modo di trattare il proprio corpo come un prodotto…

Non penso che nella cultura occidentale del tatuaggio ci sia niente che abbia a che fare con la tradizione a questo punto, non ancora, forse in un centinaio d’anni o giù di lì da ora, ma non è che non abbiamo quest’antica trazione del farci tatuare, abbiamo un antica tradizione di volere cose, questa è la gente bianca.

Noi vogliamo cose, Se vuoi buttarla sul culturale ecco qui, questa e la nostra tradizione, vogliamo cose, vogliamo persone, vogliamo altri paesi, vogliamo tante cose, vogliamo accumulare ricchezze.

Guarda i vichinghi, la gente non può essere più bianca dei vichinghi e cosa facevano? Stupravano e saccheggiavano e andavano dovunque e volevano solo cose ed erano pronti ad uccidere per questo.

Quindi non mi sorprende per nulla che la gente tratti i tatuaggi nello stesso modo, noi semplicemente non abbiamo un altro meccanismo insito nella cultura se non volere più cose e se vediamo qualcosa che ha qualcun altro vogliamo la stessa cosa pure noi, non abbiamo un meccanismo che ci permetta di vedere i tatuaggi in modo differente, che è per noi, per il nostro corpo, che deve essere unico e così via, non mi sorprende che tanta gente tratti il tatuaggio come qualsiasi altra cosa che si possa acquisire o acquistare.

Cos’altro c’è di speciale oggigiorno, cos’altro è così speciale che puoi apprezzare se non avere un figlio forse, ma anche quello a volte viene trattato come qualcosa del tipo “Cazzo, farò un figlio adesso”. Non so, è una cosa dei bianchi, forse? Forse, non lo so.

 

Non lo so, forse siamo in un periodo che io chiamo, beh, non solo io, una sorta di rinascimento della cultura occidentale del tatuaggio. Cosa ne pensi?

Si, penso che sono d’accordo.

E pensi che questa specie di, chiamiamolo rinascimento della cultura del tatuaggio, porterà qualcosa di buono? Qualcosa di più…

Esattamente ciò di cui abbiamo parlato, penso che il tatuaggio possa essere un modo per aiutare la gente ad apprezzare momenti speciali, cose speciali, gare qualcosa per se stessi, fare qualcosa che sia solo per te, qualcosa che sia unico, unicità e penso, specialmente in un periodo in cui siamo costantemente bombardati dai social media, bombardati con il fatto che siamo solo un blip, un like in milioni di like a volte, che non siamo poi così speciali, che non siamo poi così unici, che tutti in un certo modo abbiamo gli stessi desideri ed emozioni e che siamo quasi insignificanti.

Non ci siamo mai confrontati con la nostra piccolezza in larga scala come ora attraverso i social media e penso che siamo ancora sotto shock perché siamo stati attaccati dai social media solo negli ultimi dieci anni, come specie, o forse un po’ di più di dieci anni, ma sai, non a lungo, nemmeno per una generazione ancora.

Forse un po’ meno.

Si, per te e me forse, ma mia figlia è cresciuta con questo, lei non conosce nient’altro, quindi loro cresceranno in maniera notevolmente diversa da noi. Perciò penso che per loro avere un certo senso di unicità, un certo senso di essere unici, di avere qualcosa che nessun altro ha, quel qualcosa fa fa di te te, oltre al fatto che potresti avere un bel paio di baffi curati o i capelli color arcobaleno o fare degli ottimi selfie e “oh, essere così sicuro, guarda come sei sicuro”.

Tutte queste non contano a lungo e penso che il tatuaggio possa essere, specialmente se ricercato in un modo che posso sicuramente rispettare, se ci si riflette, se ci si pensa, se si viaggia per questo, se si ha la volontà di fare sacrifici per questo, se si ha la volontà di sacrificare una grande porzione del proprio corpo per un tatuaggio. Questo è qualcosa che posso davvero rispettare nel senso che, si, non solo è stato pensato, ma c’è anche la volontà di fare sacrifici, non voler ridurre il processo tipo “Ah, voglio un tatuaggio ma voglio sacrificare solo questo spazio (indicando una piccola porzione di corpo)” e poi finire come un’intera collezione di adesivi e magari quando si ha finito pensare di avere un sacco di cose rimosse con il laser e fare qualcosa che sia più coesivo, che succede, non deve ma… Mi piace quando la gente prende queste grandi decisioni nella propria vita, penso che sia qualcosa di buono per il carattere di una persona che realmente non deve mai prendere queste decisioni in una società dove tutto dura solo un secondo dopo l’altro.

Penso che il tatuaggio sia buono per noi come specie.

Wow, sono diventato profondo…

È la stessa cosa che penso io.

Avevo domande più leggere prima di questa, questa era buona più avanti, ma comunque va bene averne parlato.
Quindi, un’altra domanda che ho è… Da quando hai realizzato “L’ala”, la famosa opera che hai fatto circa 8 anni fa, la mia percezione è…

Sono 10 anni

Oh, si, dopo che ho visto “l’Ala” (the Wing), l’impressione che ho avuto è che sei diventato una sorta di fenomeno mondiale con quel tatuaggio. Questa è solo l’impressione che ho avuto dall’esterno ed è stato quando ho cominciato a seguirti sui social, ad apprezzare la tua arte e decidere di farmi tatuare da te.

Come ti ha influenzato come essere umano e come artista ed era qualcosa di previsto, qualcosa che è successo per caso e totalmente inaspettato…

Totalmente inaspettato

Totalmente inaspettato, quindi c’era…

Lasciami affrontare queste domande pezzo per pezzo.

Accadde in modo inaspettato? Si, totalmente. Ero super depresso quando successe. Ero super depresso e stavo davvero pensando di smettere di tatuare o quantomeno smettere di persistere con i biomeccanici, perché ero veramente… Ero veramente pronto a smettere di fare biomeccanici, non ero pronto a smettere di tatuare ma ero pronto a fare tatuaggi solo come lavoro e non come qualcosa che amo, qualcosa che è fatto per me e io per esso, cosa che ho credut oa un certo punto e quindi ho realizzato quanto è faticoso, quanto sia un derivato, come tutti rubano da tutti e come io faccio lo stesso; quindi ho smesso di fare biomeccanici per un po’.

Penso quell’opera e un paio di altre… Qualcosa è successo, ma fu un processo graduale, per me non avvenne da un giorno all’altro che fossi tipo: “Porca merda sono una tatuatore super famoso adesso!”

Penso che avere successo in quel che facevo arrivò già prima di quello, gradualmente, per lo più perché ho avuto amici influenti, ho avuto amici a cui piacevo, a cui piaceva il mio lavoro e volevano aiutarmi, come Guy Aitchinson per esempio, senza di lui non avrei mai fatto quella manica, sebbene ne dubiti, ma nessuno l’avrebbe ista, perché lui si assicurava sempre che io avessi attenzione perché aveva visto qualcosa in me.

