STAI A DISAGIO. Intervista con Markus Lenhard

 

Markus Lenhard, conosciuto anche come Lux Altera, è un tattoo artist che lavora a Berlino. Nel mondo dei tatuaggi Markus si è guadagnato un ruolo di primo piano nel difficile settore dei biomeccanici. In questo genere di nicchia, che troppo spesso tende a ripetere gli stessi temi, Markus ha portato una visione del tutto personale, unica e innovativa. A lui si ispirano molti giovani tatuatori appassionati del genere e anche i veterani trovano nei suoi lavori stimolanti ispirazioni.

Ho scoperto il lavoro di Markus circa 8 anni fa grazie alla famosa opera “The Wing”. Da appassionato del genere cominciai a seguirlo sui social e dopo qualche anno decisi di contattarlo per farmi tatuare da lui. Dopo quasi 3 anni per rimuovere i tatuaggi che occupavano il mio braccio, tre anni fa cominciammo finalmente la mia manica. Ora abbiamo proseguito sulla gamba per eseguire un lavoro che prenderà metà del mio corpo.

Durante una delle sessioni di tatuaggio ho deciso di fargli qualche domanda per voi, ne è uscita un’interessantissima intervista di oltre un’ora che puoi ascoltare nel file audio e per chi non sa l’inglese qui sotto c’è la trascrizione tradotta.

 

 


Sono abbastanza sicuro che tutti nell’ambiente dei tatuaggi ti conoscano bene ma come ti presenteresti a qualcuno che non sa niente di tatuaggi?

Sai, a volte capita, quando parlo a un nuovo vicino o quando parlo a qualcuno che non ha niente a che fare con l’ambiente del tatuaggio, quando vado a qualche festa o qualcosa del genere.

La gente solitamente rimane stravolta, se non ha nulla a che fare con i tatuaggi, sapere che sono un tatuatore e che la gente viene per me, viaggia per me, quello è già troppo, non riescono nemmeno a immaginare perché qualcuno viaggia per un tatuaggio.

Inserire questo in una conversazione con qualcuno che non tatua, parlare di come per qualcuno possa essere così importante, che viaggia per qualcosa e che riusciamo a tatuare così tanto in un pio di giorni e che qualcuno addirittura voglia questo… Già questo gli fa esplodere il cervello.

Normalmente non comincio nemmeno a parlare di biomeccanici o mostrare il mio lavoro quel punto, perché la gente ha già gli occhi spalancati e a quel punto non ti stanno nemmeno ascoltando.

(Ridiamo insieme)

Stanno imparando così tante cose che non sapevano.

Devono pensare qualcosa del tipo: “Porca merda, c’é gente al mondo ché è molto più pazza di quanto pensassi fosse possibile”. Se io proseguissi dicendo: “a proposito io faccio queste cose super astratte, questi robe biomeccaniche che la gente non è nemmeno in grado di dire cosa sia quando le guarda ed ecco qui, dai un’occhiata al mio lavoro” E loro direbbero: “Ma che cazzo è?!” E io: “Non lo so, tu cosa pensi che sia?”.

Peso sia troppo in una seduta. Devo costruire una relazione con qualcuno prima di raccontare queste cose di me, perché altrimenti non mi rivolgerebbero più la parola.

È successo sai che la gente reagisse pensando: “Chi cazzo crede di essere?! È una specie di fottuto alieno”, che non sono, non sono un alieno ma per qualcuno, che non ha mai pensato ai tatuaggi, anche essere questa specie di artista di super-nicchia che fa solo biomeccanici e fa solo grandi progetti, su gente che arriva da tutte le parti del mondo, questo sembra veramente fuori dal mondo e le persone non sono pronte per questo tipo di cose.

 

Questo mi riporta a una domanda che volevo farti più in là.
I tatuaggi sono considerati interventi micro-chirurgici. A mio parere non sono veramente micro, guarda semplicemente al mio braccio o alla mia gamba, sono più simili alla chirurgia plastica… Ad un certo livello.
Quindi, pensi che la gente non capisca quanto possa essere importante per una persona farsi un tatuaggio?
O semplicemente perché pensano che i tatuaggi sono solo piccole cose che uno si fa come attaccarsi un adesivo sulla pelle e quindi non…

La domanda prosegue? Perché ho un buona risposta per questo.

Non penso che tutti debbano pensarla necessariamente allo stesso modo. quindi c’è gente che vuole solo una piccola auto usata che sembra una merda e che useranno solo per un anno.

A certe persone va benissimo possedere solo vecchie auto ed essere l’ultimo proprietario di quell’auto, che butteranno nella spazzatura e faranno così per tutta la vita.

Non gliene frega nulla delle auto, gli interessa solo viaggiare da un un punto ad un altro e non vogliono spendere soldi per una bella auto, quindi passano da un’auto all’altra e poi ci sono persone che risparmiano soldi per anni e anni e poi comprano l’auto dei loro sogni, ci mettono la cera costantemente, la lucidano, ci fanno le foto e la guidano rumorosamente nelle gallerie e sai, sono completamente coinvolti tipo: “Hey ho una fottuta auto cazzo!”

Le persone sono diverse e le auto sono solo auto per alcuni, per altri è una questione sentimentale e penso che questo succeda con ogni cosa, assolutamente ogni cosa.

Anche per il tuo stesso corpo?

Naturale, si, naturale, qualcuno usa il trucco e qualcuno fa la dieta, qualcuno è completamente coinvolto nello sport e si allena, altri fanno queste micro diete, qualcuno è religioso con il proprio corpo, si curano le sopracciglia e tutto deve essere perfettamente curato, si mettono sempre l’acqua di colonia, tutto è rasato e ovviamente la gente ha diversi punti di vista, qualcuno si lascia andare e vogliono solo vivere, fumano, bevono, diventano grassi o che altro, scopano in giro senza preservativo…

 

Pensi sia una cosa culturale?

No non penso sia culturale, penso sia una cosa molto personale, è una cosa di carattere, probabilmente c’è della genetica in questo, c’è qualcosa riguardo a come si viene cresciuti dai genitori, probabilmente c’è un aspetto culturale ma non credo sia l’aspetto maggiore, penso che nemmeno il genere sia un grande aspetto.

Pensavo a culture dove il tatuaggio è sacro, parte di un processo, quindi quando ho chiesto se pensi sia culturale…

Parzialmente può essere

Questo modo di trattare il proprio corpo come un prodotto…

Non penso che nella cultura occidentale del tatuaggio ci sia niente che abbia a che fare con la tradizione a questo punto, non ancora, forse in un centinaio d’anni o giù di lì da ora, ma non è che non abbiamo quest’antica trazione del farci tatuare, abbiamo un antica tradizione di volere cose, questa è la gente bianca.

Noi vogliamo cose, Se vuoi buttarla sul culturale ecco qui, questa e la nostra tradizione, vogliamo cose, vogliamo persone, vogliamo altri paesi, vogliamo tante cose, vogliamo accumulare ricchezze.

