Questo lavoro inizialmente doveva essere solo una copertura. Il cliente aveva da poco fatto un tribale “marchese” sulla spalla di cui però non era contento e non voleva saperne di tornare dal tatuatore che glielo aveva eseguito per rivederlo o comunque vedere come risolvere la cosa.
Cercai quindi di valutare tutte le possibilità che avevo per poter coprire quel tatuaggio senza, vista la richiesta del cliente, espandermi troppo oltre le dimensioni dell’attuale tatuaggio. Tra varie possibilità trovai che la più adatta fosse un biomeccanico. Il cliente aveva già visto qualcosa di mio e dopo qualche chiarimento decise che era d’accordo con me, quindi fissammo l’appuntamento.

EST & OVEST 1Non ricordo esattamente come andò la prima seduta ma ricordo che c’era un po’ di tensione. Niente di negativo ma potete ben immaginare lo stato d’animo di chi da poco si era affidato a qualcuno che gli aveva fatto un lavoro che non lo soddisfaceva per nulla. Ora doveva fidarsi di un altra persona (il sottoscritto) senza poter avere la certezza del risultato finale. Ora mettetevi nei miei panni di fronte a un cliente con questi precedenti. Chiaramente sentivo lo stress di essere monitorato e quasi sotto esame. Ma a parte questo il lavoro andò esattamente come avevamo in mente. La copertura, richiese due sedute e fin qui tutto sembrava concluso.
Nell’autunno però il cliente tornò chiedendomi di andare avanti con il biomeccanico fin sul pettorale. Beh, visti i precedenti era una bella soddisfazione. Anche per questo nuovo lavoro eseguii il disegno a mano libera e in tutto richiese un paio di sedute. Anche questo era fatto ma…

BIOMECH IILa stagione successiva, primavera 2011, tornò di nuovo e stavolta voleva arrivare fino a metà avambraccio. Questo lavoro, un po’ più grande richiese tre sedute. Stessa procedura degli altri, ma anche stavolta non era finita. All’inizio del 2012 decise di estendere il lavoro fino al polso.
Quindi altre 3 sedute. Infine, in due anni abbiamo completato la manica in un totale di circa 10/11 sedute

Al termine del lavoro cercavo un modo originale per mostrare tutto il lavoro e mi sembra di esserci riuscito 🙂

Non passò molto tempo prima che questo cliente tornasse per un nuovo lavoro.
A dicembre del 2012 mi chiese di tatuargli l’altro braccio occupando lo stesso spazio di quello tatuato in precedenza.
Stavolta però niente biomeccanici, solo sfumature e fiori di ciliegio, una sorta di manica orientale ma a modo mio.
Inizialmente mi sembrava fuori luogo in fianco al biomeccanico, ma mi sbagliavo.

Credo che farsi una manica in stile giapponese senza nessun soggetto, come draghi, samurai o altro, sia abbastanza insolita. A parte qualche fiore di ciliegio, tutta la manica è basata su sfumature di nero e grigio.
Insolita l’idea e insolito il lavoro, visto che non ho mai realizzato un tatuaggio in vero e proprio stile giapponese e comunque credo che nemmeno questo si possa considerare come tale.
Non avendo praticamente nessuna esperienza con lo stile giapponese decisi di dare un’occhiata a qualche libro sul tema prima di realizzarlo a mano libera.
Con un paio di sedute le linee furono complete.

La lavorazione di questa manica fu speditissima, il lavoro era sicuramente meno intricato del biomeccanico ma lavorare con un progetto ben preciso, senza dover riprogettare a tappe eventuali aggiunte, rese tutto più semplice, riducendo notevolmente le ore di lavoro rispetto all’altra manica.

Questi due lavori li avevo inseriti nel portfolio come elementi separati (Biomech II e Simil Japan).
Ancora non immaginavo che sarebbero diventate parte di un’unica opera.

Un anno dopo questo ragazzo tornò a trovarmi, stavolta voleva tatuarsi tutta la schiena.

La mia intenzione non poteva essere che quella di dare continuità alle due maniche già realizzate, cercando di fondere il biomeccanico della manica sinistra con l’altra di ispirazione chiaramente orientale.
Spesi tutto il tempo necessario per realizzare un disegno che mi appagasse totalmente e quando glielo mostrai non poteva che essere d’accordo con me.

Come sempre, anche per questo progetto, la sua determinazione e resistenza furono spettacolari, il completamento dell’opera richiese solo 5 sedute. Il bianco e nero lo trovo decisamente più rapido del colore, ma è comunque un ottimo tempo trattandosi di una schiena.

Avrei voluto dare più risalto alle onde sulla parte alta della schiena, aumentando la sfumatura dietro di esse ma mi aveva chiesto di mantenere il lavoro al di sotto della linea del collo della maglietta e quindi accettai di buon grado la sua scelta.

A distanza di qualche mese mi disse che stava pensando di estendere ulteriormente il progetto.
Non sapeva ancora se proseguire sulla pancia oppure realizzare qualcosa di nuovo sulle gambe.

Un paio di anni dopo la scelta fu presa: Pancia.

Quindi, partendo dal lavoro già fatto sulla schiena pensai a un modo per proseguire con lo stesso stile.
La mia idea iniziale era quella di ripetere lo stesso tema della schiena invertito, cioè con le onde che dal basso si sarebbero inserite nel biomeccanico che avrei fatto scendere dall’alto. A questa mia proposta rispose dicendomi che preferiva mantenere una linea di separazione nella parte frontale, come nei classici tatuaggi orientali.
A mio avviso questo lavoro non si può certo definire un classico orientale, ma mi sembrava molto determinato nella sua scelta quindi non insistei ulteriormente.

Il lavoro è ben riuscito e lui è soddisfatto del risultato finale che ha richiesto 10 ulteriori sedute per una media di circa 2 ore l’una.
La pancia è decisamente una delle zone più dolorose e quando è chiaro che non basta stringere i denti per arrivare a conclusione è comprensibile prendersela con una certa calma e perché no, usufruire di un aiuto, come una crema anestetica. Peccato che, come dico sempre, la crema aiuta ma una volta finito l’effetto non c’è modo di proseguire oltre, il dolore diventa insopportabile perché il corpo non ha avuto modo di adattarsi. Questo ovviamente rende l’operazione più lunga, anche se meno dolorosa.

Guarda le immagini del processo di lavorazione qui sotto.
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