Perciò sono incredibilmente grato anche per questo, quella manica venne dal dolore, dal panico, venne fuori da me mentre stavo veramente lottando.

Stavo lottando così duramente che cominciai ad andare in panico e mi ero un po’ perso e improvvisamente qualcosa venne fuori, qualcosa che non pensavo nemmeno di avere dentro di me e fu un bel momento.

Da allora non mi sono ancora realmente stabilizzato, da allora so cosa cercare quando mi annoio di me stesso, devo spingermi al limite e quindi rilassarmi, sedermi e vedere cosa succede. È come un un atto di bilanciamento e qualche volta sorprendi te stesso, ma veramente non mi vedo come una sorta di fenomeno o niente del genere, non l’ho veramente vissuta in quel modo.

Ha sicuramente aiutato la mia carriera, quell’opera ha decisamente fatto qualcosa e mi ha mostrato come fare qualcosa bene, decisamente mi ha mostrato che: “Hey, c’è qualcosa che posso fare che mi piace davvero fare, che piace anche a tutti gli altri” Quindi il mio intero processo è semplicemente diventato quello di trovare cos’è, qual’è la ricetta, cosa ho fatto? Perché lo feci in panico, quindi non so cosa feci. Non avevo idea di cosa avessi fatto che l’avesse reso così importante.

Quindi cominciai a sezionalo, tipo, era l’uso del nero, erano le linee spesse, era il contrasto, la fluidità, cos’era? Cos’è? era che la gente poteva…

Perché io non l’ho chiamata l’ala.

Quindi tornasti indietro

Si, si, tornai indietro, lo faccio ancora, ancora analizzo ogni opera che faccio che attira molta attenzione perché voglio capire cos’è che fa scattare le persone e penso con “l’Ala”… Io non gli diedi quel nome, la gente la chiamò con quel nome “Oh, sembra un ala” e io l’ho adottato. Da allora e oggi cominciarono a dare nomi alle mie opere perché, pensai “Oh, magari c’era qualcosa in quello”, forse la gente aveva bisogno di qualche tipo di narrativa visto che è così astratto, la roba che faccio è super astratta e penso che quello che apprezzarono è tipo “Oh, ma sembra una sorta di ala” ed ebbero questo piccolo momento di vittoria, dove erano tipo “Oh penso di sapere cosa significa. Penso di capire cosa sta cercando di dirci! È, è un’ala! È un ritardato ma posso capirlo!” Sai: “Posso capire le persone ritardate, è fantastico! Ho un super potere!” sai, quindi questo da alla gente una certa sensazione come se hanno trovato qualcosa, è come un momento di vittoria e penso che questo sia immenso forse nella loro memoria, un pochino.

 

Pensi sia stato una sorta di seme dorato?

Si, forse. Penso che probabilmente per me lo sia stato, si, ma non arrivò da un bel posto, la mia esperienza è stata per la maggior parte del tempo che quando qualcosa di buono succede, succede mentre qualcosa di molto brutto succede allo stesso tempo.

Stavo parlando ieri con un amico riguardo a questo. Lui sta lottando nella sua vita per diverse ragioni e io gli ho detto la stessa cosa che mi stai dicendo tu proprio ora, che solitamente trovi dei semi dorati quando stai lottando con qualcosa nella tua vita, quindi probabilmente…

Si, perché è quando guardi sotto ogni sasso, giri ogni sasso che ti sta intorno e sotto qualche sasso non c’è altro che vermi e merda ma qualche volta trovi qualcosa di valore.

Se sei completamente al verde guardi in terra per vedere se da qualche parte trovi una moneta, non cercheresti mai una moneta se sei pieno di soldi, se stai bene butti via una moneta ogni tanto, magari dicendo: “ah, cosa posso farci con tutto questo rame? Monete di rame, bleah!” Ma se non hai una moneta di rame cerchi quella merda dovunque ed è allora che la trovi.

Aspettarsi che le cose semplicemente ti cadano tra le mani quando non ne hai nemmeno molto bisogno penso sia un po’ troppo, è veramente una cosa arrogante da chiedere all’universo, Intendo dire che devi lottare e ritrovarti in una brutta situazione. La gente a cui viene dato tutto senza quello sforzo il più delle volte sono dei veri stronzi, perchè non hanno un sistema di valori.

Questo è il motivo per cui non si mette al potere gente ricca. È questo il motivo, il potere si da a gente che lavora per quel potere, che è arrivata a quel punto perché hanno lavorato veramente duro per quello e quindi sanno di cosa parlano. Intendo, non parliamo degli attuali eventi o niente del genere.

Ma ecco, penso che un apprezzamento per quello che fai viene sempre dalla lotta. E non solo per gli artisti, alcune persone al giorno d’oggi si mettono in qualche tipo di lotta artificiale, ho notato questo con gente giovane che si buttano in lotte artificiali dove sono per dire: “Oh si, la rendo così difficile con me stesso. La sto facendo super difficile con me stesso” Si certo ma in realtà arriva ancora da te stesso. Sei ancora tu che decidi dove andare a parare, sei ancora tu che decidi le regole.

Quando stavo crescendo - Vengo da una famiglia molto buona, avevamo i soldi, avevo ogni cosa di cui avevo bisogno - non avevo ragioni per lamentarmi, ma ovviamente lo facevo perché ero un pessimo adolescente, diventai un punk, stavo sempre sui treni e bevevo, vivendo in posti abusivi, non volevo i soldi, non volevo avere niente a che fare con l’establishment; tutto per rendermela difficile - penso ora con il senno di poi - Me la rendevo veramente difficile per diventare un adulto o per capire chi ero. Ero ancora io a decidere le regole, avrei potuto comunque dire: “Oh, non sono più un punk, comincerò a lavorare e guadagnare dei soldi” Che poi è quello che ho fatto, così sei ancora in quell’ambiente sicuro, quindi quello è decisamente un modo per farlo ma penso che quando stai veramente lottando, una volta che smetti di fissare le regole, quando pensi che stai facendo qualcosa bene e invece viene fuori che non ci riesci, allora è quando c’è una vera opportunità di crescita, quando c’è questa pressione darwinistica su di te, allora diventa un: “Sopravviverò o no? Devo trovare qualcosa altro da fare?”

E per me fare quella manica “L’Ala” quello fu un un momento di: “Ok, farò solo tatuaggetti in un negozio di strada per il resto della mia vita?”

Certo meglio che lavorare in cantiere, si guadagna di più, è ancora una gran vita, chi cazzo sono io per lamentarmi di questo? L’avrei fatto, lo farei ancora, se questo non funzionasse più, tornerei ancora a far quello, ‘fanculo, non sono troppo buono per quello. Sai, fintanto che non devo farlo.

 

E a proposito dell’arte? Il design di quell’ala, venne fuori per caso, stavi solo improvvisando, o c’era una qualche ricerca?