Guarda i vichinghi, la gente non può essere più bianca dei vichinghi e cosa facevano? Stupravano e saccheggiavano e andavano dovunque e volevano solo cose ed erano pronti ad uccidere per questo.

Quindi non mi sorprende per nulla che la gente tratti i tatuaggi nello stesso modo, noi semplicemente non abbiamo un altro meccanismo insito nella cultura se non volere più cose e se vediamo qualcosa che ha qualcun altro vogliamo la stessa cosa pure noi, non abbiamo un meccanismo che ci permetta di vedere i tatuaggi in modo differente, che è per noi, per il nostro corpo, che deve essere unico e così via, non mi sorprende che tanta gente tratti il tatuaggio come qualsiasi altra cosa che si possa acquisire o acquistare.

Cos’altro c’è di speciale oggigiorno, cos’altro è così speciale che puoi apprezzare se non avere un figlio forse, ma anche quello a volte viene trattato come qualcosa del tipo “Cazzo, farò un figlio adesso”. Non so, è una cosa dei bianchi, forse? Forse, non lo so.

 

Non lo so, forse siamo in un periodo che io chiamo, beh, non solo io, una sorta di rinascimento della cultura occidentale del tatuaggio. Cosa ne pensi?

Si, penso che sono d’accordo.

E pensi che questa specie di, chiamiamolo rinascimento della cultura del tatuaggio, porterà qualcosa di buono? Qualcosa di più…

Esattamente ciò di cui abbiamo parlato, penso che il tatuaggio possa essere un modo per aiutare la gente ad apprezzare momenti speciali, cose speciali, gare qualcosa per se stessi, fare qualcosa che sia solo per te, qualcosa che sia unico, unicità e penso, specialmente in un periodo in cui siamo costantemente bombardati dai social media, bombardati con il fatto che siamo solo un blip, un like in milioni di like a volte, che non siamo poi così speciali, che non siamo poi così unici, che tutti in un certo modo abbiamo gli stessi desideri ed emozioni e che siamo quasi insignificanti.

Non ci siamo mai confrontati con la nostra piccolezza in larga scala come ora attraverso i social media e penso che siamo ancora sotto shock perché siamo stati attaccati dai social media solo negli ultimi dieci anni, come specie, o forse un po’ di più di dieci anni, ma sai, non a lungo, nemmeno per una generazione ancora.

Forse un po’ meno.

Si, per te e me forse, ma mia figlia è cresciuta con questo, lei non conosce nient’altro, quindi loro cresceranno in maniera notevolmente diversa da noi. Perciò penso che per loro avere un certo senso di unicità, un certo senso di essere unici, di avere qualcosa che nessun altro ha, quel qualcosa fa fa di te te, oltre al fatto che potresti avere un bel paio di baffi curati o i capelli color arcobaleno o fare degli ottimi selfie e “oh, essere così sicuro, guarda come sei sicuro”.

Tutte queste non contano a lungo e penso che il tatuaggio possa essere, specialmente se ricercato in un modo che posso sicuramente rispettare, se ci si riflette, se ci si pensa, se si viaggia per questo, se si ha la volontà di fare sacrifici per questo, se si ha la volontà di sacrificare una grande porzione del proprio corpo per un tatuaggio. Questo è qualcosa che posso davvero rispettare nel senso che, si, non solo è stato pensato, ma c’è anche la volontà di fare sacrifici, non voler ridurre il processo tipo “Ah, voglio un tatuaggio ma voglio sacrificare solo questo spazio (indicando una piccola porzione di corpo)” e poi finire come un’intera collezione di adesivi e magari quando si ha finito pensare di avere un sacco di cose rimosse con il laser e fare qualcosa che sia più coesivo, che succede, non deve ma… Mi piace quando la gente prende queste grandi decisioni nella propria vita, penso che sia qualcosa di buono per il carattere di una persona che realmente non deve mai prendere queste decisioni in una società dove tutto dura solo un secondo dopo l’altro.

Penso che il tatuaggio sia buono per noi come specie.

Wow, sono diventato profondo…

È la stessa cosa che penso io.

Avevo domande più leggere prima di questa, questa era buona più avanti, ma comunque va bene averne parlato.
Quindi, un’altra domanda che ho è… Da quando hai realizzato “L’ala”, la famosa opera che hai fatto circa 8 anni fa, la mia percezione è…

Sono 10 anni

Oh, si, dopo che ho visto “l’Ala” (the Wing), l’impressione che ho avuto è che sei diventato una sorta di fenomeno mondiale con quel tatuaggio. Questa è solo l’impressione che ho avuto dall’esterno ed è stato quando ho cominciato a seguirti sui social, ad apprezzare la tua arte e decidere di farmi tatuare da te.

Come ti ha influenzato come essere umano e come artista ed era qualcosa di previsto, qualcosa che è successo per caso e totalmente inaspettato…

Totalmente inaspettato

Totalmente inaspettato, quindi c’era…

Lasciami affrontare queste domande pezzo per pezzo.

Accadde in modo inaspettato? Si, totalmente. Ero super depresso quando successe. Ero super depresso e stavo davvero pensando di smettere di tatuare o quantomeno smettere di persistere con i biomeccanici, perché ero veramente… Ero veramente pronto a smettere di fare biomeccanici, non ero pronto a smettere di tatuare ma ero pronto a fare tatuaggi solo come lavoro e non come qualcosa che amo, qualcosa che è fatto per me e io per esso, cosa che ho credut oa un certo punto e quindi ho realizzato quanto è faticoso, quanto sia un derivato, come tutti rubano da tutti e come io faccio lo stesso; quindi ho smesso di fare biomeccanici per un po’.

Penso quell’opera e un paio di altre… Qualcosa è successo, ma fu un processo graduale, per me non avvenne da un giorno all’altro che fossi tipo: “Porca merda sono una tatuatore super famoso adesso!”

Penso che avere successo in quel che facevo arrivò già prima di quello, gradualmente, per lo più perché ho avuto amici influenti, ho avuto amici a cui piacevo, a cui piaceva il mio lavoro e volevano aiutarmi, come Guy Aitchinson per esempio, senza di lui non avrei mai fatto quella manica, sebbene ne dubiti, ma nessuno l’avrebbe ista, perché lui si assicurava sempre che io avessi attenzione perché aveva visto qualcosa in me.

Perciò sono incredibilmente grato anche per questo, quella manica venne dal dolore, dal panico, venne fuori da me mentre stavo veramente lottando.

Stavo lottando così duramente che cominciai ad andare in panico e mi ero un po’ perso e improvvisamente qualcosa venne fuori, qualcosa che non pensavo nemmeno di avere dentro di me e fu un bel momento.

Da allora non mi sono ancora realmente stabilizzato, da allora so cosa cercare quando mi annoio di me stesso, devo spingermi al limite e quindi rilassarmi, sedermi e vedere cosa succede. È come un un atto di bilanciamento e qualche volta sorprendi te stesso, ma veramente non mi vedo come una sorta di fenomeno o niente del genere, non l’ho veramente vissuta in quel modo.

