Questo ragazzo si presentò al primo incontro di consultazione con una rivista di disegni per tatuaggi (per la quale tra l’altro avevo lavorato fino al 2002) dalla quale aveva scelto un disegno che voleva io copiassi. A parte la qualità discutibile del disegno, gli spiegai che non è mia abitudine copiare, a meno che sia impossibile farne a meno o quantomeno che ci sia la possibilità di combinare gli elementi in modo da creare qualcosa di completamente nuovo. Quindi gli suggerii di lasciarmi creare qualcosa di unico per lui. Suggerimento che accettò subito.

Visto che voleva un viso di donna realistico, decorato con i tipici temi messicani del Giorno dei Morti, gli dissi di cercare su internet dei visi di donna, possibilmente già in bianco e nero e delle decorazioni che gli piacessero da applicare sul viso, da quello avrei elaborato qualcosa di interamente nuovo.

Ovviamente non poteva sapere quali riferimenti potevano essere più adatti di altri e pretendere che avesse una conoscenza dei limiti tecnici legati alla realizzazione era decisamente troppo. Perciò in questa prima fase ci fu una perdita di tempo dovuta alla mia “ingenuità” e al mio ottimismo.
Niente di grave, feci una rapida ricerca per trovare dei visi adatti allo scopo e glieli sottoposi. La scelta andò sul viso di una giovane modella messicana, tratti somatici decisamente in linea con l’opera da realizzare 🙂

Convertii l’immagine in B/N e dipinsi il volto della modella con le decorazioni che lui aveva scelto, successivamente creai il velo che le ricopriva il capo fino ad ottenere il risultato desiderato.

Quando si presentò per la prima seduta tutto era pronto, ma appena si tolse la maglia sorsero i primi dubbi.
Il tatuaggio era stato concepito per essere piazzato sulla schiena e doveva avere all’incirca le dimensioni di una mano, quel che non sapevo era che il cliente aveva già due vecchi tatuaggi molto brutti, tanto da mettere in discussione il posizionamento di quello nuovo.
Mettere qualcosa di bello in fianco a qualcosa di estremamente brutto tende a togliere l’attenzione dal bello e la focalizza sul brutto.
In breve, quei due tattoo sarebbero apparsi ancora più brutti di quanto già non fossero, togliendo importanza a quello nuovo.
Suggerii un’altra zona ma non vi erano altre aree disponibili dove piazzare il nuovo tattoo, o almeno nessuna che lui fosse disposto a tatuare.

Mentre valutavamo il da farsi proposi, quasi per scherzo, di occupare l’intera schiena e sfruttare il nuovo tatuaggio come copertura.
Feci un veloce fotomontaggio, aggiungendo un paio di rose sulla destra del disegno per riuscire a coprire entrambe i tatuaggi, mostrandogli quale sarebbe stato il risultato finale.

Dopo un’attenta riflessione il cliente decise che ne valeva la pena. Un progetto di circa 15/20 cm diventò un’intera schiena.
Ottima evoluzione, ma nella nuova impostazione sentivo la mancanza di qualcosa, volevo aggiungere una sorta di cornice intorno all’opera. Ricordai di aver salvato l’immagine di una cornice barocca che usai come riferimento per sviluppare la decorazione che dal basso sale sulla sinistra.

Non restava che realizzare lo stencil e partire con il lavoro. Inizialmente avevamo pianificato di realizzare il lavoro in una sola seduta ma ovviamente con le nuove dimensioni questo era impossibile, senza considerare che avevamo già speso parecchio tempo per discutere il lavoro e rielaborare il disegno di partenza. in questa prima seduta ci accontentammo di tracciare le linee base e cominciare a stendere parte del velo.

Mi servirono altre due sedute per completare cornice e velo. Nella 4a seduta mi dedicai alle rose, usando come riferimento delle fotografie che avevo scattato tempo prima.

Nelle successive sedute mi dedicai finalmente al viso.

Sono molto soddisfatto di quello che siamo riusciti a realizzare, soprattutto pensando da dove siamo partiti e considerando che li sotto ci sono un paio di coperture non certo di piccole dimensioni. Complimenti a questo ragazzo che ha sostenuto tutte le sedute senza battere ciglio.
 

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