Beh, non c’era nessuna ricerca, ebbi una fase in cui non disegnavo alcun biomeccanico, mi presi un pausa e quella probabilmente fu una cosa veramente positiva, quando semplicemente non provi a fare qualcosa ma fai un passo indietro e ci pensi solamente. Credo che sia sempre la miglior cosa da fare per interiorizzare quel che hai imparato, per darti il tempo di filtrare o germogliare o fermentare o qualsiasi altro modo vuoi chiamarlo.

Quello fu decisamente buono ma disegnavo un sacco di disegni basati sullo stile Giapponese, Giapponese new school, facevo molto di quello, semplicemente per imparare come disegnare l’acqua, le scagli di un drago o l’artiglio di un drago, musi di drago e imparare come disegnare tutte quelle cose, il che coinvolgeva molte cose che non avrei imparato in altri modo, quindi cambiai anche il mio gusto, all’epoca mi piacevano solo i biomeccanici.

Quindi tu non ai avuto un’istruzione artistica…

No, non l’ho avuta…

Sei un autodidatta.

Si totalmente, sono completamente autodidatta, quindi dovetti fare tutti gli sbagli e per me, personalmente, gli sbagli sono il modo migliore di imparare perché io sono super arrogante.

Quando so qualcosa penso di sapere tutto e quindi solo se mi ritrovo in un vicolo cieco allora è quando imparo: “Ok devo tornare indietro”.

Ovviamente ora che sto invecchiando sto diventando più umile, perché quando sperimenti molto più spesso quanto sbagli se rimani arrogante sei solo scemo. Non penso di essere scemo, ma non sono più così arrogante di sicuro. Quindi è tutto più facile ora.

E come ti senti ora che in tutto il mondo così tanti cercano di imitare il tuo lavoro?

Dico solo attenti, Perché se fate qualcosa che penso sia veramente buono io lo ruberò, è molto facile che se rubate cose da me e imparate cose che io non imparato me le prenderò. È un gioco ad armi pari.

 

Markus Lenhard Tattoing Jerry Magni's Leg - Tattoo Expo Bologna 2018

Non parlavo di gente che cerca di copiare, ma gente che ti vede come un’ispirazione e che cercano di creare il loro modo di fare le cose ma si può vedere che usano te come modello.

Ho giorni belli e brutti ovviamente. Quando sto faticando con la mia arte, guardo a questo e penso “‘Fanculo, sto facendo veramente fatica, posso avere una cosa per un po’ che mi faccia sentire speciale? Posso avere giusto una cosa?” E no certo che non posso, metto quella roba su internet, che mi posso aspettare?

No, detto questo la risposta rimane valida, se sono ovviamente ispirati da quel che faccio è molto lusingante, ma se viene fuori che loro finiscono per fare qualcosa che è veramente un’ispirazione allora non ho problemi a dire “Oh, incorporerò questo nel mio lavoro pure io”.

Ovviamente questo può omogeneizzare il settore, il che è male, ma alla fine tutti impariamo a scrivere.

Shawn Barber una volta mi disse: “Tutti noi impariamo a scrivere con le stesse lettere e ognuno ha una calligrafia alla fine e nessuno lavora sulla sua calligrafia, tutti imparano a scrivere, tutti vogliono scrivere una storia e vogliono scrivere qualcosa di stupido come una lista della spesa o qualcos’altro e alla fine improvvisamente tutti hanno una calligrafia e nessuno si preoccupa di questo” E noi nel mondo del tatuaggio siamo consumati dal trovare il nostro stile che ci siamo dimenticati di imparare a scrivere.

Non siamo più preoccupati della storia e questo è stupido. Èveramente stupido perché se non si impara mai come avere una calligrafia se non si ha un buona storia da scrivere prima. Perché la tua calligrafia non somiglierà mai alla tua calligrafia se sei troppo preoccupato di questo, è come cercare di falsificare la firma di qualcuno, non la farai mi giusta ma la tua firma somiglierà sempre alla tua firma, a meno che ci pensi troppo.

Quando andavo a scuola diventai abbastanza bravo ad imitare la firma dei miei genitori.

Si eri abbastanza bravo, ma la tua firma? Che mi dici della tua firma?

La mia firma è una schifezza.

Vedi, perché ci pensi troppo.

Come artisti vogliamo che la nostra firma sia bella sotto i nostri quadri, perciò ci si fossilizza su quella, sei preoccupato che la tua firma sia bella e questo la fa sembrare una schifezza, perché è innaturale.

La cosa che devi fare è firmare milioni di cose, devi fare centinaia di quadri e firmare milioni di cose, oppure devi veramente praticare la tua firma e riempire un intero libro solo con la tua firma e alla fine del libro se non hai una firma sei dislessico.

(Onestamente non ho mai dato tutto questo peso alla mia firma)

 

 

©Markus Lenhard

 

Hai un metodo che segui per il tuo lavoro o lavori seguendo l’istinto e se ce l’hai, se segui un metodo, regole o altro per creare le tue opere, se hai qualcosa del genere ti va di condividerlo?

Certo, lo condivido sempre, faccio seminari.

Se c’è una cosa che credo, è che anche se condivido il mio metodo non avrebbe nessun valore per nessuno e non ha valore per me dopo un po’ di tempo perché mi annoio facilmente.

Quindi, ho un metodo e lo seguo magari per 2 o 3 anni e poi mi annoio e voglio cambiarlo. Perché quella noia… Non essere annoiato, quello è il mio metodo.

Fa parte dell’essere artisti.

Si io non posso annoiarmi, appena mi annoio voglio smettere di fare qualunque cosa io stia facendo e non voglio smettere di fare questo perché è la mia vita e ho delle responsabilità.

Non posso essere un homeless, quindi devo fare questo e mantenerlo interessante, quindi cambio il mio metodo ogni volta.

Ma ho un obbiettivo all’orizzonte, ho un punto di fuga verso il quale sto camminando, non torno indietro. Quindi ho bisogno che la mia qualità migliori, voglio essere in grado di arrivare dove voglio arrivare velocemente, perché ad un certo punto morirò giusto?

Quindi voglio arrivare li velocemente, voglio migliorare in quel che faccio, voglio produrre una qualità di lavoro migliore e non voglio annoiarmi e ovviamente sto arrivando al punto in cui sto facendo questo da quasi 15 anni ore, perciò sto raggiungendo il punto in cui comincio a preoccuparmi di perdere la mia importanza, di diventare irrilevante e se riesco a gestire la cosa senza diventare noioso, forse posso restare rilevante più a lungo. Non che io non voglia andarmene con grazia, ma non ancora.

Capisco.

Ho un altra domanda a cui hai già risposto prima.
Penso che i tatuaggi dovrebbero essere materia di studio nelle scuole elementari ora, perché al giorno d’oggi la gente si fa tatuaggi senza nemmeno pensare o sapere cosa stanno facendo.
Fondamentalmente hai già risposto a questo prima ma hai altri pensieri riguardo a questo?