Ha sicuramente aiutato la mia carriera, quell’opera ha decisamente fatto qualcosa e mi ha mostrato come fare qualcosa bene, decisamente mi ha mostrato che: “Hey, c’è qualcosa che posso fare che mi piace davvero fare, che piace anche a tutti gli altri” Quindi il mio intero processo è semplicemente diventato quello di trovare cos’è, qual’è la ricetta, cosa ho fatto? Perché lo feci in panico, quindi non so cosa feci. Non avevo idea di cosa avessi fatto che l’avesse reso così importante.

Quindi cominciai a sezionalo, tipo, era l’uso del nero, erano le linee spesse, era il contrasto, la fluidità, cos’era? Cos’è? era che la gente poteva…

Perché io non l’ho chiamata l’ala.

Quindi tornasti indietro

Si, si, tornai indietro, lo faccio ancora, ancora analizzo ogni opera che faccio che attira molta attenzione perché voglio capire cos’è che fa scattare le persone e penso con “l’Ala”… Io non gli diedi quel nome, la gente la chiamò con quel nome “Oh, sembra un ala” e io l’ho adottato. Da allora e oggi cominciarono a dare nomi alle mie opere perché, pensai “Oh, magari c’era qualcosa in quello”, forse la gente aveva bisogno di qualche tipo di narrativa visto che è così astratto, la roba che faccio è super astratta e penso che quello che apprezzarono è tipo “Oh, ma sembra una sorta di ala” ed ebbero questo piccolo momento di vittoria, dove erano tipo “Oh penso di sapere cosa significa. Penso di capire cosa sta cercando di dirci! È, è un’ala! È un ritardato ma posso capirlo!” Sai: “Posso capire le persone ritardate, è fantastico! Ho un super potere!” sai, quindi questo da alla gente una certa sensazione come se hanno trovato qualcosa, è come un momento di vittoria e penso che questo sia immenso forse nella loro memoria, un pochino.

 

Pensi sia stato una sorta di seme dorato?

Si, forse. Penso che probabilmente per me lo sia stato, si, ma non arrivò da un bel posto, la mia esperienza è stata per la maggior parte del tempo che quando qualcosa di buono succede, succede mentre qualcosa di molto brutto succede allo stesso tempo.

Stavo parlando ieri con un amico riguardo a questo. Lui sta lottando nella sua vita per diverse ragioni e io gli ho detto la stessa cosa che mi stai dicendo tu proprio ora, che solitamente trovi dei semi dorati quando stai lottando con qualcosa nella tua vita, quindi probabilmente…

Si, perché è quando guardi sotto ogni sasso, giri ogni sasso che ti sta intorno e sotto qualche sasso non c’è altro che vermi e merda ma qualche volta trovi qualcosa di valore.

Se sei completamente al verde guardi in terra per vedere se da qualche parte trovi una moneta, non cercheresti mai una moneta se sei pieno di soldi, se stai bene butti via una moneta ogni tanto, magari dicendo: “ah, cosa posso farci con tutto questo rame? Monete di rame, bleah!” Ma se non hai una moneta di rame cerchi quella merda dovunque ed è allora che la trovi.

Aspettarsi che le cose semplicemente ti cadano tra le mani quando non ne hai nemmeno molto bisogno penso sia un po’ troppo, è veramente una cosa arrogante da chiedere all’universo, Intendo dire che devi lottare e ritrovarti in una brutta situazione. La gente a cui viene dato tutto senza quello sforzo il più delle volte sono dei veri stronzi, perchè non hanno un sistema di valori.

Questo è il motivo per cui non si mette al potere gente ricca. È questo il motivo, il potere si da a gente che lavora per quel potere, che è arrivata a quel punto perché hanno lavorato veramente duro per quello e quindi sanno di cosa parlano. Intendo, non parliamo degli attuali eventi o niente del genere.

Ma ecco, penso che un apprezzamento per quello che fai viene sempre dalla lotta. E non solo per gli artisti, alcune persone al giorno d’oggi si mettono in qualche tipo di lotta artificiale, ho notato questo con gente giovane che si buttano in lotte artificiali dove sono per dire: “Oh si, la rendo così difficile con me stesso. La sto facendo super difficile con me stesso” Si certo ma in realtà arriva ancora da te stesso. Sei ancora tu che decidi dove andare a parare, sei ancora tu che decidi le regole.

Quando stavo crescendo – Vengo da una famiglia molto buona, avevamo i soldi, avevo ogni cosa di cui avevo bisogno – non avevo ragioni per lamentarmi, ma ovviamente lo facevo perché ero un pessimo adolescente, diventai un punk, stavo sempre sui treni e bevevo, vivendo in posti abusivi, non volevo i soldi, non volevo avere niente a che fare con l’establishment; tutto per rendermela difficile – penso ora con il senno di poi – Me la rendevo veramente difficile per diventare un adulto o per capire chi ero. Ero ancora io a decidere le regole, avrei potuto comunque dire: “Oh, non sono più un punk, comincerò a lavorare e guadagnare dei soldi” Che poi è quello che ho fatto, così sei ancora in quell’ambiente sicuro, quindi quello è decisamente un modo per farlo ma penso che quando stai veramente lottando, una volta che smetti di fissare le regole, quando pensi che stai facendo qualcosa bene e invece viene fuori che non ci riesci, allora è quando c’è una vera opportunità di crescita, quando c’è questa pressione darwinistica su di te, allora diventa un: “Sopravviverò o no? Devo trovare qualcosa altro da fare?”

E per me fare quella manica “L’Ala” quello fu un un momento di: “Ok, farò solo tatuaggetti in un negozio di strada per il resto della mia vita?”

Certo meglio che lavorare in cantiere, si guadagna di più, è ancora una gran vita, chi cazzo sono io per lamentarmi di questo? L’avrei fatto, lo farei ancora, se questo non funzionasse più, tornerei ancora a far quello, ‘fanculo, non sono troppo buono per quello. Sai, fintanto che non devo farlo.

 

E a proposito dell’arte? Il design di quell’ala, venne fuori per caso, stavi solo improvvisando, o c’era una qualche ricerca?

Beh, non c’era nessuna ricerca, ebbi una fase in cui non disegnavo alcun biomeccanico, mi presi un pausa e quella probabilmente fu una cosa veramente positiva, quando semplicemente non provi a fare qualcosa ma fai un passo indietro e ci pensi solamente. Credo che sia sempre la miglior cosa da fare per interiorizzare quel che hai imparato, per darti il tempo di filtrare o germogliare o fermentare o qualsiasi altro modo vuoi chiamarlo.

Quello fu decisamente buono ma disegnavo un sacco di disegni basati sullo stile Giapponese, Giapponese new school, facevo molto di quello, semplicemente per imparare come disegnare l’acqua, le scagli di un drago o l’artiglio di un drago, musi di drago e imparare come disegnare tutte quelle cose, il che coinvolgeva molte cose che non avrei imparato in altri modo, quindi cambiai anche il mio gusto, all’epoca mi piacevano solo i biomeccanici.