Penso ci siano un sacco di cose che debbano essere insegnate a scuole perché i genitori non insegnano quel tipo di cose ai loro figli e i tatuaggi sono forse in quella lista ma non in cima alla lista.

Sono d’accordo.

Giusto? e prima di pensare ai tatuaggi forse dovremmo occuparci di come essere autosufficienti in una casa, come redigere il modulo delle tasse, come trovare la propria realizzazione, come - oh cazzo - come gestire i social media, come gestire internet, come trovare la verità, come filtrare le stronzate, che ti evitano di farlo, cosa sono le teorie del complotto, perché la terra non è piatta?!

AHAHAHAH

Oh mio dio, la lista è talmente lunga, come non essere arrabbiati, come gestire la rabbia, come gestire il cuore spezzato, come avere una sana sessualità… Ci sono così tante cose che vorrei insegnare ai bambini ora, perché…

Si, sono totalmente d’accordo

Ma i tatuaggi sono abbastanza sicuri, se ti fai un brutto tatuaggio e te ne rendi conto puoi ricoprirlo, rimuoverlo con il laser o viverci e penso faccia bene al carattere. Farsi un brutto tatuaggio è meglio per il carattere che avere un fantastico tatuaggio fin da subito, fai i tuoi sbagli, se fai uno sbaglio che vedi ogni giorno, con il quale ti devi confrontare tutti i giorni allo specchio e pensi: “Ah, questa schifo di tatuaggio.” È un promemoria del fatto che sei fallibile

Sai, io mi fido più delle persone con brutti tatuaggi che delle persone senza tatuaggi perché penso che loro sappiano meglio che le loro decisioni non siano sempre le migliori e hanno un promemoria visivo di questo, tutti i giorni.

Molto interessante

Quindi non sento il bisogno di insegnare niente a nessuno riguardo ai tatuaggi, penso sia una scuola di vita avere tatuaggi terribili, ma io ho tatuaggi terribili, quindi ovviamente penso questo perché ho fatto degli sbagli

Qual’è una delle più grandi sfide che hai dovuto affrontare come tatuatore e come l’hai superata?

Che tipo di sfida?

Non lo so…

Essere padre.

No, come artista.

Essere padre ed essere artista allo stesso tempo. Essere ogni cosa a parte un artista è veramente difficile se stai cercando di essere un artista. Essere qualunque altra cosa allo stesso tempo.

Essere un artista non è veramente poi così difficile una volta che guadagni soldi che fottutamente facile.

Abbiamo una vita così facile. Sto ancora cercando dov’è la fregatura, ma l’ho trovata, e la fregatura è che facciamo veramente pena ad essere qualsiasi altra cosa.

È come, è veramente dura. Non voglio piagnucolare riguardo a questo, non voglio dire: “Oh è così difficile essere un artista” perché non lo è. Ma è dura essere padre, essere un buon padre, perché è un sforzo egoistico. Essere un artista è così incredibilmente egoistico e restare un buon artista e perdere il proprio egoismo senza diventare questo meditativo e distaccato personaggio che dice a tutti che han trovato questo fottuto, non so, che hanno trovato questa specie di dio o qualcosa del genere.

È veramente difficile non superare il limite con ognuna di queste cose, è veramente molto molto dura, non so, non ho una buona risposta, probabilmente fa solo una parte del diventare più grandi e con il tempo migliorare in tutto quel che fai, ma essere un artista non è poi così dura.

Quindi non hai mai dovuto affrontare grandi sfide?

Come ho detto, la mia più grande sfida è essere un buon padre ed essere ogni altra cosa a parte un artista mentre sei… Essere un buon artista, la cosa più difficile è non smettere di essere un buon artista mentre cerco di migliorare in altre cose, quella è la parte difficile di essere un artista.

E tu sai, non sei molto connesso alla societé, nessuno capisce veramente quel che fai, nessuno veramente ci arriva, perciò non hai molti amici, io non ho molti amici, perché non c’è molto da condividere con le altre persone e non voglio che ci sia, ed essere amico con altri artisti non è mai un’amicizia molto stretta perché tutti sono egoisti come ho detto, quindi non ci sono multe relazioni umane strette. Forse questa è una buona risposta.

E c’è una grande sfida che come artista stai affrontando ora?

È lo stesso, restare rilevante mentre sei impegnato con altre cose e recentemente, hum, sto affrontando un divorzio proprio ora, non vedo mia figlia spesso, non vedo i miei cani quasi mai, tutto sta cambiando e restare consistente nella mia arte mentre affronto tutti questi cambiamenti personali… Si, questo è decisamente impegnativo, non far trasparire questo nella mia arte.

Ma al momento mi sento abbastanza sicuro perché ho molte cose stabilite nella mia arte, quindi so cosa faccio, posso navigare a vista per un po’ con quello che ho raggiunto. Posso usare l’autopilota per un po’, non devo reinventare me stesso artisticamente, al momento devo reinventare me stesso a livello personale.

Perciò sono occupato con quello.

Quindi sai già come affrontare questa cosa.

Si perché sono già stato in una situazione simile un paio di volte, mai con questa intensità, questa volta è estremamente intenso per me e mi cambia profondamente come persona, ma decisamente non è noioso, quindi va bene.

Questa è la prossima domanda, riguardo alla noia. Ti annoi mai?
Beh, hai già risposto prima… Non ti annoi mai a fare solo biomeccanici? Fai altre cose che magari non vediamo nel tuo portfolio?

No, veramente no. Se facessi altro lo mostrerei istantaneamente e probabilmente lo ri-posterei tutto il tempo, perché voglio fare altre cose, perché penso che sto dimenticando come disegnare, perché se fai solo cose astratte ad un certo punto perdi l’abilità di disegnare cose reali.

Voglio decisamente fare cose reali come draghi. amo tatuare fiori, malo tatuare la natura, vita selvaggia, paesaggi e tutto quel genere di cose, amo tatuare e disegnare cose che hanno facce e sono reali. Le disegno nel modo che le disegno per cui tutto quello che faccio con i miei biomeccanici influenza ogni cosa che disegno e pesno sia una buona cosa, quella è la mia calligrafia, ma mi manca disegnare cose reali, di sicuro.

I biomeccanici hanno così poche regole che faccio fatica a trovarli noiosi perché quando i biomeccanici diventano noiosi li cambio in qualcos’altro. Li trasformo in qualsiasi cosa voglio che siano, è semplicemente qualcosa di nuovo che arriva e riscrivo le regole ogni volta, sai, è come fare il sugo per gli spaghetti, se trovi il tuo sugo noioso aggiungi qualcosa, lo cambi, cambi quel che vuoi, tu sai esattamente cosa ti piace e se non ti piace allora lo cambi in qualcos’altro ma sai esattamente cosa ti piace quindi puoi cambiare il tuo sugo e probabilmente ti piacerà sempre.

Quindi questo è facile, ma imparare a fare, che ne so, un dessert, of come cucinare una torta, quella è una cosa completamente diversa e non voglio dimenticare come cucinare anche una torta, quindi ogni tanto sono felice se sono in grado di fare una torta.

Interessante, mi piacerebbe assaggiare una delle tue torte.

Questo suona veramente sporco Jerry

AHAHAHAH

Ok, taglierò questa parte

AHAHAH

No lasciala, sarà divertente.

Cosa odi e cosa ami di più del mondo dei tatuaggi?

Oh, cosa odio. Oh mio dio, non mi piace odiare troppe cose, ho problemi con la rabbia.

Beh, allora qualcosa che non ti piace e che ti piacerebbe cambiare.

Si, ma tutte queste cose mi farebbero sembrare come un vecchio brontolone.
Non voglio essere quel tipo di persona, sai. Perciò ogni volta che non mi piace qualcosa mi esercito sempre a venir fuori dal non farmela piacere e ignorarla, perché non voglio essere arrabbiato. Non voglio mettermi a…

Ok, allora cosa ami di più…

Beh posso dirti cosa non mi piace. Non mi piace che i tatuaggi siano diventi così popolari che ora ci siano così tante regole, non mi piace che persino tra tatuatori e tatuatori ci siano certe aspettative, come se devi apparire in un certo modo, ad esempio io non sembro per niente un tatuatore e nemmeno to, noi non sembriamo necessariamente dei tatuatori, non ci vestiamo come tatuatori, non ci comportiamo come tatuatori. Quel che non mi piace è che ora c’è questa cosa per cui devi vestirti e comportarti in un certo modo se sei un tatuatore e penso sian un’enorme stronzata.

Non ho cominciato a tatuare perché c’erano così tante regole, ho cominciato perché non ce n’era nessuna. Questo è quello che che mi piaceva perché non mi piacciono le regole, odio l’autorità e non mi piace che chicchessia mi venga a dire come devo vivere la mia vita.

Perciò, questo è decisamente qualcosa che non mi piace ma vedo che è inevitabile, quando qualcosa diventa così grande la regolamentazione è qualcosa di inevitabile.

Guarda le armi, ora c’è questa crisi sulle armi. Non puoi avere ognuno che possiede una pistola senza delle regole, non puoi avere ogni persona che guida un’auto senza che tutti facciano la patente, non si può fare.

Se c’è un solo tizio con un’auto non è un problema, lui guida ed è lui nella situazione di maggior pericolo non tutti gli altri.

Questo ha a che fare con l’etica.

Etica, ma devi insegnare alla gente l’etica e l’etica è parte delle regole. La nostra etica viene dal nostro sistema legale, dal nostro sistema di regole, dalla nostra religione, ma cos’è la religione se non regole. Perciò penso che le regole siano importanti, penso che dovrei solo, dovrei darci un taglio.

Sai, era diverso quando ho cominciato, non voglio sembrare come, piuttosto insegnerei, piuttosto vorrei essere parte del cambiamento e avere almeno un pochino di controllo su dove andrà a finire, questo è il motivo per cui insegno, questo è il motivo per cui voglio restare rilevante, invece di diventare questo vecchio brontolone che è solo arrabbiato. Nessuno ascolta una persona arrabbiata. Perciò non voglio fare questo.

Cos’è la parte migliore? Cosa amo dei tatuaggi? Beh, cazzo, la mia libertà, sai, e i soldi ahahah.

Scherzo.

La libertà decisamente, amo la libertà, amo che ho il mio destino nelle mie mani, che decido quanto voglio viaggiare, quanti soldi mi servono, posso decidere quanti soldi guadagnare, posso decidere ogni cosa della mia vita e incontro un sacco di gente interessante, incontro persone che trovo interessanti, perché gli piace la mia arte, mi trovano interessante, perciò ci sono buone possibilità che io trovi interessanti loro. È grandioso, in quale altra situazione hai questo? Molte persone nel loro lavoro si confrontano sempre con persone che non gli piacciono. Io non ho niente del genere, perciò devo solo continuare ad apprezzare questa cosa credo.

Si, c’è molto da amare riguardo ai tatuaggi, è uno dei migliori lavori al mondo, è per quello che tutti vogliono farlo.

Si, probabile

C’è un lista interminabile. No?

Ci sono abbastanza cose da odiare ma, sai, con qualcosa che ami, se ami qualcosa non vuoi soffermarti sulle cose che odi. Se amo mia moglie, la mia ragazza, mia figlia, non voglio mettere una lente d’ingrandimento sulle cose che odio di quella persona. Perché è facile che l’odio diventi l’emozione predominante.

Tutto questo suona veramente ipocrita, perché non dico che sono bravo in questo, perché ho brutte giornate, ma so che quello dovrebbe essere uno dei miei mantra, perché vengo dalla rabbia, sono una persona molto rabbiosa, mi arrabbio facilmente e credo che la gente dovrebbe lavorare su se stessa per migliorarsi, per non andare nella tomba pieni di rabbia e rimpianti.

Perciò penso che la rabbia sia una delle cose che devo controllare. Quella è decisamente una cosa su cui lavoro sempre.

Non voglio odiare niente.

Belle parole, profonde e ispirate.

Grazie

Bene, tu sei considerato probabilmente uno dei tatuatori di maggior successo nel mondo, penso…

Pensi?

Si lo penso. Hai dato vita a un nuovo modo di fare biomeccaninci, sei un’ispirazione per molte persone. La gente viaggia da tutto il mondo per le tue opere, per cui sono abbastanza sicuro che tu sia nella lista dei migliori tatuatori.

Come minimo nel mondo dei tatuaggi tutti sanno chi sei, credo.

Non so se dovrei sentire questo?!

(ridiamo insieme)

Non so se è buono, non lo so…

OK! Se questo è vero non so che effetto avrà sul mio carattere sapere questo. Io semplicemente…

Si, ma la mia domanda è: hai qualcosa, chiamiamolo segreto per il tuo successo, qualcosa del tipo “Ok, se vuoi raggiungere questo punto devi o dovresti fare questo o quello o…”

Semplicemente non essere arrogante, per me il segreto del successo è non essere arrogante, fai quello che non ti piace fare, imparerai molto di più facendo quello che non ti piace che facendo solo quello che ti piace.

Non impari niente di nuovo facendo le cose che già ti piace fare, sai già tutto di quello. Quindi fai qualcosa di difficile, qualcosa di pericoloso, fai qualcosa che ti faccia sentire a disagio. Penso che se sei vulnerabile sei anche aperto e impari di più.

Questa decisamente è una delle cose, mantieniti vulnerabile, non infilarti in troppi problemi ovviamente ma sai, decisamente vai in quei posti che sono un po’ scomodi e mantieniti scomodo, non sentirti troppo a tuo agio.