Quindi tu non ai avuto un’istruzione artistica…

No, non l’ho avuta…

Sei un autodidatta.

Si totalmente, sono completamente autodidatta, quindi dovetti fare tutti gli sbagli e per me, personalmente, gli sbagli sono il modo migliore di imparare perché io sono super arrogante.

Quando so qualcosa penso di sapere tutto e quindi solo se mi ritrovo in un vicolo cieco allora è quando imparo: “Ok devo tornare indietro”.

Ovviamente ora che sto invecchiando sto diventando più umile, perché quando sperimenti molto più spesso quanto sbagli se rimani arrogante sei solo scemo. Non penso di essere scemo, ma non sono più così arrogante di sicuro. Quindi è tutto più facile ora.

E come ti senti ora che in tutto il mondo così tanti cercano di imitare il tuo lavoro?

Dico solo attenti, Perché se fate qualcosa che penso sia veramente buono io lo ruberò, è molto facile che se rubate cose da me e imparate cose che io non imparato me le prenderò. È un gioco ad armi pari.

 

Markus Lenhard Tattoing Jerry Magni’s Leg – Tattoo Expo Bologna 2018

Non parlavo di gente che cerca di copiare, ma gente che ti vede come un’ispirazione e che cercano di creare il loro modo di fare le cose ma si può vedere che usano te come modello.

Ho giorni belli e brutti ovviamente. Quando sto faticando con la mia arte, guardo a questo e penso “‘Fanculo, sto facendo veramente fatica, posso avere una cosa per un po’ che mi faccia sentire speciale? Posso avere giusto una cosa?” E no certo che non posso, metto quella roba su internet, che mi posso aspettare?

No, detto questo la risposta rimane valida, se sono ovviamente ispirati da quel che faccio è molto lusingante, ma se viene fuori che loro finiscono per fare qualcosa che è veramente un’ispirazione allora non ho problemi a dire “Oh, incorporerò questo nel mio lavoro pure io”.

Ovviamente questo può omogeneizzare il settore, il che è male, ma alla fine tutti impariamo a scrivere.

Shawn Barber una volta mi disse: “Tutti noi impariamo a scrivere con le stesse lettere e ognuno ha una calligrafia alla fine e nessuno lavora sulla sua calligrafia, tutti imparano a scrivere, tutti vogliono scrivere una storia e vogliono scrivere qualcosa di stupido come una lista della spesa o qualcos’altro e alla fine improvvisamente tutti hanno una calligrafia e nessuno si preoccupa di questo” E noi nel mondo del tatuaggio siamo consumati dal trovare il nostro stile che ci siamo dimenticati di imparare a scrivere.

Non siamo più preoccupati della storia e questo è stupido. Èveramente stupido perché se non si impara mai come avere una calligrafia se non si ha un buona storia da scrivere prima. Perché la tua calligrafia non somiglierà mai alla tua calligrafia se sei troppo preoccupato di questo, è come cercare di falsificare la firma di qualcuno, non la farai mi giusta ma la tua firma somiglierà sempre alla tua firma, a meno che ci pensi troppo.

Quando andavo a scuola diventai abbastanza bravo ad imitare la firma dei miei genitori.

Si eri abbastanza bravo, ma la tua firma? Che mi dici della tua firma?

La mia firma è una schifezza.

Vedi, perché ci pensi troppo.

Come artisti vogliamo che la nostra firma sia bella sotto i nostri quadri, perciò ci si fossilizza su quella, sei preoccupato che la tua firma sia bella e questo la fa sembrare una schifezza, perché è innaturale.

La cosa che devi fare è firmare milioni di cose, devi fare centinaia di quadri e firmare milioni di cose, oppure devi veramente praticare la tua firma e riempire un intero libro solo con la tua firma e alla fine del libro se non hai una firma sei dislessico.

(Onestamente non ho mai dato tutto questo peso alla mia firma)

 

 

©Markus Lenhard

 

Hai un metodo che segui per il tuo lavoro o lavori seguendo l’istinto e se ce l’hai, se segui un metodo, regole o altro per creare le tue opere, se hai qualcosa del genere ti va di condividerlo?

Certo, lo condivido sempre, faccio seminari.

Se c’è una cosa che credo, è che anche se condivido il mio metodo non avrebbe nessun valore per nessuno e non ha valore per me dopo un po’ di tempo perché mi annoio facilmente.

Quindi, ho un metodo e lo seguo magari per 2 o 3 anni e poi mi annoio e voglio cambiarlo. Perché quella noia… Non essere annoiato, quello è il mio metodo.

Fa parte dell’essere artisti.

Si io non posso annoiarmi, appena mi annoio voglio smettere di fare qualunque cosa io stia facendo e non voglio smettere di fare questo perché è la mia vita e ho delle responsabilità.

Non posso essere un homeless, quindi devo fare questo e mantenerlo interessante, quindi cambio il mio metodo ogni volta.

Ma ho un obbiettivo all’orizzonte, ho un punto di fuga verso il quale sto camminando, non torno indietro. Quindi ho bisogno che la mia qualità migliori, voglio essere in grado di arrivare dove voglio arrivare velocemente, perché ad un certo punto morirò giusto?

Quindi voglio arrivare li velocemente, voglio migliorare in quel che faccio, voglio produrre una qualità di lavoro migliore e non voglio annoiarmi e ovviamente sto arrivando al punto in cui sto facendo questo da quasi 15 anni ore, perciò sto raggiungendo il punto in cui comincio a preoccuparmi di perdere la mia importanza, di diventare irrilevante e se riesco a gestire la cosa senza diventare noioso, forse posso restare rilevante più a lungo. Non che io non voglia andarmene con grazia, ma non ancora.

Capisco.

Ho un altra domanda a cui hai già risposto prima.
Penso che i tatuaggi dovrebbero essere materia di studio nelle scuole elementari ora, perché al giorno d’oggi la gente si fa tatuaggi senza nemmeno pensare o sapere cosa stanno facendo.
Fondamentalmente hai già risposto a questo prima ma hai altri pensieri riguardo a questo?

Penso ci siano un sacco di cose che debbano essere insegnate a scuole perché i genitori non insegnano quel tipo di cose ai loro figli e i tatuaggi sono forse in quella lista ma non in cima alla lista.

Sono d’accordo.

Giusto? e prima di pensare ai tatuaggi forse dovremmo occuparci di come essere autosufficienti in una casa, come redigere il modulo delle tasse, come trovare la propria realizzazione, come – oh cazzo – come gestire i social media, come gestire internet, come trovare la verità, come filtrare le stronzate, che ti evitano di farlo, cosa sono le teorie del complotto, perché la terra non è piatta?!

AHAHAHAH

Oh mio dio, la lista è talmente lunga, come non essere arrabbiati, come gestire la rabbia, come gestire il cuore spezzato, come avere una sana sessualità… Ci sono così tante cose che vorrei insegnare ai bambini ora, perché…

Si, sono totalmente d’accordo

Ma i tatuaggi sono abbastanza sicuri, se ti fai un brutto tatuaggio e te ne rendi conto puoi ricoprirlo, rimuoverlo con il laser o viverci e penso faccia bene al carattere. Farsi un brutto tatuaggio è meglio per il carattere che avere un fantastico tatuaggio fin da subito, fai i tuoi sbagli, se fai uno sbaglio che vedi ogni giorno, con il quale ti devi confrontare tutti i giorni allo specchio e pensi: “Ah, questa schifo di tatuaggio.” È un promemoria del fatto che sei fallibile

Sai, io mi fido più delle persone con brutti tatuaggi che delle persone senza tatuaggi perché penso che loro sappiano meglio che le loro decisioni non siano sempre le migliori e hanno un promemoria visivo di questo, tutti i giorni.

Molto interessante

Quindi non sento il bisogno di insegnare niente a nessuno riguardo ai tatuaggi, penso sia una scuola di vita avere tatuaggi terribili, ma io ho tatuaggi terribili, quindi ovviamente penso questo perché ho fatto degli sbagli

Qual’è una delle più grandi sfide che hai dovuto affrontare come tatuatore e come l’hai superata?

Che tipo di sfida?

Non lo so…

Essere padre.

No, come artista.

Essere padre ed essere artista allo stesso tempo. Essere ogni cosa a parte un artista è veramente difficile se stai cercando di essere un artista. Essere qualunque altra cosa allo stesso tempo.

Essere un artista non è veramente poi così difficile una volta che guadagni soldi che fottutamente facile.

Abbiamo una vita così facile. Sto ancora cercando dov’è la fregatura, ma l’ho trovata, e la fregatura è che facciamo veramente pena ad essere qualsiasi altra cosa.

È come, è veramente dura. Non voglio piagnucolare riguardo a questo, non voglio dire: “Oh è così difficile essere un artista” perché non lo è. Ma è dura essere padre, essere un buon padre, perché è un sforzo egoistico. Essere un artista è così incredibilmente egoistico e restare un buon artista e perdere il proprio egoismo senza diventare questo meditativo e distaccato personaggio che dice a tutti che han trovato questo fottuto, non so, che hanno trovato questa specie di dio o qualcosa del genere.

È veramente difficile non superare il limite con ognuna di queste cose, è veramente molto molto dura, non so, non ho una buona risposta, probabilmente fa solo una parte del diventare più grandi e con il tempo migliorare in tutto quel che fai, ma essere un artista non è poi così dura.

Quindi non hai mai dovuto affrontare grandi sfide?

Come ho detto, la mia più grande sfida è essere un buon padre ed essere ogni altra cosa a parte un artista mentre sei… Essere un buon artista, la cosa più difficile è non smettere di essere un buon artista mentre cerco di migliorare in altre cose, quella è la parte difficile di essere un artista.

E tu sai, non sei molto connesso alla societé, nessuno capisce veramente quel che fai, nessuno veramente ci arriva, perciò non hai molti amici, io non ho molti amici, perché non c’è molto da condividere con le altre persone e non voglio che ci sia, ed essere amico con altri artisti non è mai un’amicizia molto stretta perché tutti sono egoisti come ho detto, quindi non ci sono multe relazioni umane strette. Forse questa è una buona risposta.

E c’è una grande sfida che come artista stai affrontando ora?

È lo stesso, restare rilevante mentre sei impegnato con altre cose e recentemente, hum, sto affrontando un divorzio proprio ora, non vedo mia figlia spesso, non vedo i miei cani quasi mai, tutto sta cambiando e restare consistente nella mia arte mentre affronto tutti questi cambiamenti personali… Si, questo è decisamente impegnativo, non far trasparire questo nella mia arte.

Ma al momento mi sento abbastanza sicuro perché ho molte cose stabilite nella mia arte, quindi so cosa faccio, posso navigare a vista per un po’ con quello che ho raggiunto. Posso usare l’autopilota per un po’, non devo reinventare me stesso artisticamente, al momento devo reinventare me stesso a livello personale.

Perciò sono occupato con quello.

Quindi sai già come affrontare questa cosa.

Si perché sono già stato in una situazione simile un paio di volte, mai con questa intensità, questa volta è estremamente intenso per me e mi cambia profondamente come persona, ma decisamente non è noioso, quindi va bene.

Questa è la prossima domanda, riguardo alla noia. Ti annoi mai?
Beh, hai già risposto prima… Non ti annoi mai a fare solo biomeccanici? Fai altre cose che magari non vediamo nel tuo portfolio?

No, veramente no. Se facessi altro lo mostrerei istantaneamente e probabilmente lo ri-posterei tutto il tempo, perché voglio fare altre cose, perché penso che sto dimenticando come disegnare, perché se fai solo cose astratte ad un certo punto perdi l’abilità di disegnare cose reali.

Voglio decisamente fare cose reali come draghi. amo tatuare fiori, malo tatuare la natura, vita selvaggia, paesaggi e tutto quel genere di cose, amo tatuare e disegnare cose che hanno facce e sono reali. Le disegno nel modo che le disegno per cui tutto quello che faccio con i miei biomeccanici influenza ogni cosa che disegno e pesno sia una buona cosa, quella è la mia calligrafia, ma mi manca disegnare cose reali, di sicuro.

I biomeccanici hanno così poche regole che faccio fatica a trovarli noiosi perché quando i biomeccanici diventano noiosi li cambio in qualcos’altro. Li trasformo in qualsiasi cosa voglio che siano, è semplicemente qualcosa di nuovo che arriva e riscrivo le regole ogni volta, sai, è come fare il sugo per gli spaghetti, se trovi il tuo sugo noioso aggiungi qualcosa, lo cambi, cambi quel che vuoi, tu sai esattamente cosa ti piace e se non ti piace allora lo cambi in qualcos’altro ma sai esattamente cosa ti piace quindi puoi cambiare il tuo sugo e probabilmente ti piacerà sempre.

Quindi questo è facile, ma imparare a fare, che ne so, un dessert, of come cucinare una torta, quella è una cosa completamente diversa e non voglio dimenticare come cucinare anche una torta, quindi ogni tanto sono felice se sono in grado di fare una torta.

Interessante, mi piacerebbe assaggiare una delle tue torte.

Questo suona veramente sporco Jerry

AHAHAHAH

Ok, taglierò questa parte

AHAHAH

No lasciala, sarà divertente.

Cosa odi e cosa ami di più del mondo dei tatuaggi?

Oh, cosa odio. Oh mio dio, non mi piace odiare troppe cose, ho problemi con la rabbia.

Beh, allora qualcosa che non ti piace e che ti piacerebbe cambiare.