Se hai già successo è veramente facile abituarsi e quello è sempre l’inizio della fine, sempre.

Penso che se vuoi crescere devi restare a disagio. Questa è probabilmente la cosa più importante che posso dire a chiunque, semplicemente rimani scomodo.

Come ti connetti alla tua rete di contatti. Vengono loro da te, vai tu da loro?

Non faccio nulla del genere

Intendo dire, tu fai seminari

Li faccio ma niente di estremo successo

Chiedi di farli o ti viene chiesto di farli?

Si, mi è stato chiesto, perché mi piace sentirmi parlare, perciò parlo molto, non sono molto sociale ma quando lo sono parlo e quindi ho queste conversazioni come quella che stiamo avendo oro, qualcuno mi chiede qualcosa e io non smetto mai di parlare.

Così ad un certo punto la gente mi ha chiesto: “Penso che dovresti fare seminari, penso che saresti bravo in quello” Ero molto preoccupato di farlo perché mi aspetto molto da me stesso.

Quindi ad un certo punto ho tirato fuori la testa dal mio culo e ho cominciato a farli, perché Jeff Gogue mi ha spinto a farli un pochino, mi disse: “allora tu vieni come ospite, dovresti fare un seminario qui. Io faccio un seminario, noi dovremmo fare un seminario insieme” E io ero tipo: “Porca merda, ‘sta cosa è enorme” perché lui è così bravo in questo, è intimidatoriamente bravo ed ha pure molto successo in questo, specialmente lo era in quel momento e io pensai: “Oh cazzo, se faccio un seminario con Jeff Gogue potrebbe aprirsi una porta su una parte completamente diversa di quel che posso fare, che non è tatuare, aprirebbe una porta” Per cui mi dissi: “Oh, c’è un’enorme possibilità qui, sarei stupido a non coglierla”.

Quindi lo feci e mi divertii molto, fu fantastico. Penso di essere abbastanza bravo. Ho avuto solo riscontri positivi finora. Mi piace davvero, lo sto facendo da 5 anni ora ed è stato molto molto molto appagante ma non ho questo enorme successo, le mie classi sono piccole, non faccio quel tipo si seminari che tutti vogliono frequentare, perché tutti cercano il sacro graal, tutti chiedono: “che tipo di inchiostri usi? Che macchine usi? Che aghi usi?” Perché tutti cercano il facile… Vogliono solo prendersi cura di quello. È come se: “Ok, devo rendermela il più semplice possibile, quindi mi servono i migliori materiali.”

Totalmente comprensibile, ma non è il tipo di cosa che faccio. Non do seminari tecnici, faccio il tipo il tipo di cose che stiamo facendo ora, voglio dare alla gente una diversa prospettiva, voglio dare una luce differente alle cose, Lux Altera.

Perciò voglio dare all gente una prospettiva diversa così che possano vedere meglio l’intero quadro e possano imparare in modo più semplice qualcosa. Penso che se non vedi l’intero quadro, se sei focalizzato troppo su una cosa, a volte perdi l’obiettivo, lo fraintendi e alla fine riproduci qualcosa invece di creare qualcosa.

Penso che puoi creare qualcosa solo quando lo comprendi completamente.

Perciò i miei seminari sono molto filosofici, sono più una conversazione, una chiacchierata che ispira per la quale vengo pagato e mi piace farlo.

Penso che per me abbia molto più senso che insegnare a qualcuno esattamente come faccio qualcosa, perché non penso aiuti molto, quello aiuta solo a copiare esattamente quel che faccio e non è una cosa che voglio fare.

Se ci arrivano da soli allora quello mi dice: “Ok forse sto facendo qualcosa di giusto” Ma se mi copiano solo perché gli ho detto esattamente come fare, questo non mi da niente e alla fine voglio che dia qualcosa anche a me, perché sono un artista egoista.

Penso che ogni artista sia un po’ egoista.

A parte produrre arte fantastica, pensi che ci sia o, beh, hai un elemento chiave per avere clienti, a parte…

Devi solo essere veramente bravo in quel che fai ma non solo quello, devi essere anche veramente bravo a venderti, avere successo non è mai una sola abilità.

Essere di successo in qualsiasi cosa è sempre un mix, una serie di abilità, questo è il motivo per cui non molte persone hanno successo, semplicemente non funziona in quel modo.

Come Picasso, lui era bravissimo a fare marketing di se stesso

Si, devi essere bravo a venderti, quello richiede un certo livello di arroganza, un buon livello di conoscenza di se stessi, anche un certo livello di umiltà, è una linea sottile sai.

Devi essere bravo a parlare di te stesso e io cerco sempre di essere bravo in questo, voglio essere in grado di parlare di me stesso ma voglio essere in grado di garlo in un modo che non appaia come distaccato o arrogante. È una linea sottile perchè conosco le mia abilità molto molto bene e la gente che conosce le proprie abilità molto molto bene viene sempre percepita come qualcuno di arrogante.

Sono un ragazzo molto sicuro di se e se sei sicuro di te puoi avere successo, se sei sicuro è veramente facile avere successo perché la gente segue sempre chi è sicuro.

quindi questo è, ma se sei troppo sicuro, se sei più sicuro di quanto le tue abilità ti permettano allora la gente riderà di te.

È difficile non cadere di faccia con questo tipo di consiglio, è veramente un brutto consiglio da dare alla gente.

La sicurezza è qualcosa che dovrebbe arrivare in modo organico dall’essere bravo in qualcosa, non diventi bravo in qualcosa solo essendo sicuro, non avviene mai così.

È come, sono abbastanza sicuro che sia successo anche a te. A me succede regolarmente. Parli con qualche artista, lo ascolti e pensi “Wow questo deve essere un artista fantastico” poi vai in internet a guardare i suoi lavori e dici “Che cazzo è ‘sta roba?!”

Non succede così spesso ma succede ogni tanto. È come ho detto prima a proposito del rimanere a disagio, perché allora impari di più.

Penso che se diventi troppo sicuro cominci a dimenticare qualcosa, la qualità del tuo lavoro scende perché cominci a guardare a come puoi farla franca, quella è arroganza.

Se cominci a guardare a come farla franca per fare più soldi con meno lavoro o qualcosa del genere, che è naturale, tutti lo fanno, ma bisogna fare molta attenzione a quello.

Che una linea molto sottile tra arroganza e sicurezza. Penso che un buon modo per stare sulla giusta strada, su quel bordo e senza cadere sia restare scomodo, a disagio.

Non amare troppo le tue cose, non sentirti troppo comodo dove sei, non c’è niente come restare dove sei, devi sempre muoverti in una direzione, che ti muovi avanti o indietro, come un pendolo, non stai mai fermo, quando sei fermo sei morto.