Si, ma tutte queste cose mi farebbero sembrare come un vecchio brontolone.
Non voglio essere quel tipo di persona, sai. Perciò ogni volta che non mi piace qualcosa mi esercito sempre a venir fuori dal non farmela piacere e ignorarla, perché non voglio essere arrabbiato. Non voglio mettermi a…

Ok, allora cosa ami di più…

Beh posso dirti cosa non mi piace. Non mi piace che i tatuaggi siano diventi così popolari che ora ci siano così tante regole, non mi piace che persino tra tatuatori e tatuatori ci siano certe aspettative, come se devi apparire in un certo modo, ad esempio io non sembro per niente un tatuatore e nemmeno to, noi non sembriamo necessariamente dei tatuatori, non ci vestiamo come tatuatori, non ci comportiamo come tatuatori. Quel che non mi piace è che ora c’è questa cosa per cui devi vestirti e comportarti in un certo modo se sei un tatuatore e penso sian un’enorme stronzata.

Non ho cominciato a tatuare perché c’erano così tante regole, ho cominciato perché non ce n’era nessuna. Questo è quello che che mi piaceva perché non mi piacciono le regole, odio l’autorità e non mi piace che chicchessia mi venga a dire come devo vivere la mia vita.

Perciò, questo è decisamente qualcosa che non mi piace ma vedo che è inevitabile, quando qualcosa diventa così grande la regolamentazione è qualcosa di inevitabile.

Guarda le armi, ora c’è questa crisi sulle armi. Non puoi avere ognuno che possiede una pistola senza delle regole, non puoi avere ogni persona che guida un’auto senza che tutti facciano la patente, non si può fare.

Se c’è un solo tizio con un’auto non è un problema, lui guida ed è lui nella situazione di maggior pericolo non tutti gli altri.

Questo ha a che fare con l’etica.

Etica, ma devi insegnare alla gente l’etica e l’etica è parte delle regole. La nostra etica viene dal nostro sistema legale, dal nostro sistema di regole, dalla nostra religione, ma cos’è la religione se non regole. Perciò penso che le regole siano importanti, penso che dovrei solo, dovrei darci un taglio.

Sai, era diverso quando ho cominciato, non voglio sembrare come, piuttosto insegnerei, piuttosto vorrei essere parte del cambiamento e avere almeno un pochino di controllo su dove andrà a finire, questo è il motivo per cui insegno, questo è il motivo per cui voglio restare rilevante, invece di diventare questo vecchio brontolone che è solo arrabbiato. Nessuno ascolta una persona arrabbiata. Perciò non voglio fare questo.

Cos’è la parte migliore? Cosa amo dei tatuaggi? Beh, cazzo, la mia libertà, sai, e i soldi ahahah.

Scherzo.

La libertà decisamente, amo la libertà, amo che ho il mio destino nelle mie mani, che decido quanto voglio viaggiare, quanti soldi mi servono, posso decidere quanti soldi guadagnare, posso decidere ogni cosa della mia vita e incontro un sacco di gente interessante, incontro persone che trovo interessanti, perché gli piace la mia arte, mi trovano interessante, perciò ci sono buone possibilità che io trovi interessanti loro. È grandioso, in quale altra situazione hai questo? Molte persone nel loro lavoro si confrontano sempre con persone che non gli piacciono. Io non ho niente del genere, perciò devo solo continuare ad apprezzare questa cosa credo.

Si, c’è molto da amare riguardo ai tatuaggi, è uno dei migliori lavori al mondo, è per quello che tutti vogliono farlo.

Si, probabile

C’è un lista interminabile. No?

Ci sono abbastanza cose da odiare ma, sai, con qualcosa che ami, se ami qualcosa non vuoi soffermarti sulle cose che odi. Se amo mia moglie, la mia ragazza, mia figlia, non voglio mettere una lente d’ingrandimento sulle cose che odio di quella persona. Perché è facile che l’odio diventi l’emozione predominante.

Tutto questo suona veramente ipocrita, perché non dico che sono bravo in questo, perché ho brutte giornate, ma so che quello dovrebbe essere uno dei miei mantra, perché vengo dalla rabbia, sono una persona molto rabbiosa, mi arrabbio facilmente e credo che la gente dovrebbe lavorare su se stessa per migliorarsi, per non andare nella tomba pieni di rabbia e rimpianti.

Perciò penso che la rabbia sia una delle cose che devo controllare. Quella è decisamente una cosa su cui lavoro sempre.

Non voglio odiare niente.

Belle parole, profonde e ispirate.

Grazie

Bene, tu sei considerato probabilmente uno dei tatuatori di maggior successo nel mondo, penso…

Pensi?

Si lo penso. Hai dato vita a un nuovo modo di fare biomeccaninci, sei un’ispirazione per molte persone. La gente viaggia da tutto il mondo per le tue opere, per cui sono abbastanza sicuro che tu sia nella lista dei migliori tatuatori.

Come minimo nel mondo dei tatuaggi tutti sanno chi sei, credo.

Non so se dovrei sentire questo?!

(ridiamo insieme)

Non so se è buono, non lo so…

OK! Se questo è vero non so che effetto avrà sul mio carattere sapere questo. Io semplicemente…

Si, ma la mia domanda è: hai qualcosa, chiamiamolo segreto per il tuo successo, qualcosa del tipo “Ok, se vuoi raggiungere questo punto devi o dovresti fare questo o quello o…”

Semplicemente non essere arrogante, per me il segreto del successo è non essere arrogante, fai quello che non ti piace fare, imparerai molto di più facendo quello che non ti piace che facendo solo quello che ti piace.

Non impari niente di nuovo facendo le cose che già ti piace fare, sai già tutto di quello. Quindi fai qualcosa di difficile, qualcosa di pericoloso, fai qualcosa che ti faccia sentire a disagio. Penso che se sei vulnerabile sei anche aperto e impari di più.

Questa decisamente è una delle cose, mantieniti vulnerabile, non infilarti in troppi problemi ovviamente ma sai, decisamente vai in quei posti che sono un po’ scomodi e mantieniti scomodo, non sentirti troppo a tuo agio.

Se hai già successo è veramente facile abituarsi e quello è sempre l’inizio della fine, sempre.

Penso che se vuoi crescere devi restare a disagio. Questa è probabilmente la cosa più importante che posso dire a chiunque, semplicemente rimani scomodo.

Come ti connetti alla tua rete di contatti. Vengono loro da te, vai tu da loro?

Non faccio nulla del genere

Intendo dire, tu fai seminari

Li faccio ma niente di estremo successo

Chiedi di farli o ti viene chiesto di farli?

Si, mi è stato chiesto, perché mi piace sentirmi parlare, perciò parlo molto, non sono molto sociale ma quando lo sono parlo e quindi ho queste conversazioni come quella che stiamo avendo oro, qualcuno mi chiede qualcosa e io non smetto mai di parlare.

Così ad un certo punto la gente mi ha chiesto: “Penso che dovresti fare seminari, penso che saresti bravo in quello” Ero molto preoccupato di farlo perché mi aspetto molto da me stesso.

Quindi ad un certo punto ho tirato fuori la testa dal mio culo e ho cominciato a farli, perché Jeff Gogue mi ha spinto a farli un pochino, mi disse: “allora tu vieni come ospite, dovresti fare un seminario qui. Io faccio un seminario, noi dovremmo fare un seminario insieme” E io ero tipo: “Porca merda, ‘sta cosa è enorme” perché lui è così bravo in questo, è intimidatoriamente bravo ed ha pure molto successo in questo, specialmente lo era in quel momento e io pensai: “Oh cazzo, se faccio un seminario con Jeff Gogue potrebbe aprirsi una porta su una parte completamente diversa di quel che posso fare, che non è tatuare, aprirebbe una porta” Per cui mi dissi: “Oh, c’è un’enorme possibilità qui, sarei stupido a non coglierla”.

Quindi lo feci e mi divertii molto, fu fantastico. Penso di essere abbastanza bravo. Ho avuto solo riscontri positivi finora. Mi piace davvero, lo sto facendo da 5 anni ora ed è stato molto molto molto appagante ma non ho questo enorme successo, le mie classi sono piccole, non faccio quel tipo si seminari che tutti vogliono frequentare, perché tutti cercano il sacro graal, tutti chiedono: “che tipo di inchiostri usi? Che macchine usi? Che aghi usi?” Perché tutti cercano il facile… Vogliono solo prendersi cura di quello. È come se: “Ok, devo rendermela il più semplice possibile, quindi mi servono i migliori materiali.”

Totalmente comprensibile, ma non è il tipo di cosa che faccio. Non do seminari tecnici, faccio il tipo il tipo di cose che stiamo facendo ora, voglio dare alla gente una diversa prospettiva, voglio dare una luce differente alle cose, Lux Altera.

Perciò voglio dare all gente una prospettiva diversa così che possano vedere meglio l’intero quadro e possano imparare in modo più semplice qualcosa. Penso che se non vedi l’intero quadro, se sei focalizzato troppo su una cosa, a volte perdi l’obiettivo, lo fraintendi e alla fine riproduci qualcosa invece di creare qualcosa.

Penso che puoi creare qualcosa solo quando lo comprendi completamente.

Perciò i miei seminari sono molto filosofici, sono più una conversazione, una chiacchierata che ispira per la quale vengo pagato e mi piace farlo.

Penso che per me abbia molto più senso che insegnare a qualcuno esattamente come faccio qualcosa, perché non penso aiuti molto, quello aiuta solo a copiare esattamente quel che faccio e non è una cosa che voglio fare.

Se ci arrivano da soli allora quello mi dice: “Ok forse sto facendo qualcosa di giusto” Ma se mi copiano solo perché gli ho detto esattamente come fare, questo non mi da niente e alla fine voglio che dia qualcosa anche a me, perché sono un artista egoista.

Penso che ogni artista sia un po’ egoista.

A parte produrre arte fantastica, pensi che ci sia o, beh, hai un elemento chiave per avere clienti, a parte…

Devi solo essere veramente bravo in quel che fai ma non solo quello, devi essere anche veramente bravo a venderti, avere successo non è mai una sola abilità.

Essere di successo in qualsiasi cosa è sempre un mix, una serie di abilità, questo è il motivo per cui non molte persone hanno successo, semplicemente non funziona in quel modo.

Come Picasso, lui era bravissimo a fare marketing di se stesso

Si, devi essere bravo a venderti, quello richiede un certo livello di arroganza, un buon livello di conoscenza di se stessi, anche un certo livello di umiltà, è una linea sottile sai.

Devi essere bravo a parlare di te stesso e io cerco sempre di essere bravo in questo, voglio essere in grado di parlare di me stesso ma voglio essere in grado di garlo in un modo che non appaia come distaccato o arrogante. È una linea sottile perchè conosco le mia abilità molto molto bene e la gente che conosce le proprie abilità molto molto bene viene sempre percepita come qualcuno di arrogante.

Sono un ragazzo molto sicuro di se e se sei sicuro di te puoi avere successo, se sei sicuro è veramente facile avere successo perché la gente segue sempre chi è sicuro.

quindi questo è, ma se sei troppo sicuro, se sei più sicuro di quanto le tue abilità ti permettano allora la gente riderà di te.

È difficile non cadere di faccia con questo tipo di consiglio, è veramente un brutto consiglio da dare alla gente.

La sicurezza è qualcosa che dovrebbe arrivare in modo organico dall’essere bravo in qualcosa, non diventi bravo in qualcosa solo essendo sicuro, non avviene mai così.

È come, sono abbastanza sicuro che sia successo anche a te. A me succede regolarmente. Parli con qualche artista, lo ascolti e pensi “Wow questo deve essere un artista fantastico” poi vai in internet a guardare i suoi lavori e dici “Che cazzo è ‘sta roba?!”

Non succede così spesso ma succede ogni tanto. È come ho detto prima a proposito del rimanere a disagio, perché allora impari di più.

Penso che se diventi troppo sicuro cominci a dimenticare qualcosa, la qualità del tuo lavoro scende perché cominci a guardare a come puoi farla franca, quella è arroganza.

Se cominci a guardare a come farla franca per fare più soldi con meno lavoro o qualcosa del genere, che è naturale, tutti lo fanno, ma bisogna fare molta attenzione a quello.

Che una linea molto sottile tra arroganza e sicurezza. Penso che un buon modo per stare sulla giusta strada, su quel bordo e senza cadere sia restare scomodo, a disagio.

Non amare troppo le tue cose, non sentirti troppo comodo dove sei, non c’è niente come restare dove sei, devi sempre muoverti in una direzione, che ti muovi avanti o indietro, come un pendolo, non stai mai fermo, quando sei fermo sei morto.

Potremmo dire che il tuo mantra è qualcosa del tipo: “Impara a sentirti a tuo agio nel disagio”

come un pugile, quando stai fermo sai esattamente cosa succede, devi restare in movimento, così resti fluido. Se non sei fluido prendi i pugni, è molto facile colpire un obbiettivo fermo.

È come diceva Bruce Lee “Impara ad essere come acqua”

Sii acqua, si, sia io non sono Bruce Lee, ma ma è decisamente come se io abbia raggiunto un punto nella mia vita in cui mi sento come, si, ogni volta che mi sento a mio agio divento arrogante e quando divento arrogante la qualità del mio lavoro se ne va e quando la qualità del lavoro scende c’è la possibilità che qualcun altro mi rimpiazzi e non sono pronto per questo.

Come gestisci i clienti difficili?

Gli faccio sapere che sono difficili, li metto a disagio

(Ridiamo insieme)

Oppure lascio che si mettano a disagio da soli. Veramente non ho clienti difficili, perché penso di rendere le mie regole molto molto chiare ancor prima di incontrarli per la prima volta.

Perciò puoi capire molto prima quando una persona potrebbe essere difficile…

Si e quindi prepararti.