Potremmo dire che il tuo mantra è qualcosa del tipo: “Impara a sentirti a tuo agio nel disagio”

come un pugile, quando stai fermo sai esattamente cosa succede, devi restare in movimento, così resti fluido. Se non sei fluido prendi i pugni, è molto facile colpire un obbiettivo fermo.

È come diceva Bruce Lee “Impara ad essere come acqua”

Sii acqua, si, sia io non sono Bruce Lee, ma ma è decisamente come se io abbia raggiunto un punto nella mia vita in cui mi sento come, si, ogni volta che mi sento a mio agio divento arrogante e quando divento arrogante la qualità del mio lavoro se ne va e quando la qualità del lavoro scende c’è la possibilità che qualcun altro mi rimpiazzi e non sono pronto per questo.

Come gestisci i clienti difficili?

Gli faccio sapere che sono difficili, li metto a disagio

(Ridiamo insieme)

Oppure lascio che si mettano a disagio da soli. Veramente non ho clienti difficili, perché penso di rendere le mie regole molto molto chiare ancor prima di incontrarli per la prima volta.

Perciò puoi capire molto prima quando una persona potrebbe essere difficile…

Si e quindi prepararti.

Normalmente puoi capirlo da un’email. Per questo mi piacciono le email.

Se c’è un suggerimento che posso dare è che dovresti o che chiunque dovrebbe ascoltare è questo:  Con i clienti che non hai mai incontrato non comunicare via Messenger o qualsiasi cosa che sia instantanea, di persona è anche peggio.

Che è perché non mi piace lavorare in un negozio su strada, semplicemente non ottieni buoni lavori in quel modo, non incontri gente che vuoi veramente incontrare in quel modo, succede solo per caso, li incontri solo per caso.

Se hai uno studio chiuso o privato allora la gente deve chiederti qualcosa, devono scriverti una lettera, un’email.

È stato fatto un studio che mostrava che la gente che usa Messenger mente molto di più della gente che usa l’email, un’email sembra ufficiale, come una lettera, è come una cosa ufficiale per cui ti prendi il tempo di rispondere, ti prendi il tempo per leggerla e quindi consideri le tue risposte perché non ci si aspetta una risposta immediata. formuli una risposta appropriata, perciò la gente mente di meno in una email, la gente è molto più probabile che sia onesta, gentile, considerata e quando gli rispondi leggono in modo più considerato che in un messaggio istantaneo.

quindi il mio miglior consiglio per trovare gente con cui vuoi lavorare è di fare tutte le tue interazioni via email.

Tutti i primi incontri tutti via email, questo è il motivo per cui lavoro in un ambiente chiuso. È veramente difficile dire di no a qualcuno in faccia, per me, per chiunque, devi essere un po’ stronzo per essere in grado di dire : “No, non mi piaci” in faccia a qualcuno; ma è qualcosa che molto facile da dire via email, puoi formulare un’email in modo che sia molto difficile da fraintendere, la gente legge quelle cose in modo diverso.

Gli scrivi una lettera dicendogli che non pesi che siete una buona combinazione, che devi filtrare la tua clientela perché vuoi aiutare la gente con cui c’è una buona combinazione e che è meglio per quella persona trovare un artista a lui più congeniale.

Chi potrebbe discuterne?

Ma per dire a qualcuno questo tipo di cose in faccia hai sempre una reazione negativa, sempre.

Ho imparato a gestire la cosa.

Intendo dire che anch’io posso farlo faccia a faccia ma è sempre molto sgradevole, mi tiene sempre occupato, quando ho un incontro di quel tipo con qualcuno mi tiene impegnato per settimane, mi tiene sveglio di notte perché mi sento sempre come: “Oh, ho urtato i sentimenti di quella persona?” O: “Non gli piaccio? Parleranno male di me ora?” e tutto quel genere di cose.

Se lo fai con un’email è rispettoso. Quindi sempre, sempre, tutto via email, tutto. allora posso dare alla gente tutte le informazioni, posso copiare e incollare un intero testo che avevo scritto per qualcun altro o le informazioni, posso inviare un PDF su come lavoro, come ricevo i pagamenti e tutto il resto.

L’email è fantastica ed è professionale, è semplicemente professionale e in quel modo non vieni disturbato nel tuo giorno libero o quando sei in vacanza, puoi avere un’informativa del tipo: “Rispondo alle email solo una volta a settimana” E la gente può essere preparata a questo.

Quando lasci che la tua clientela ti approcci su Messenger si aspettano pure una risposta immediata, perché è così che funziona Messenger, quindi hanno già più aspettative di quelle che ti aspetti da te stesso e già non ti piace quella persona, ancora prima di incontrala, per questo odio Messenger per interazioni professionali. Non lo uso per niente.

Stessa cosa con gli sms e il telefono, nessuno ha il mio numero, quello è per gente che ho già incontrato di persona, clienti che hanno già pagato un acconto, loro hanno il mio numero, il mio indirizzo. La gente non ha il mio indirizzo.

Questo è molto importante. Se tutti i tatuatori lavorassero in quel modo, che cavolo, allora la gente che non apprezza i suoi tatuaggi non sarebbe nemmeno un problema, perché è quando metti il cliente nella posizione in cui deve darsi da fare per arrivare a te che ti mette nella situazione di avere delle aspettative su di loro. Puoi aspettarti che siano, rispettosi, gentili, pazienti e tutte queste cose portano a un’interazione migliore.

Questo è probabilmente il miglior consiglio che posso dare a chiunque.

Questo ci porta all’ultima domanda.
Cosa suggeriresti a qualcuno che vuole tatuarsi ma non sa assolutamente nulla di tatuaggi. Qualcuno che è un novizio, qualcuno che vuole un tatuaggio ma non sa niente.
Cosa suggeriresti a loro?

Sii paziente. Non tatuarti ancora.

Semplicemente sii paziente, non tatuarti a questo punto. Fai le tue ricerche, fare ricerche è facile al giorno d’oggi, c’è internet, non devi nemmeno lasciare casa, ma se vuoi tatuarti sii rispettoso, se davvero vuoi tatuarti ma non sai niente di tatuaggi assicurati di non farti tatuare dal vicino di casa, assicurati di mettere un po’ di energia nel tua tatuaggio, fai le tue ricerche e trova quello che ti piace.

se non sai quel che ti piace, se non sai cosa dovresti tatuarti non sei pronto per questo, facilissimo.

Ma se sai cosa vuoi tatuarti e da chi vuoi farti tatuare, fallo, vai avanti, semplicemente fallo, fatti tatuare, spendi quei soldi, fatti quel tattoo, vai nel posto che vuoi e fidati del tuo artista. Se hai fatto bene le tue ricerche, questo è il miglior consiglio che posso dare, perché impari di più mettendoti in questa situazione in cui non sei completamente a tuo agio.