Normalmente puoi capirlo da un’email. Per questo mi piacciono le email.

Se c’è un suggerimento che posso dare è che dovresti o che chiunque dovrebbe ascoltare è questo:  Con i clienti che non hai mai incontrato non comunicare via Messenger o qualsiasi cosa che sia instantanea, di persona è anche peggio.

Che è perché non mi piace lavorare in un negozio su strada, semplicemente non ottieni buoni lavori in quel modo, non incontri gente che vuoi veramente incontrare in quel modo, succede solo per caso, li incontri solo per caso.

Se hai uno studio chiuso o privato allora la gente deve chiederti qualcosa, devono scriverti una lettera, un’email.

È stato fatto un studio che mostrava che la gente che usa Messenger mente molto di più della gente che usa l’email, un’email sembra ufficiale, come una lettera, è come una cosa ufficiale per cui ti prendi il tempo di rispondere, ti prendi il tempo per leggerla e quindi consideri le tue risposte perché non ci si aspetta una risposta immediata. formuli una risposta appropriata, perciò la gente mente di meno in una email, la gente è molto più probabile che sia onesta, gentile, considerata e quando gli rispondi leggono in modo più considerato che in un messaggio istantaneo.

quindi il mio miglior consiglio per trovare gente con cui vuoi lavorare è di fare tutte le tue interazioni via email.

Tutti i primi incontri tutti via email, questo è il motivo per cui lavoro in un ambiente chiuso. È veramente difficile dire di no a qualcuno in faccia, per me, per chiunque, devi essere un po’ stronzo per essere in grado di dire : “No, non mi piaci” in faccia a qualcuno; ma è qualcosa che molto facile da dire via email, puoi formulare un’email in modo che sia molto difficile da fraintendere, la gente legge quelle cose in modo diverso.

Gli scrivi una lettera dicendogli che non pesi che siete una buona combinazione, che devi filtrare la tua clientela perché vuoi aiutare la gente con cui c’è una buona combinazione e che è meglio per quella persona trovare un artista a lui più congeniale.

Chi potrebbe discuterne?

Ma per dire a qualcuno questo tipo di cose in faccia hai sempre una reazione negativa, sempre.

Ho imparato a gestire la cosa.

Intendo dire che anch’io posso farlo faccia a faccia ma è sempre molto sgradevole, mi tiene sempre occupato, quando ho un incontro di quel tipo con qualcuno mi tiene impegnato per settimane, mi tiene sveglio di notte perché mi sento sempre come: “Oh, ho urtato i sentimenti di quella persona?” O: “Non gli piaccio? Parleranno male di me ora?” e tutto quel genere di cose.

Se lo fai con un’email è rispettoso. Quindi sempre, sempre, tutto via email, tutto. allora posso dare alla gente tutte le informazioni, posso copiare e incollare un intero testo che avevo scritto per qualcun altro o le informazioni, posso inviare un PDF su come lavoro, come ricevo i pagamenti e tutto il resto.

L’email è fantastica ed è professionale, è semplicemente professionale e in quel modo non vieni disturbato nel tuo giorno libero o quando sei in vacanza, puoi avere un’informativa del tipo: “Rispondo alle email solo una volta a settimana” E la gente può essere preparata a questo.

Quando lasci che la tua clientela ti approcci su Messenger si aspettano pure una risposta immediata, perché è così che funziona Messenger, quindi hanno già più aspettative di quelle che ti aspetti da te stesso e già non ti piace quella persona, ancora prima di incontrala, per questo odio Messenger per interazioni professionali. Non lo uso per niente.

Stessa cosa con gli sms e il telefono, nessuno ha il mio numero, quello è per gente che ho già incontrato di persona, clienti che hanno già pagato un acconto, loro hanno il mio numero, il mio indirizzo. La gente non ha il mio indirizzo.

Questo è molto importante. Se tutti i tatuatori lavorassero in quel modo, che cavolo, allora la gente che non apprezza i suoi tatuaggi non sarebbe nemmeno un problema, perché è quando metti il cliente nella posizione in cui deve darsi da fare per arrivare a te che ti mette nella situazione di avere delle aspettative su di loro. Puoi aspettarti che siano, rispettosi, gentili, pazienti e tutte queste cose portano a un’interazione migliore.

Questo è probabilmente il miglior consiglio che posso dare a chiunque.

Questo ci porta all’ultima domanda.
Cosa suggeriresti a qualcuno che vuole tatuarsi ma non sa assolutamente nulla di tatuaggi. Qualcuno che è un novizio, qualcuno che vuole un tatuaggio ma non sa niente.
Cosa suggeriresti a loro?

Sii paziente. Non tatuarti ancora.

Semplicemente sii paziente, non tatuarti a questo punto. Fai le tue ricerche, fare ricerche è facile al giorno d’oggi, c’è internet, non devi nemmeno lasciare casa, ma se vuoi tatuarti sii rispettoso, se davvero vuoi tatuarti ma non sai niente di tatuaggi assicurati di non farti tatuare dal vicino di casa, assicurati di mettere un po’ di energia nel tua tatuaggio, fai le tue ricerche e trova quello che ti piace.

se non sai quel che ti piace, se non sai cosa dovresti tatuarti non sei pronto per questo, facilissimo.

Ma se sai cosa vuoi tatuarti e da chi vuoi farti tatuare, fallo, vai avanti, semplicemente fallo, fatti tatuare, spendi quei soldi, fatti quel tattoo, vai nel posto che vuoi e fidati del tuo artista. Se hai fatto bene le tue ricerche, questo è il miglior consiglio che posso dare, perché impari di più mettendoti in questa situazione in cui non sei completamente a tuo agio.

Mettiti in questa situazione in cui non ti senti completamente a tuo agio e se ti ritrovi un tatuaggio schifoso, beh quella è sfortuna.

Ma normalmente una cosa abbastanza sicura da dire a qualcuno è che i tatuaggi economici non sono buoni e i buoni tatuaggi non sono economici, questa è una cosa che semplicemente continua ad essere vera, ma non è l’unica verità la fuori, ma decisamente trova un artista che ti fa aspettare, trova un artista che non sia immediatamente disponibile, scrivigli un’email e vai da un artista da cui vuoi veramente qualcosa, viaggia se devi, viaggia, spendi tutti i soldi che servono, prenditi tutto il tempo che serve, sii paziente, riflettici su.

alla fine fidati del tuo artista, fidati del tuo artista per prendere le giuste decisioni per te, perché a quanto pare tu non hai mai preso quella decisione prima, quindi non puoi essere bravo in quello. I tatuatori prendo questo tipo di decisioni ogni giorno, quindi fidati del tuo artista.

Stai zitto e semplicemente mettiti su quella poltrona e fatti tatuare.

Interessante.

Bene, grazie mille, grazie Markus per il tuo tempo, per il tuo messaggio profondo e ispiratore.

Grazie a te

Ci vediamo alla prossima

Si decisamente, ora cominciamo a tatuare.

Si cominciamo.

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