Mettiti in questa situazione in cui non ti senti completamente a tuo agio e se ti ritrovi un tatuaggio schifoso, beh quella è sfortuna.

Ma normalmente una cosa abbastanza sicura da dire a qualcuno è che i tatuaggi economici non sono buoni e i buoni tatuaggi non sono economici, questa è una cosa che semplicemente continua ad essere vera, ma non è l’unica verità la fuori, ma decisamente trova un artista che ti fa aspettare, trova un artista che non sia immediatamente disponibile, scrivigli un’email e vai da un artista da cui vuoi veramente qualcosa, viaggia se devi, viaggia, spendi tutti i soldi che servono, prenditi tutto il tempo che serve, sii paziente, riflettici su.

alla fine fidati del tuo artista, fidati del tuo artista per prendere le giuste decisioni per te, perché a quanto pare tu non hai mai preso quella decisione prima, quindi non puoi essere bravo in quello. I tatuatori prendo questo tipo di decisioni ogni giorno, quindi fidati del tuo artista.

Stai zitto e semplicemente mettiti su quella poltrona e fatti tatuare.

Interessante.

Bene, grazie mille, grazie Markus per il tuo tempo, per il tuo messaggio profondo e ispiratore.

Grazie a te

Ci vediamo alla prossima

Si decisamente, ora cominciamo a tatuare.

Si cominciamo.

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IN MEMORIA

L'opera di oggi è un tributo al padre di questa ragazza che ha scelto un passero dalla pancia azzurra come il colore degli occhi di suo padre. Di origini molto povere, riuscì comunque a ritagliarsi il suo spazio, per questo i papaveri, fiori che possono crescere dovunque, anche tra le crepe di un muro. Un bel tributo, decisamente più bello di qualunque scritta.
Qui sotto il tatuaggio appena fatto. Più sotto il tatuaggio guarito dopo un mese.

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CARONTE

Una delle cose che mi da più soddisfazione è quando un cliente mi chiede un soggetto che mi affascina, come Caronte, ma la cosa ancora migliore è quando mi da carta bianca. Avevo già tatuato questo ragazzo, il tatuaggio era Medusa e ne è stato così soddisfatto che a questo giro ha deciso di non darmi nessuna indicazione e lasciare libero sfogo alla mia fantasia. Disegnare questo soggetto per me è stata una vera goduria :D
Qui sotto il risultato a tatuaggio completamente guarito.

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Tattoo Artist. Te la tiri?

Un luogo comune, che ho riscontrato in molti paesi in cui ho viaggiato e che riguarda la categoria dei tattoo artist è che, a quanto pare, "se la tirano!", si atteggiano, non sono umili ecc.
Credo che essere umile non significa essere compiacenti con chiunque.
Umile non è chi non riconosce le proprie capacità, ma chi non ne fa il centro di ogni conversazione e soprattutto sa riconoscere che c'è sempre spazio per migliorare.

Che il tattoo artist sia "una figa di legno" può anche essere vero ma in genere quest'atteggiamento si può trovare in tutte le categorie.
Ma visto che il tattoo artist è diventato la figura carismatica che i media hanno deciso dovesse essere, è ovvio che riceva più attenzione di altre figure come, l'idraulico, il meccanico o il dentista.

Ma perché questa persona tende ad ignorare alcune (o molte) persone con fare annoiato?
Credo sia per lo stesso motivo per cui ogni volta che una ragazza sente un “ciao bella” nemmeno si gira! Solo per un “ciao bella”  dovrebbe fermarsi almeno dieci minuti a conversare e magari dare il suo numero di telefono?

Siamo realisti, una bella ragazza, dall’adolescenza in avanti, quante volte si è sentita dire una frase del genere? Decine di volte al giorno. Probabilmente migliaia di volte in una vita. Quando finalmente nel weekend esce per divertirsi un "ciao bella" può veramente bastare per attirare la sua attenzione? Dovrebbe davvero dar retta a tutti quelli che le fanno un complimento?
Siamo seri, quella “povera” ragazza ha una vita e ha giustamente attivato dei filtri attraverso cui ignorare persone inutili alla sua esistenza, nonostante i complimenti che sicuramente appagano il suo ego.

Ora basta applicare lo stesso ragionamento al Tattoo Artist.
Il tatuaggio è uno dei movimenti culturali più in voga da parecchi anni. In una settimana, anche il più infimo dei tatuatori, riceve decine di telefonate, email, messaggi sui vari social network, vede numerose persone con cui discute, valuta e crea lavori.

Quando finalmente arriva il weekend e decide di uscire per rilassarsi, appena entra in un locale, avendo tatuaggi più estesi e visibili, attira immediatamente l'attenzione.
Gente maleducata gli mette addosso le mani per vedere i suoi tatuaggi, altri cominciano a bombardarlo di domande, solitamente del tipo: "Questo tatuaggio me l'ha fatto un amico, tu quanto lo faresti pagare?". "Quanto mi fai pagare per un tatuaggio?". "Vorrei fare un tatuaggio da qui a qui, cosa ne dici?". "Questo l'ho fatto in quello studio, è fatto bene?". "Vorrei coprire questo tattoo, si riesce?" ecc. ecc.

Se il poverino dovesse dar retta a tutti la sua serata di riposo diventerebbe una delle giornate lavorative più intense di tutta la settimana e quasi sicuramente una delle più infruttuose.

Di perditempo è piena l'aria e il tattoo artist esperto, nonostante sappia benissimo che un rapporto di lavoro può nascere ovunque, ha imparato bene che una persona veramente interessata, probabilmente approfitta dell'occasione per esprimere velocemente un'idea, chiede il biglietto da visita e lo lascia a godersi la sua serata in attesa di discutere il suo progetto in luogo più appropriato: lo studio!

Immaginiamo se un dentista ogni volta che va in un locale per godersi una serata si ritrovasse intorno un numero indefinito di persone avide di informazioni: "A quanto me lo faresti un ponte?". "Quanto costa un'otturazione?". "Guarda qui, credo di avere una carie..".

Oppure immagina come sarebbe la vita di un proctologo :’D

Quindi, prima di pensare che il tatuatore (o altre figure professionali) se la tira, sarebbe bene fare l'esercizio mentale proposto qui sopra.
Mettiamoci nei suoi panni e capiremo che serve qualcosa di più interessante di "Quanto mi fai pagare per…" Per avere la sua attenzione. Esattamente come ci si deve inventare qualcosa di più interessante di un "Ciao bella" per attirare l'attenzione di una bella ragazza!

Se interessati ai suoi lavori o ad una consulenza, andiamo a trovarlo in studio ;)

Buon tatuaggio a tutti.

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V32-LØC3

Per questo lavoro mi sono ispirato alle forme delle auto da Formula 1.
Devo ancora valutare come colorarlo ma trovandolo già bello così non potevo non pubblicarlo :D

Se ti piace contattami subito ;)

https://youtu.be/BHwKqV35oLQ